Utente 126XXX
Buongiorno a tutti. Riassumo molto brevemente la mia complessa situazione: sono una ragazza di 24 anni. Soffro di bronchiti croniche dall'età di tre anni, la cui causa è tuttora sconosciuta. Per questo e vari altri problemi familiari, all'età di 14 anni mi sono ammalata di depressione, e a 16 anni sono diventata anoressica (il mio peso normale è 55 kg, sono arrivata a pesarne 36). Verso i 19 anni sono riuscita a recuperare il mio peso normale, anche se non sono uscita dalla depressione, eda quando ho smesso l'iperattività il mio fisico è crollato; da allora sono tormentata da una stanchezza persistente. Nonostante tale continua spossatezza, attacchi di panico, periodi di ricadute nell'anoressia o bulimia comunque, sono riuscita a trovare un lavoro come cameriera. In quest'ultimo periodo (ultimo anno) sono riuscita ad andarmene dalla casa dei miei genitori (convivo col mio ragazzo, che ha compreso e accettato la mia situazione) e grazie alla terapia psicologica che seguo regolarmente (finalmente, dopo anni di psicologi incompetenti, sono riuscita a trovare una dottoressa con cui riesco a relazionarmi) i miei tipici prolemi depressivi (frequenti attacchi di panico, ansia di uscire di casa, ecc) sono migliorati, ma purtroppo la stanchezza è aumentata al punto da costringermi a lasciare il lavoro. Dopo uno sforzo anche minimo di due minuti la testa mi gira e sono costretta a sdraiarmi. Il mio medico ed il mio psichiatra minimizzano, mi hanno prescritto mille ricostituenti che non hanno avuto alcun effetto, io ho le analisi a posto ma intanto ho dovuto lasciare il lavoro. I medici sono concordi nell'affermare che la mia stanchezza è causata dalla depressione, ma sembra che non vogliano prescrivermi cure efficaci. Anche gli antidepressivi che uso attualmente (Remeron, Eutimil) non servono a niente. Scusandomi per essermi dilungata, pongo quindi la mia domanda: esiste un farmaco, una cura, delle analisi, qualsiasi cosa possa farmi prescrivere anche solo per attenuare questa stanchezza che mi tormenta? Vorrei solo ricominciare a vivere, ma non riesco a farlo se il mio corpo mi costringe a stare ferma tutto il giorno. Grazie.

[#1]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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gentile utente

le cure sono disponibili e svariate ma secondo lei come mai non le prescriverebbero un trattamento adeguato?
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[#2] dopo  
Utente 126XXX

Gentile dr Ruggiero,
intanto grazie del tempestivo interessamento. La sua risposta mi lascia sconcertata, poichè pensavo che semplicemente non esistessero farmaci che potessero effettivamente servire a risolvere i miei problemi. Mi sono dimenticata di scrivere che questa primavera sono stata anche ricoverata in una clinica psichiatrica, con risultati scarsi. Negli ultimi 2 mesi i problemi psicologici sembrano essere migliorati, in compenso però sussiste questa terribile stanchezza. Per fare un esempio, quando voglio stirare, devo farmi tirar fuori l'asse da stiro dal mio ragazzo, perchè se ci provo io, dopo mi sento così male che devo sdraiarmi per un'ora sul divano, prima di poter effettivamente stirare. Ho provato a spiegare questo problema allo psichiatra che mi segue. Come tutta risposta mi sono sentita consigliare di "uscire a fare un po' di sport per scaricare la tensione". Mi sono sentita non capita e, anzi, persino presa in giro. Per quel che riguarda il medico di base, da quando ho tentato il suicidio non mi parla, probabilmente perchè lo imbarazzo. Si limita a prescrivermi i farmaci e basta. Ora sto valutando di cambiarli, ma sinceramente sono stanca di passare da un medico all'altro senza che nessuno riesca effettivamente ad aiutarmi.

[#3]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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[#4] dopo  
Utente 126XXX

Ho insistito molto per farmi prescrivere altre visite specialistiche, ma i miei medici curanti dicono che non servono, dato che sono convinti si tratti "sicuramente" di stanchezza provocata dalla mia lunga depressione. Dietro mie insistenti richieste e su mia iniziativa, ho fatto le analisi del sangue "base" da cui è risultato tutto nei parametri, un dosaggio ormonale (tutto regolare) e ho fatto un test per la celiachia comprato in farmacia, dal risultato negativo. Circa un mese fa, comunque, ho avuto una crisi (probabilmente dovuta al fatto che avevo smesso di assumere psicofarmaci per cinque giorni, spinta dalla disperazione) per cui sono finita al pronto soccorso, dove mi è stato fatto un elettroencefalogramma risultato regolare.

[#5]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Farei comunque delle indagini neurologiche.

In assenza di reali alterazioni si puo' concludere per un problema psichico che pero' deve avere un trattamento adeguato.
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[#6] dopo  
Utente 126XXX

Ma nel frattempo cosa posso fare per attenuare la stanchezza (sempre che sia possibile)?

