Incertezze su uso della sertralina
Ho dubbi su come proseguire il trattamento con sertralina, che sto seguendo ormai da anni, a un dosaggio non terapeutico ma di mantenimento: 0, 25 mg.
La sintomatologia ansiosa mi appariva sotto controllo da mesi; per cui, da una decina di giorni, anche per migliorare la mia funzionalità sessuale, avevo iniziato ad assumere tale frazione di pillola a giorni alterni, senza alcuno scompenso apparente.
Negli ultimi quattro giorni, invece, sono tornato ad assumere gli 0, 25 mg di sertralina tutti i giorni, per timore di una sospensione troppo rapida, ma da ieri sera ho avvertito uno stato di preoccupazione priva di causa che non ricordavo di provare da tempo, e che mi ha parecchio disturbato il sonno.
Sapendo che la molecola procede per accumulo nell'organismo, temo di aver incrementato il dosaggio troppo di colpo (da zero la settimana scorsa a 0, 25 negli ultimi quattro giorni), e ciò potrebbe avermi portato ad una iperattivazione, tipica delle fasi iniziali della terapia.
So bene che un dosaggio cosi basso è pressoché inutile ai fini terapeutici, ma a me anche prendere quel quarto di pillola garantiva una sorta di sicurezza, perciò ho desistito dal proposito di sospendere.
È possibile che ora mi ritrovi a ricominciare da zero coi sintomi iniziali di adattamento?
È una molecola che il mio organismo conosce, com'è possibile che un cosi lieve incremento mi abbia finito per far stare male?
Vale la pena assumere un SSRI "per sicurezza", anche in assenza di sintomi evidenti?
Ora mi domando a questo punto cosa mi convenga fare: se continuare a 0, 25, sopportando la fase iniziale di riassestamento, o se interrompere, col rischio di rimanere esposto a possibili ricadute; e tale dubbio mi consuma da stanotte
La sintomatologia ansiosa mi appariva sotto controllo da mesi; per cui, da una decina di giorni, anche per migliorare la mia funzionalità sessuale, avevo iniziato ad assumere tale frazione di pillola a giorni alterni, senza alcuno scompenso apparente.
Negli ultimi quattro giorni, invece, sono tornato ad assumere gli 0, 25 mg di sertralina tutti i giorni, per timore di una sospensione troppo rapida, ma da ieri sera ho avvertito uno stato di preoccupazione priva di causa che non ricordavo di provare da tempo, e che mi ha parecchio disturbato il sonno.
Sapendo che la molecola procede per accumulo nell'organismo, temo di aver incrementato il dosaggio troppo di colpo (da zero la settimana scorsa a 0, 25 negli ultimi quattro giorni), e ciò potrebbe avermi portato ad una iperattivazione, tipica delle fasi iniziali della terapia.
So bene che un dosaggio cosi basso è pressoché inutile ai fini terapeutici, ma a me anche prendere quel quarto di pillola garantiva una sorta di sicurezza, perciò ho desistito dal proposito di sospendere.
È possibile che ora mi ritrovi a ricominciare da zero coi sintomi iniziali di adattamento?
È una molecola che il mio organismo conosce, com'è possibile che un cosi lieve incremento mi abbia finito per far stare male?
Vale la pena assumere un SSRI "per sicurezza", anche in assenza di sintomi evidenti?
Ora mi domando a questo punto cosa mi convenga fare: se continuare a 0, 25, sopportando la fase iniziale di riassestamento, o se interrompere, col rischio di rimanere esposto a possibili ricadute; e tale dubbio mi consuma da stanotte
Quindi ha reiniziato 25 mg (non 0,25 mg), e ha avuto un iniziale peggioramento, che rientra nel tipico decorso di quando si inizia una terapia. Non vedo la stranezza.
Non capisco il discorso dell'accumulo. I livelli in corso di terapia sono stabili, i sintomi di peggioramento iniziali non dipendono da nessun accumulo.
Il dosaggio è terapeutico nel senso che mediamente a livello statistico quelle sono le dosi utili, poi c'è chi risponde a 25 mg e chi risponde a oltre 200 mg.
Lei a lungo ha risposto a 25 mg in mantenimento, adesso non si sa. Ma qualcuno le dà indicazioni su queste cose ?
Non capisco il discorso dell'accumulo. I livelli in corso di terapia sono stabili, i sintomi di peggioramento iniziali non dipendono da nessun accumulo.
Il dosaggio è terapeutico nel senso che mediamente a livello statistico quelle sono le dosi utili, poi c'è chi risponde a 25 mg e chi risponde a oltre 200 mg.
Lei a lungo ha risposto a 25 mg in mantenimento, adesso non si sa. Ma qualcuno le dà indicazioni su queste cose ?
