Utente 273XXX
salve,
mia figlia ha tre anni, e da una settimana, con termine oggi , causa bronchite, le ho somministrato antibiotico(amoxicillina) e aerosol(broncovales).
già dopo alcuni giorni inizio cura, ha inizito a scaricare frequentemente, allora le ho integrao dei fermenti per aiutareb a regolarizzare l'intestino...ma adistanza di giorni, esattamente da ieri le cose sono notevolmente peggiorate...scarica di continuo, anche 2 volte l'ora...per fermarsi solo di notte....
il mio pediatra non mi ha in alcun modo dato informazione, solo di frla bre molto.
che posso fare?


[#1]  
Dr. Agnesina Pozzi

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Gentile signora, che significa "le ho somministrato"?
Se significa che le ha somministrato la terapia in seguito ad una visita del suo medico e alla prescrizione, bene, altrimenti potrebbe aver dato l'antibiotico per una semplice forma virale che non richiedeva alcuna terapia antibiotica.
Infatti, nelle virosi, il sistema immunitario è già impegnato in una sua battaglietta e l'antibiotico va ad indebolirlo se non è ASSOLUTAMENTE necessario.

Dunque, al più presto di rivolga al suo medico perchè ogni due ore la piccola con le scariche perde troppi elementi e rischia di avere carenze di potassio o disidratazione. Ciò che normalmente si fa in questi casi, oltre ad indagini generali ematologiche, è la sospensione di qualunque alimento per bocca e per almeno 8-12 ore, intestino a riposo, e terapia reidratante per via venosa. Non temporeggi e chieda consiglio al suo medico o porti la piccola in ospedale.

Cordiali saluti
Dr.ssa Agnesina Pozzi

[#2] dopo  
Utente 273XXX

Gentile dr.ssa,
grazie per aver risposto lla mia domanda.
Inizio prima con il dirle, che sia l'antibiotico e aerosol Somministratole, è stato dato solo dopo aver fatto visitare la piccola dal pediaTRa, e lui che ha deciso la terapie.
Per il problema delle scariche, ho portato lapiccola all'ospedale, dove le hanno diagnosticato una sospetta gastrointerite.
La cura ordinata è stata: fermenti e 3 bustine al giorno di TIORFIX.
GIà dopo meno di 24h i problemi si sono stabilizzati, le scariche regolarizzate.
Grazie dell'attenzione
cordiali saluti

[#3]  
Dr. Alfonso Collana

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In nessuna linea guida si dice che l’antibiotico, specie l’amoxicillina che è in assoluto la molecola più sicura, la più usata in pediatria e con i minori effetti collaterali, determina “indebolimento del sistema immunitario se non assolutamente necessario”.
L'amoxicillina se non amoxicillina + acido clavulanico di solito non provoca diarrea (disturbi gastrointestinali) e comunque non ogni due ore.
Le attuali Linee Guida Internazionali non raccomandano più la sospensione del pasto anzi raccomandano la rialimentazione precoce (tranne ovviamente cibi troppo grassi o ricchi di zuccheri semplici) che si accompagna a una più rapida ripresa funzionale dell'intestino ed a un più rapido recupero ponderale senza peggiorare il decorso della diarrea.
La cosa migliore è il tentativo di rialimentazione precocissima con soluzioni reidratanti orali che secondo l’ESPGHAN (Società Europea di Gastroenterologia, Epatologia e Nutrizione Pediatrica) sono dicodral, humana idravita, sodioral….. a piccole dosi: nei bimbi piccoli 5 ml ogni 5 minuti per non evocare il riflesso gastrocolico del vomito. Di solito funziona. Cosa utile è considerare le perdite ed i fabbisogni di liquidi ed elettroliti eliminati con vomiti o diarree arrivando a somministrare ad ogni episodio di vomito o diarrea 100-150 ml di queste soluzioni.
Se non si riesce è necessaria la reidratazione per via venosa.
P.S. in alcune non recentissime pubblicazioni scientifiche si evidenzia l’efficacia di alcuni probiotici nella diarrea acuta specie se da antibiotici (raramente amoxicillina; frequentemente lincomicina): quale il Saccharomices boulardii.
Se gastroenterite da Rotavirus: il Lactobacillus casei GG.
Attuali Linee Guida purtroppo valutano come poco utili la maggior parte dei probiotici che pare non riducano i giorni della malattia.
Di solito si prescrivono per non contrariare le Mamme.
Dr. Alfonso Collana

[#4]  
Dr. Agnesina Pozzi

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Scusi, gentile Signora per quella che potrebbe sembrarle polemica, ma ho bisogno di dire alcune cose in riferimento all'intervento del collega.
______________________________________________________

il "SE NON E' ASSOLUTAMENTE NECESSARIO", è riferito all'antibiotico, che non va dato, appunto, se non assolutamente necessario. Mi meraviglia che la signora sia riuscita a capire il concetto (mea culpa per la fretta con cui spesso vengono elargiti questi consulti) e non l'abbia capito tu.