[#7]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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[#8]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Non capisco una cosa. Gli psichiatri le prescrivono antidepressivi, non sappiamo però le dosi. Inoltre, il fatto che le prescrivano "ricostituenti" per una stanchezza che interpretano come sintomo di depressione mi lascia perplesso, mi sembra ambiguo. Infine, se questa stanchezza non si attenua e anzi le limita a tal punto la vita quotidiana, e se i medici l'attribuiscono alla depressione, perché non ritengono di modificare la cura ? Qualsiasi forma di stanchezza sia non ha molto senso invitare una persona a "muoversi", anche fosse di tipo isterico.
Lei afferma che il panico va meglio, ma come fa a saperlo visto che praticamente non riesce a vivere normalmente a causa della stanchezza. Ha provato in qualsiasi situazione, in viaggio da sola, in luoghi chiusi e affollati, in luoghi che non conosce da sola, etc e gli attacchi non le vengono assolutamente più oppure non fa quasi niente ma non ha più avuto attacchi ?
Specifichi la diagnosi che le è stata fatta e le cose che ho menzionato, vediamo se si può dire qualcosa di più.
Dr.Matteo Pacini
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[#9] dopo  
Utente 126XXX

Gentile dott. Pacini, la ringrazio innanzitutto di essersi unito alla discussione.
Per essere sintetica sono risultata imprecisa, quindi cercherò di rispondere alle sue giuste obiezioni specificando il più possibile: la mia diagnosi è "depressione maggiore". Dopo aver cambiato diversi psicofarmaci (efexor, citalopram,zoloft, prozac, zyprexa, xanax), dal giugno 2008 ho iniziato ad assumere 2 compresse al giorno di citalopram. Da gennaio 2009 la stanchezza, già presente, si è acutizzata al punto da costringermi quasi sempre a letto. Ad aprile sono stata ricoverata per circa 30 giorni in una clinica psichiatrica (esperienza negativa, durante la quale ho più volte tentato il suicidio), e quando sono stata dimessa (maggio 2009) ho iniziato la cura attuale: 1 pastiglia di eutimil da 20 mg e 1 di remeron da 30 mg al giorno. Da maggio 2009 inoltre ho iniziato le sedute presso la mia attuale psicologa. Affermo che il panico va meglio perché fino a giugno-luglio (circa) mi bastava guardare fuori dalla finestra per sentirmi male al pensiero di uscire, mentre adesso, nei momenti in cui le gambe più o meno mi reggono, esco e cerco di rimanere fuori il più possibile: ho frequentato centri commerciali, bar, vie affollate del centro senza particolari disturbi; detto questo, in effetti non posso escludere che in una situazione di stress (per esempio al lavoro) non potrebbero ripresentarsi altri forti attacchi di panico.
Non so perché non mi abbiano consigliato di modificare la cura, né perché mi abbiano detto di assumere ricostituenti (mi è stato indicato di prendere ginseng, pappa reale, inoltre mi è stato prescritto anche il samyr come "ricostituente", ma nulla ha avuto effetto), semplicemente mi fido (o fidavo) dei miei dottori. Ripeto che nell'ultima seduta che ho avuto col mio psichiatra mi è stato consigliato di "fare sport per scaricare la tensione", dopo che io ho insistito nel dire che a malapena riesco a camminare, quando sto proprio male. Era presente anche il mio ragazzo, che è rimasto allibito quanto me.
Spero di aver dato un quadro un po' più dettagliato, La ringrazio nuovamente per la sua attenzione.

[#10]  
Dr. Matteo Pacini

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Con quella diagnosi, direi che l'assunzione di ricostituenti generici non c'entra niente. Fare sport per scaricare la tensione è un modo di dire, fare sport lo fa chi ama fare sport, chi è depresso ovviamente non può usufruire né mettere in atto tale consiglio, ammesso che gli scaricasse la tensione (concetto magico, come se uscisse con il sudore o cos'altro, fare sport comporta delle modificazioni chimiche transitorie nel cervello e quindi può influire sul benessere di chi già parte non depresso). Anch'io sarei rimasto allibito.
La cura attuale è una cura pensata per il disturbo di panico, la cosa da verificare è la stabilità nel tempo, che dipende anche dalla diagnosi, perché depressione maggiore è un episodio, poi c'è a quanto mi par di capire un problema di attacchi di panico, e forse la depressione va caratterizzata meglio. I frequenti cambi di cura e la presenza di zyprexa indicano che l'effetto non c'è stato o era instabile, e che qualcuno ha ritenuto vi fosse una componente di agitazione da controllare (lo zyprexa).
Quindi io farei rivedere diagnosi e cura da un altro specialista, perché anche se il paziente non risponde consigli come quello dello sport denotano un po' di disorientamento sulla gestione del problema. I farmaci sono diversi, ma non esauriscono il tipo e il numero dei rimedi disponibili.
Dr.Matteo Pacini
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