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it
Libri: https://www.amazon.it/s?k=matteo+pacini
Utente
È che non mi aspettavo che, dopo anni di abitudine al farmaco, la ripresa potesse causarmi sintomi, perfino a una dose cosi modesta. Una settimana senza sertralina e il mio cervello ha già dimenticato a gestire questa molecola! A questo punto sono indeciso se interrompere del tutto, o se tenere duro per le canoniche due settimane, nell'attesa di stabilizzarmi nuovamente a 25. Fino a pochi giorni fa ero abbastanza compensato, ma la paura di restare scoperto dal farmaco, e quindi di espormi a ricadute, mi ha spinto a fare marcia indietro dal proposito di non prendere piu la sertralina, solo che ora sono rimasto con un piede di qua e uno di là...
Il cervello non gestisce niente, il cervello è in uno stato e recepisce la molecola a seconda di come è messo. Quando è "attivo" il disturbo tipicamente la recepisce "male", ma non è che il cervello ha una mente pensante dentro che gli fa neutralizzare il medicinale, lui non lo sta neutralizzando, sta reagendo alla sua presenza e il risultato di questa reazione comprende anche la comparsa dell'effetto terapeutico.
A me nella presentazione sembra di intravedere una qualche attività del suo disturbo, non che sia così stabile e assente. Ci sta che la dose di prima, irregolare, non fosse più sufficiente.
A me nella presentazione sembra di intravedere una qualche attività del suo disturbo, non che sia così stabile e assente. Ci sta che la dose di prima, irregolare, non fosse più sufficiente.
Dr.Matteo Pacini
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Utente
Mi sono espresso male personificando il cervello come se esso fosse una entità autonoma, in grado di "gestire" gli effetti del medicinale, ma intendevo semplicemente che mi ritrovo un po' stupito di come le pur minime variazioni di questo farmaco, ormai a me familiare, scatenino effetti cosi sensibili sul mio stato ansioso, per ora emerso solo nell'ultima nottata, ma rimasto latente durante la giornata di oggi, concentrato al massimo sulla preoccupazione di un nuovo episodio di insonnia. La verità è che io sono terrorizzato all'idea di fare a meno di un farmaco che era ormai diventato mio rassicurante compagno di vita, e senza il quale mi sentirei come abbandonato in mare aperto e senza una bussola, al punto che mi sono tirato precipitosamente indietro appena ho considerato la semplice possibilità di interromperne l'assunzione. Potrei valutare di rivolgermi a un nuovo psichiatra, ma credo che la scelta se ricominciare la terapia oppure no ricadrebbe su di me; ed è una scelta di fronte alla quale io mi sento paralizzato
Gli effetti sono relativi all'attività del disturbo. Un soggetto senza la stessa diagnosi che assuma sertralina non è soggetto allo stesso tipo di reazione.
Dr.Matteo Pacini
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Utente
Nel mio caso, la ripresa del farmaco ha portato dapprima a un disturbo del sonno, e da stanotte anche a un ritorno di certi pensieri strani, che da molto tempo sembravano spariti, al punto da farmi considerare che forse una dose di 25 mg sia addirittura troppo bassa per l'improvviso aggravamento del mio stato psichico. Mentre sono coricato e attendo di prendere sonno, mi soffermo su alcune sensazioni, normalmente irrilevanti e che non dovrebbero nemmeno essere notate da una persona sana: il contatto di una gamba sull'altra se mi trovo su un fianco, o la percezione del materasso sotto la mia schiena se sono supino; e non capisco perché, ma avverto come minacciose quelle sensazioni, pur sapendo che non contengono alcun pericolo reale; oppure mi sfiora il timore che potrei credere che parti del corpo con cui vengo accidentalmente in contatto non mi appartengano, ma mi siano estranee... A quel punto la mia mente va in allarme e sente la necessità di razionalizzare; oppure prova a non dare importanza a quelle sensazioni e a ignorarle, o a scacciarle, o a neutralizzarle con un ragionamento, ma senza riuscirci. E penso che fino a pochi giorni fa paure come queste sembravano avermi abbandonato, o anche se arrivavano ero in grado di non lasciarmi intrappolare da esse...
Si, tutto questo è chiarissimo. Ma per il resto sul fatto che riprendendo una cura accada questo non c'è niente di strano.
Dr.Matteo Pacini
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Utente
Inoltre mi trascino da anni il proposito di smettere di fumare, ma non ho il coraggio di farlo perche, quando in passato ci ho provato, si è scatenata una serie di sintomi che mi ha costretto a seguire una terapia psicofarmacologica. Terapia che sto continuando a seguire, ma senza aver tolto di mezzo il fumo. Volevo chiedere se un aumento del dosaggio di sertralina può aiutare a prevenire quegli stati ansiosi che in me si sono così acutizzati quando ho tentato di liberarmi della nicotina, o se dovrei cercare strade diverse per affrontare un cambiamento così radicale per me.
Questo consulto ha ricevuto 8 risposte e 380 visite dal 29/01/2026.
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