Ad un intestino irritato, linee guida o meno, è logico dare una tregua e reidratare, cosa molto più importante dell'alimentazione in caso di perdita di liquidi. Sospendere il cibo per 8-12 ore non significa non alimentare più... e la rialimentazione dev'essere graduale; non si può certo somministrare un pasto regolare ad un bambino con un'enterite in corso. Buon senso, altro che linee guida.

Mi giunge nuovo che l'antibiotico non indebolisca le difese immunitarie...specialmente se il suo effetto terapeutico è uuello di uccidere non solo i batteri patogeni ma purtroppo anche la flora batterica buona..

Caro Collana, vorrei ricordarti e questa volta publicamente, che è scorretto il suo comportamento, specialmente quando s'inserisce in un colloquio in atto, e con i toni tipici del "guarda come sono bravo".

Bravo collega! Ma la questione era già chiusa, infatti la signora aveva scritto che la situazione era migliorata. Ti invito ad avere un comportamento più corretto, come ti scrissi in finestra privata, ma a cui neppure ti sei degnato di rispondere!
____________________________________

Vede Signora..sono proprio certi atteggiamenti narcisistici che spesso distolgono dall'interesse reale sul malato... specie nelle corsie..

Cordiali saluti
Dr.Agnesina Pozzi

[#5]  
Dr. Alfonso Collana

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Scusi nuovamente, gentile Signora, per quella che con dispiacere potrebbe sembrare polemica.
Ho il dovere di ripetere qualcosa in riferimento all’intervento della collega.
Premessa:
Penso che molte mamme che si rivolgono a Medicitalia lo fanno per avere risposte da parte di competenti.
Credo che nessuno abbia l’esclusività della risposta.
Il ruolo del medico è quello di rispondere secondo scienza e coscienza.
Per fare ciò occorre saper dare un aiuto professionale.
Ciò non è possibile senza avere acquisito cognizioni e consapevolezza scientifica “riconosciuta”.
Apposite commissioni di esperti infatti hanno elaborato raccomandazioni e linee guida che con la coerenza tra tutti i protagonisti cercano di promuovere la salute.
La pretesa di guidare al di fuori di Linee Guida è da presuntosi e da incapaci al confronto.
Fortunatamente in Medicina non ci sono terapie, prognosi, diagnosi e quant’altro corrette perché è il dr. Rossi, Bianchi o il Prof. Filano, Sempronio a dirle ma solo perché ci sono le Linee Guida a farlo.

Speravo di essere stato chiaro cara Pozzi
Ribadisco:
A) Non mi risulta che l’amoxicillina indebolisca le difese immunitarie; forse confondi la flora batterica intestinale con il sistema immunitario che è ben altra cosa.
B) Visto che non sono riuscito ad essere chiaro nel precedente intervento, parlerò ora di ciò che recitano le Linee Guida sull’alimentazione nelle gastroenteriti (dopo il mese di vita):
Per prevenire la malnutrizione post-enteritica è opportuno riprendere l’alimentazione adeguata per
l’età, concluse le 3-4 ore di ORT (Terapia Reidratante Orale) bibl. 1, 2, 3, 26, 43 (categoria di evidenza AI)*.
Il lattante che prende il latte materno, non deve mai sospenderlo, né durante la ORT né nel periodo
successivo bibl. 2, 26, 44 (categoria di evidenza AI).
In mancanza di latte materno verrà confermata la formula di partenza, concluse le prime 3-4 ore di
ORT bibl. 2, 26, 44 (categoria di evidenza AI).
Non ci sono evidenze che i latti privi di lattosio evitino il protrarsi della diarrea e pertanto è
sconsigliato l’uso di formule speciali o l’uso di latti diluiti bibl. 44 (categoria di evidenza AI).
Le formule prive di lattosio vanno riservate a quei pazienti con intolleranza dimostrata al lattosio
(persistenza della diarrea oltre i 10 giorni, recidiva diarroica dopo reintroduzione di una formula
normale e presenza nelle feci di sostanze riducenti superiori a 0.5% e pH acido nelle feci) bibl. 3, 26
(categoria di evidenza AI).
Nella diarrea con grave disidratazione e/o malnutrizione, nei lattanti sotto i 3 mesi di vita, è
consigliato l'uso di formule idrolisate spinte di caseina, di sieroproteine o di soia per prevenire
fenomeni di sensibilizzazione data l'immaturità della barriera mucosale bibl. 7, 9 (categoria di evidenza
DIII).
L’uso di tali formule può essere raccomandato inoltre nelle diarree acute che persistano dopo 10
giorni, che recidivino alla introduzione del latte e con feci negative per le sostanze riducenti, e con
eosinofili e sangue occulto positivi bibl. 7, 9 (categoria di evidenza DIII).
→ Nei lattanti sopra i 6 mesi verranno reintrodotti gli alimenti solidi che il bambino riceveva precedentemente con alimentazione adeguata per l’età bibl. 1, 2, 3 (categoria di evidenza AI)*.
→ I bambini di età superiore a 12 mesi verranno rialimentati con gli alimenti solidi che ricevevano normalmente incluso il latte vaccino bibl. 1 (categoria di evidenza I)*.

