Utente 354XXX
Salve dottori, volevo chiedervi selle info sulle vaccinazioni.Alla nostra bimba abbiamo fatto il secondo richiamo di vaccini a 4,5 mesi, ma non ho piu' fatto il secondo richiamo di antipneumococco, ma solo l'esavalente.
Ho preso questa decisione leggendo una lettera di un immunologo,che risponde ad un giornalista.... con riportati dei dati su questa vaccinazione, e abbiamo ritenuto di non farla a nostra figlia.
Avendo fatto pero' la prima vaccinazione di antipneumococco volevo chiedere se fosse inutile una volta non effettuato il richiamo e cosa ne pensate in merito alla questione.
riporto la lettera in questione, GRAZIE MILLE!

La lettera è del dottor Gava, l'autore del libro Le Vaccinazioni pediatriche. E' un immunologo.

LETTERA DEL DOTT. GAVA AL QUOTIDIANO "ALTO ADIGE"
Egr. Direttore del quotidiano “Alto Adige”,
sono un farmacologo di Padova e ho letto l’articolo (“Senza vaccino,
bimba muore”) che lei ha pubblicato nella prima pagina del suo giornale
lo scorso 29 ottobre e inerente una bambina di cinque mesi deceduta per
sepsi da pneumococco.
L’articolo commentava il fatto sostenendo che “la bambina avrebbe potuto
salvarsi, se solo fosse stata sottoposta a vaccinazione
antipneumococcica. Siccome è costosa, e per questo poco diffusa, il
Ministero della Salute ha invitato le regioni a somministrarla gratis,
ma l’Alto Adige non si è mai adeguato”.
Capisco benissimo la sofferenza dei genitori, la paura della gente e
l’indignazione del giornalista, ma forse il problema va impostato in
modo diverso, altrimenti creiamo allarmismi inutili e facciamo il gioco
dell’Industria Farmaceutica che in questi ultimi anni fa abilmente leva
proprio su questo.
Molto sinteticamente vorrei darle qualche informazione un po’ più corretta.
Lo Streptococcus pneumoniae (o Pneumococco) è un batterio molto comune e
diffuso che si trova nella gola e nel naso nel 40-60% dei bambini sani
senza dare alcun segno di sé. Il bambino si ammala (in genere con otiti
o sinusiti) solo quando, per svariati motivi, ha un abbassamento delle
difese immunitarie. La patologia può diventare generalizzata e causare
in rari casi anche una meningite, solo quando per motivi genetici o per
uso di farmaci immunosoppressori (antibiotici e cortisonici) o per altri
fattori le difese immunitarie sono particolarmente alterate.
Secondo i dati del nostro Ministero della Salute, la meningite da
pneumococco è in crescita indipendentemente dalla vaccinazione (iniziata
nel 2002-03). Infatti, nel 1994 ci sono stati 108 casi di meningite in
Italia, nel 2002 ci sono stati 228 casi e nel 2005 ben 291 casi. Si
ritiene che questa crescita sia causata dal sempre maggior indebolimento
dei nostri bambini per vari motivi, non per ultimo l’uso troppo esteso
di farmaci che alterano il sistema immunitario e sicuramente anche la
tendenza a somministrare contemporaneamente troppi vaccini in bambini
troppo piccoli e troppo immunolabili. Se poi consideriamo quante di
queste meningiti avvengono nei primi 12 mesi di vita, il nostro
Ministero della Salute parla di soli 18-20 casi all’anno in tutt’Italia
(l’età più a rischio di meningite da pneumococco è quella adulta, non
quella pediatrica).
In questi ultimi anni il vaccino antipneumococcico è stato molto
pubblicizzato grazie alle pressioni dell’Industria Farmaceutica, che
però si è scordata di ricordare anche i suoi effetti indesiderati che
sono tutt’altro che irrilevanti.
Infatti, considerando i danni del vaccino antipneumococcico rilevati dal
VAERS (il noto sistema di vaccinovigilanza americano), essi sono di 1
caso ogni 7.575 dosi somministrate e riguardano patologie neurologiche
(specialmente convulsioni), patologie immunologiche (anafilassi,
vasculiti, trombocitopenie, ecc.), molte reazioni allergiche, agitazione
psicomotoria, patologie respiratorie e addominali e non pochi casi di
morte (in genere morti improvvise o morti per infezioni invasive da
Pneumococco). Per quanto riguarda quest’ultimo punto, va detto che
alcuni studi parlano di 2 morti da vaccino antipneumococcico ogni 10.000
vaccinati. Quindi, se consideriamo solo la mortalità, mentre la
meningite da pneumococco causa circa 3,7 morti/anno (19% dei casi di
meningite), se vaccinassimo tutti i nuovi nati avremmo circa 110
morti/anno (circa il 300% in più). A tale proposito ricordo che nella
sola provincia di Padova, nei primi 6 mesi del 2007 ci sono stati 2
ricorsi in tribunale per due bambini sani di 3 mesi morti poco dopo la
somministrazione dei vaccini esavalente + antipneumococcico. Io non so
quanti siano i bambini morti in tutto il padovano o in tutt’Italia nello
stesso periodo, sia perché questi dati non vengono diffusi sia perché di
solito i genitori e i medici accettano la morte del neonato come evento
inspiegabile e quindi la morte non viene imputata alla vaccinazione.
Infatti, in questi due casi in cui sono stato interpellato come tecnico
medico di parte, le morti erano state etichettate come eventi casuali
dai medici legali, ma i genitori non hanno accettato che il loro
piccolo, che fino al giorno prima della vaccinazione stava bene, sia
morto 26 ore o pochi giorni dopo il vaccino per una sfortunata “fatalità”.
Circa l’efficacia del vaccino antipneumococcico nella prevenzione della
sepsi pneumococcica, i dati ministeriali parlano di una protezione che
va dal 30% al 47% ed è proprio per tutto questo insieme di motivi che il
nostro Ministero della Salute raccomanda questa vaccinazione solo nei
soggetti considerati ad alto rischio di avere malattie gravi da
Pneumococco e non certo in tutti i bambini come ha scritto nel suo
articolo il giornalista.
In conclusione, dato che questo tipo di infezione è molto poco frequente
nei bambini piccoli, dato che il vaccino evita solo il 30-47% delle
meningiti, mentre può causare danni gravi e addirittura la morte in
percentuali ben maggiori a quelle causate dalla malattia naturale, la
letteratura specializzata ritiene che estendere a tappeto la
vaccinazione nei neonati sia molto più pericoloso e controproducente
rispetto a non eseguirla affatto.
La vera protezione verso la meningite e verso tutte le altre malattie
infettive pediatriche non è la vaccinazione, come invece l’Industria
Farmaceutica vuole indurci a pensare, ma l’identificazione dei soggetti
gravemente immunodepressi (basterebbe un semplice esame del sangue) e il
loro trattamento per irrobustire il sistema immunitario con
alimentazione e norme igieniche adeguate e con specifici interventi
medici, quasi mai di tipo farmacologico.
Illustre Direttore, le ho scritto solo per aiutarla a continuare a
svolgere, come ha fatto in questi anni, un importante lavoro di corretto
informatore dell’opinione pubblica.

