Stanchezza, insonnia, tremori e parestesie: fase di adattamento SSRI o rivalutare terapia?
Gentili Dottori,
Vi contatto per un consulto in merito a una sintomatologia che sto vivendo da circa un mese e che mi sta creando molta difficoltà.
Da alcune settimane avverto una stanchezza molto intensa e persistente, sia fisica che mentale, spesso presente già al risveglio e non proporzionata allo sforzo.
Anche quando dormo 7 8 ore, il sonno è molto frammentato, con numerosi risvegli notturni, e mi sveglio comunque stanco e con gli occhi pesanti.
Durante la notte avverto talvolta tremori o sensazioni di irrequietezza corporea.
Sto assumendo escitalopram in gocce da 15 giorni, attualmente a 10 gocce da circa 5 giorni per un disturbo d’ansia ipocondriaco, prescritto dal medico di base.
Da quando ho iniziato la terapia non ho ancora percepito benefici significativi e, anzi, la stanchezza mi sembra aumentata.
Per favorire il sonno assumo Rivotril al bisogno, variando tra 5 e 10 gocce la sera, ma l’effetto sul riposo è incostante e il sonno resta non ristoratore.
Nel corso di queste settimane ho inoltre avvertito sintomi corporei fluttuanti, tra cui parestesie (formicolii intermittenti, soprattutto a un piede dove è lieve ma persiste e talvolta ad altre sedi), tremolii localizzati e sensazioni elettriche a impulsi, più evidenti nei momenti di riposo o stanchezza.
Per tali sintomi ho già effettuato numerosi accertamenti medici (visita neurologica, RM encefalo con e senza contrasto, TAC ed esami del sangue), tutti risultati nella norma.
Questo ha portato i medici a ipotizzare una componente ansiosa e somatizzata, anche se soggettivamente in questo periodo non mi percepisco particolarmente ansioso, quanto piuttosto estremamente spossato e in una situazione di stress.
Il mio dubbio principale riguarda se questo quadro complessivo (stanchezza marcata, sonno non ristoratore, tremori e parestesie, fase iniziale della terapia con SSRI e uso intermittente di benzodiazepine) possa rientrare in una fase di adattamento farmacologico e di esaurimento psicofisico, oppure se sia opportuno rivedere l’impostazione terapeutica.
La ringrazio molto per l’attenzione e per l’eventuale parere.
Cordiali saluti
Vi contatto per un consulto in merito a una sintomatologia che sto vivendo da circa un mese e che mi sta creando molta difficoltà.
Da alcune settimane avverto una stanchezza molto intensa e persistente, sia fisica che mentale, spesso presente già al risveglio e non proporzionata allo sforzo.
Anche quando dormo 7 8 ore, il sonno è molto frammentato, con numerosi risvegli notturni, e mi sveglio comunque stanco e con gli occhi pesanti.
Durante la notte avverto talvolta tremori o sensazioni di irrequietezza corporea.
Sto assumendo escitalopram in gocce da 15 giorni, attualmente a 10 gocce da circa 5 giorni per un disturbo d’ansia ipocondriaco, prescritto dal medico di base.
Da quando ho iniziato la terapia non ho ancora percepito benefici significativi e, anzi, la stanchezza mi sembra aumentata.
Per favorire il sonno assumo Rivotril al bisogno, variando tra 5 e 10 gocce la sera, ma l’effetto sul riposo è incostante e il sonno resta non ristoratore.
Nel corso di queste settimane ho inoltre avvertito sintomi corporei fluttuanti, tra cui parestesie (formicolii intermittenti, soprattutto a un piede dove è lieve ma persiste e talvolta ad altre sedi), tremolii localizzati e sensazioni elettriche a impulsi, più evidenti nei momenti di riposo o stanchezza.
Per tali sintomi ho già effettuato numerosi accertamenti medici (visita neurologica, RM encefalo con e senza contrasto, TAC ed esami del sangue), tutti risultati nella norma.
Questo ha portato i medici a ipotizzare una componente ansiosa e somatizzata, anche se soggettivamente in questo periodo non mi percepisco particolarmente ansioso, quanto piuttosto estremamente spossato e in una situazione di stress.
Il mio dubbio principale riguarda se questo quadro complessivo (stanchezza marcata, sonno non ristoratore, tremori e parestesie, fase iniziale della terapia con SSRI e uso intermittente di benzodiazepine) possa rientrare in una fase di adattamento farmacologico e di esaurimento psicofisico, oppure se sia opportuno rivedere l’impostazione terapeutica.
La ringrazio molto per l’attenzione e per l’eventuale parere.
Cordiali saluti
Buongiorno, occorre che attenda un paio di settimane per stimare l'andamento della terapia. Escitalopram, come molti antidepressivi, non funziona infatti da subito, ed è più utile valutarne gli eventuali benefici dopo almeno un mese dal suo utilizzo.
I sintomi da lei descritti possono far parte della sintomatologia ansiosa. L'uso di benzodiazepine può comunque accentuare la sensazione di stanchezza che descrive.
Rientra tutto quindi "nella norma" rispetto al quesito che propone; ci sarà da attendere un po' rispetto alla terapia.
Cordialmente
I sintomi da lei descritti possono far parte della sintomatologia ansiosa. L'uso di benzodiazepine può comunque accentuare la sensazione di stanchezza che descrive.
Rientra tutto quindi "nella norma" rispetto al quesito che propone; ci sarà da attendere un po' rispetto alla terapia.
Cordialmente
Dott. Alessandro Arone - Psichiatra
Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Tel: 3792963777; mail: alessandroarone2@gmail.com
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 1 visite dal 21/01/2026.
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