Dipendenza da psicofarmaci, cosa fare?

Buongiorno,

sono un ragazzo di 27 anni e sono dipendente da psicofarmaci da 10 anni.
Ho iniziato tutto per un problema di ansia e, ai tempi, il medico mi ha prescritto il Tavor.
Tre anni fa ho provato a "disintossicarmi" da questi farmaci in una clinica privata, ma mi hanno sostituito il Tavor con il Rivotril e il citalopram senza darmi un programma dettagliato da seguire dopo il ricovero.
L'idea era quella di sostituire le benzodiazepine con il citalopram e poi togliere quest'ultimo con calma, ma non ho avuto molto successo.
Il programma era quello di togliere una pasticca da 0,5 mg di Rivotril dopo due settimane dalla fine del ricovero e così via (me ne erano state prescritte due al giorno in totale).
Attualmente, la mia routine prevede 1 mg (in totale) di Rivotril al giorno, suddiviso in quattro mezze pasticche da 0,25 mg ciascuna.
In pratica, sono rimasto alla stessa dose di Rivotril (1 mg al giorno, suddivisi in quattro mezze pasticche da 0,25 mg ciascuna) e di citalopram (8 gocce ogni sera).
In ogni caso, dopo il ricovero, non ho cominciato a sentirmi meglio rispetto a quando prendevo il Tavor; ogni giorno mi sento diverso e ci sono più giorni in cui mi sento strano, stanco e con vari sintomi.
Ho fatto svariate analisi del sangue per escludere possibili fattori esterni, ma sono sempre andate molto bene.
La mia domanda è: a quale specialista mi devo rivolgere per ottenere un serio programma di "disintossicazione" che non preveda necessariamente il ricovero e che sia lento, ma efficace?
Ad esempio, facendo ricerche, ho letto di un certo metodo di Ashton, ecc. Più che altro perché il mio medico insiste nel dire che non è ancora tempo per smettere, ma penso che sia arrivato il momento opportuno (a mio avviso) e mi consiglia sempre il ricovero in clinica per una "disintossicazione veloce", che più che aiutarmi mi ha fatto stare peggio di prima e che vorrei evitare.
Grazie mille.
Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 47.4k 1.1k
Dunque, parto col precisare una cosa. "Dipendenza da psicofarmaci" rimarrebbe un'espressione oscura, se poi non arrivasse a specificare che si tratta di lorazepam. Altrimenti "psicofarmaco" non fa capire di cosa stiamo parlando.

Sostituire tavor con rivotril ok, se era sostituire, diciamo togliere tavor e prendere rivotril. Poi citalopram non capisco perché ? Forse l'idea era che Lei abbia un disturbo d'ansia, lo cura col citalopram e quindi non ha più motivo di prendere il tavor ?

Non è concettualmente complicato calare una benzodiazepina, però bisogna capire qual è il problema di partenza. Ad esempio Lei non specifica cosa intende per dipendenza. La disintossicazione veloce non apporta alcun vantaggio, e anzi ha esiti meno chiari nel tempo. Se mai conta quel che si fa come cura, cosa si "mette" al di là di ciò che si leva.

Partiamo da: tavor quanto ne prendeva ? Da quanto tempo ? Con che danni a causa del tavor ?

Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it
Libri: https://www.amazon.it/s?k=matteo+pacini

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