Dr. Roberto Gava

[#1]  
Dr. Agnesina Pozzi

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Gentile Signore
sono d'accordo al 100% con il Dr.Gava. Purtroppo c'è una spinta alluncinante, di tipo economico certo...sulle vaccinazioni che ultimamente hanno raggiunto un vero delirio divulgativo.
Divulgazione parziale e strumentale, perchè NESSUNO si preoccupa di informare correttamente i genitori sulle indicazioni effettive delle vaccinazioni, e sui rischi collegati alle stesse.

ad esempio se i genitori dicessero alle ASL: "mi rilasciate una dichiarazione scritta che le vaccinazioni obbligatorie (perfino quelle...) sono indifferibili, non hanno alcuna controindicazione ed effetto collarale, perchè sono state sufficientemente sperimentate, studiate e testate"...credo che nessun bambino sarebbe più vaccinato perchè nessuna ASL sarebbe in grado di rilasciare una simile certificazione e neppure il Ministero della Salute! Sicchè anche le vaccinazioni obbligatorie risultano in realtà essere un abuso, senza considerare che c'è un fronte parallelo di medici completamente contrari alle stesse ma nessuno lo dice in pubblico! Naturalmente i medici che sono contrari vengono tacciati di scelleratezza, follia, incoscienza ma nessuno si sogna di riportare i risultati di studi in merito; ad esempio i rischi di encefalite post-vaccinica antimorbillo...sono del tutto pari a quelli derivanti da infezione naturale...(la saggezza delle mamme di un tempo, nei paesini in cui sono cresciuta, cercava il bambino malato degli esantemi dell'infanzia, per portarci suo figlio e farlo contagiare dal malatino).

Per legge si dovrebbe fornire ampia informazione (consenso informato) per consentire ai genitori di scegliere. Se non erro, i medici ricevono un incentivo per la loro attività pro capite quindi la situazione di scelta "libera" dei genitori si complica uleriormente; senza considerare la solita stampa cialtrona e disinformata che semina panico.
Una prima vaccinazione, se il bambino sta bene, si alimenta normalmente, non ha disordini immunologici e malattie che alterino la immunocompetenza, lascia una immunità sufficiente.

per proteggere i piccoli dagli effetti delle vaccinazioni io consiglio

THUJA 30 Ch tubo-dose globuli, una dose intera subito dopo la vaccinazione e poi una dose settimanale per 4-6 settimane

oligoelementi Manganese-Rame una fialetta al giorno nella settimana che precede e segue la vaccinazione.

Cordiali saluti
Dr.ssa Agnesina Pozzi