Le Linee Guida Cliniche individuano il comportamento clinico attuale sulla base delle prove di
efficacia disponibili in letteratura.
Pertanto, due fattori critici nel processo di elaborazione delle linee guida cliniche sono i seguenti:
1) Revisione esaustiva di tutta la letteratura più recente riguardante il problema clinico che è
oggetto della linea guida clinica;
2) Analisi delle prove riportate in letteratura al fine di connotarle in ragione del rigore
metodologico, con cui le stesse sono state prodotte.
Il contenuto operativo delle linee guida è costituito dalle RACCOMANDAZIONI: la rilevanza di
queste, la loro FORZA, è direttamente correlata al rigore metodologico delle prove di efficacia da
cui le raccomandazioni stesse sono derivate.
La metodologia di classificazione della forza delle raccomandazioni utilizzata per la redazione di queste Linee Guida si basa sul sistema sviluppato dalla American Academy of Pediatrics, dalla American Academy of Family Physicians e dalla Agency for Healthcare Research and Quality (AHRQ), di seguito riportato. Rif. Pediatrics 2004; 113; 1412-1429

Qualità (Rigore metodologico) delle prove di efficacia
A Trial clinici controllati, randomizzati e ben disegnati o studi diagnostici effettuati su
popolazioni simili alla popolazione obiettivo delle linee guida.
B Trial clinici randomizzati, controllati o studi diagnostici con limitazioni di minore
entità; evidenza consistente da studi osservazionali.
C Studi osservazionali (studi di coorte e studi caso-controllo)
D Opinione di esperti, case report, o ragionamenti da first principle (bench research o
studi su animali)
Forza della raccomandazione:

I* Fortemente raccomandata

L’esecuzione di una particolare procedura, intervento o test diagnostico è fortemente
raccomandata se il gruppo crede che i benefici dell’approccio raccomandato siano
chiaramente superiori ai rischi (o che i rischi siano chiaramente superiori rispetto ai
benefici in caso di raccomandazione negativa) e che la qualità dell’evidenza di
supporto sia eccellente (grado A* o B).

II Raccomandata

L’esecuzione di una particolare procedura, intervento o test diagnostico è
raccomandata se il gruppo di lavoro crede che i benefici siano superiori ai rischi (o
che i rischi siano chiaramente superiori rispetto ai benefici in caso di
raccomandazione negativa), ma la qualità dell’evidenza non è forte (grado B o C).

III Scarsamente raccomandata

L’esecuzione di una particolare procedura, intervento o test diagnostico è
scarsamente raccomandata se la qualità dell’evidenza che esiste è dubbia (grado D)
o se studi ben disegnati (grado A, B o C) mostrano che un approccio presenta pochi vantaggi rispetto ad un altro

IV Assenza di raccomandazione

L’esecuzione di una particolare procedura, intervento o test diagnostico non è né raccomandata né sconsigliata se vi sia carenza di evidenza (grado D) nonché il
bilanciamento fra benefici e rischi non sia chiaro

