Utente 466XXX
Mio figlio ha sette anni, fa la seconda elementare ed è un bambino socievole e sereno. La sera lo accompagno al lettino nella sua stanza e sto un pochino con lui fino a quando si addormenta. Fino a qui tutto tranquillo, ha piacere andare nel suo letto. Ma fatte le 2/3 ore di sonno, si sveglia e piange. Vuole venire caparbiamente nella camera da letto, ovvero, nel lettone. A qual punto mio marito fa il solito "cambio letto", lui va nel lettino e il bambino viene con me nel lettone e si riaddormenta pacificamente. Abbiamo provato più volte a parlargli, a capire cosa gli succede, ma non c'è nulla di particolare. Lui dice solo che vuole stare con me. Premetto che io lavoro tutto il giorno e rincaso la sera verso le 19. Potete darmi un consiglio e/o un suggerimento su come comportarci o cosa fare? Grazie. Alina

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Dr. Gianmaria Benedetti

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Mi domando se fa così anche in vacanza, quando la mamma è più presente. Se no, proverei per un periodo un cambio di orario di lavoro per una maggior presenza serale della mamma, unito con una certa fermezza nel difendere i posti letto.
Se non ci sono altri elementi di inquietudine o incertezza (paure relative a perdere i genitori, distacchi, malattie, o arrivo di un fratellino, ecc) dovrebbe risolversi rapidamente. Se no ricontatti.
Cordialmente
Dr. Gianmaria Benedetti

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[#2] dopo  
Utente 466XXX

Egregio Dr. Benedetti, nel ringraziarla per la risposta, volevo darle qualche altro elemento in merito. Premetto che a parte la scuola il bambino è sempre con noi (me o suo padre), non viene mai affidato a nessuno; inoltre, non è in arrivo nessun fratellino, nè tantomeno in previsione, io ho già 48 anni. Mio marito però, da quando è nato nostro figlio, è già stato in ospefale due volte, la penultima (due anni fa) per un tumore al colon con conseguente chemioterapia per 6 mesi. Un anno fa invece, dopo diverse coliche in presenza del bambino, è stato operato per calcoli renali. Forse questi eventi possono avere influito in qualche modo? Quest'estate, durante le vacanze, lo abbiamo fatto dormire per ben tre settimane nella cameretta adiacente la nostra. Nella cameretta c'erano due lettini, in uno lui, nell'altro io o mio marito a turno. Lui ha dormito tranquillamente tutte le notti, ma voleva nel letto accanto qualcuno di noi.
Nel ringraziarLa anticipatamente per la sua cortese disponibilità, le porgo cordiali saluti.
Alina Iunco

[#3]  
Dr. Gianmaria Benedetti

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Forse la situazione di salute di suo marito, come lei scrive, può aver influito. I bambini inevitabilmente percepiscono i momenti critici familiari e possono esserne inquietati. E' impossibile eliminare le difficoltà dalla vita, può essere utile aiutare il bambino a metabolizzarle in modo che non rimangano troppo 'indigeste'. La cosa migliore è parlarne, cogliendo qualche domanda o spunto del bambino, a livelli comprensibili a lui, cercando di non nascondere la realtà (le bugie non sono mai convincenti e sono invece foriere di dubbi sfiducia e insicurezza) , ma di presentarla come qualcosa che comunque può essere affrontata. Le rassicurazioni a parole hanno scarso effetto, parlare delle possibili paure e affrontare le difficoltà aiuta. La realtà è (quasi) sempre meno terrorizzante delle cose che uno può immaginarsi. Forse quello delle vacanze è un suggerimento. Fare compagnia al bambino nella sua stanza, al bisogno (non obbligatoriamente tutta la notte) può aiutarlo, senza sovvertire l' 'ordine' familiare.
Cordialmente
Dr. Gianmaria Benedetti

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[#4] dopo  
Utente 466XXX

Grazie infinite per i suoi suggerimenti Dr. Banedetti.
Un cordiale saluto.
Alina Iunco