Bibliografia:
1 Provisional Committee on Quality Improvement, Subcommittee on acute gastroenteritis,
American Academy of Pediatrics. Practice parameter: The management of acute
gastroenteritis in young children. Pediatircs. 97 (3): 424-433; 1996
2 Sandhu BK., Isolauri E., Walker-Smith JA. et al. A multicentre study on behalf of European
Society of Pediatric Gastroenterology and Nutrition Working group on acute diarrhoea: early
feeding in childhood gastroenteritis. J Pediatr Gastroenterol Nutr. 24: 522-527; 1997
3 Walker-Smith JA., Sandhu BK., Isolauri E. et al. Guidelines prepared by ESPGHAN
Working
7 Sandhu BK. Terapia reidratante e trattamento nutrizionale della diarrea infantile. Dibattito in
pediatria. N° 3: 21-30; 1997
8 Liebelt ER. Clinical and laboratory evaluation and management of children with vomiting,
diarrhea, and dehydratation. Current Opinion in Pediatrics. 10: 461-469; 1998
8 bis Guarino A., Albano F.,: Guidelines for the approach to outpatient children with acute
diarrhoea. Acta pediatr 90: 1087-1095; 2001
8 ter Gorelick MH., Shaw KN., Murphy KO. Validity and reliability of clinical signs in the
diagnosis of dehidratation in children. Pediatrics. 99(5): e6; 1997
26 Murphy MS. Guidelines for managing acute gastroenteritis based on a systematic review of
published research. Arch Dis Child. 79:279-284; 1998
43 Brown KH., Gastanaduy AS., Saavedra JM., et al. Effect of continued oral feeding on clinical
and
44 Szajewska H., Hoekstra JH., et al. Management of acute gastroenteritis in Europe and the impact
of the new recommendations: a multicenter study. J Pediatr Gastroenterol Nutr. 30:522-527; May
2000.

C) Andiamo ora alla “Scorrettezza” cara collega:
nel quesito del 21/12/2008 circa la somministrazione del ventolin a bambino di otto mesi è lei a considerare “prescrizione a dir poco sconsiderata” quella fatta da Colleghi.....
Io credevo di aver fatto chiarezza ma ha replicato.

Riguardo il precedente intervento volevo cliccare l’invio per la lettura dei soli professionisti ma evidentemente mi sono sbagliato e ciò mi dispiace.

Il miei interventi su medicitalia, dove ripeto mi pare che lei non abbia l’esclusiva e dopo aver letto per caso qualche consulto li ho fatti perché mi sono sentito di fare chiarezza su concetti “ elargiti in fretta” come lei ha ammesso.

D) Andiamo alla fine del suo intervento: cosa intende per atteggiamento narcisista !!
Forse quello primario, secondario o protratto di Sigmund Freud o la concezione psicoanalitica del narcisismo della Klein ?

Io non ho foto sul web o blog.....

Senza rancore !!

Ho finito e spero non replichi ancora.

Dr. Alfonso Collana

[#6]  
Dr. Agnesina Pozzi

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Caro Collega Collana, m'inchino di fronte a tante scientifiche citazioni; nessuno mette in dubbio la professionalità, ci mancherebbe...
Ma ancora una volta sottolineo che la qualità della tua comunicazione interprofessionale è scorretta.

Il colloquio virtruale tra me e la signora aveva il suo iter tranquillo; sei intervenuto a correggere polemicamente l'espressione di un pensiero (che la signora peraltro aveva perfettamente compreso);

Sono perfettamente favorevole ad ogni apporto di reale utilità a QUELLA situazione, in QUEL momento che, comunque sia, è un momento "relazionale" tra un medico e un utente e, se s'inserisce un altro medico (benvenuto!) diventa anche un momento relazionale diverso ed articolato; possibile! E quel momento relazionale tra me e l'utente sei intervenuto ad AGITARE DISCUSSIONE.
Non solo hai ricevuto l'invito privato da parte mia in altro consulto e non hai risposto, ma anche il collega Benini ha fatto altrettanto, invitandoti all'uso della finestra privata.

Ecco Dr.Collana, ci "butti addosso" virtrualmente per fortuna... tutta sta letteratura (ekke cavolo);

Speriamo che qualche libro non abbia virtrualmente colpito l'utente 27309.

Signora...chi glielo avrebbe detto di dover partecipare a questa "singolar tenzone.." a colpi di scritti, parole, opere e omissioni...Le chiedo scusa.

Un cordiale saluto a tutti
Dr.Agnesina Pozzi