Utente 147XXX
Ho 22 anni e stanotte come parecchie altre della mia vita l'ho passata insonne cercando di rievocare il maggior numero di ricordi adolescienzali per stabilire l'ennesima "ultima volta" se sia stato oggetto di abusi corporali in tenera età. Ecco i ricordi certi in ordine cronologico: (età: 4-7 anni)tutti i giorni faccio la cosidetta pennicchella nel lettone dei miei genitori insieme a mio padre;(9-12anni)mia sorellina di poco più grande di me mi propone di fare l'amore vestiti perchè deve imparare in vista della sua prima volta, dunque ci sdraiamo sul letto in cameretta e per un'oretta ci baciamo "sfregandoci";una mattina andando di corpo fuoriesce del sangue e in ospedale diagnosticano la rottura di un capillare anale;mi masturbo pensando anche a compagni, coetanei, di scuola o di sport e utilizzando immagini pedopornografiche;il mio vicino di casa viene processato per pedofilia(su denuncia della madre per abusi sui figli,poi assolto) e io morbosamente ascolto i miei genitori a tavola che ne parlano; (12-16anni)ricorrono incubi in cui persone non meglio precisate mi toccano nelle parti intime e dopo secondi interminabili di urla soffocate ed impotenti mi sveglio con il cuore a mille;(17-18anni)prendo coscienza della possibilità di essere stato abusato;ho una relazione molto saltuaria con un uomo con il quale non siamo andati mai oltre il sesso orale per mia ritrosia e le prime volte che con lui momenti d'intimità sono preda di crisi di pianto e di panico;abuso di alcool ogni volta che si presenta l'occasione e ho forti crisi depressive con fenomeni di autoviolenza seppure limitata per la paura di non lasciare segni sospetti sul mio corpo;(19-22anni)decido di dimenticare tutto non trovando nella memoria la smoking-gun dell'abuso,l'immagine che mi potrebbe dare la certezza che sia realmente avvenuto; ciononostante continuo a pensarci e ad avere periodi bui di malessere psicologico che ho spesso sfogato fra alcool e manifestazioni depressive. Peraltro a questi periodi sono sempre riuscito a sopravvivere senza farmi notare troppo, e per tutti conduco una vita regolare avendo anche storie eterosessuali,seppure con relazioni sempre fugaci e mai da me pienamente vissute. Alla luce dei pochi dettagli che vi ho fornito è possibile che la mia deviazione sessuale,i miei sospetti e la mia vita onirica siano solo il frutto di fantasie e suggestioni? Ed è possibile che nel traffico delle memorie giovanili non riesca a ripescare proprio quella che mi avrebbe così segnato negli anni a venire? Chiedendo scusa per la crudezza dei fatti esposti e per la loro scarna sintesi, vi ringrazio per l'attenzione.

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Lei esprime un dubbio che nel corso del suo racconto rimane tale. L'espressione "prendo coscienza della possibilità di essere stato abusato". Che significa prendere coscienza "della possibilità" ?
Per il resto il racconto contiene elementi che ha come memorie, più o meno remote, ma che non sono l'oggetto della sua angoscia.
Trattarsi quindi di un ricordo o di un pensiero/preoccupazione che "possa essere avvenuto" genericamente senza che lei ne abbia memoria ?
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 147XXX

Per "prendo coscienza della possibilità di essere stato abusato" intendo dire che all'approssimarsi dei 18 anni inizio a chiedermi:perchè ho una vita sessuale così strana e degli istinti così pericolosi,peraltro già manifestatesi in più tenera età? Perchè quando vivo momenti d'intimità con un uomo, con il quale io sto bene e di cui mi fido,mi irrigidisco e sprofondo in crisi di pianto? Perchè si susseguono ormai da tempo incubi dal contenuto così sospetto? In risposta a queste domande si innesta il pensiero-preoccupazione che possa essere avvenuto un atto d'abuso di cui io non conservi memoria. Aggiungo che nei periodi in cui ero maggiormente ossessionato passavo ore ed ore in tentativi di rievocazione, sempre autogestiti e dunque di scarsissima professionalità: rivisitando le mura domestiche del vicino dentro le quali giocavo coi figli, verificando se le pennichelle in compagnia di mio padre fossero mai state bruscamente interrotte, ricostruendo i momenti pre emorragia anale. Non ho trovato però nè immagini nitide nè offuscate di situazioni d'abuso.Perciò, ripeto per chiarezza,rimane un grave pensiero-preoccupazione che, sfidando il mio progetto di accantonamento definitivo, ogni tanto si ripresenta e mi continuo a chiedere se traumi di tale portata possano essere totalmente rimossi al punto di non serbarne il minimo ricordo.

[#3]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Ho capito. Inoltre non si tratta di un contenuto che lei cerca in qualche modo di evitare, lo ha approfondito per verificare se emergessero elementi di memoria o riscontri. Né è un ricordo indefinito che acquista definizione spontanea dopo eventi rivelatori.

Se si tratta di un pensiero preoccupazione che si innesta e la costringe a far controlli, verifiche, ricostruzioni possibili per poi verificare, il tutto credo molto angosciosamente per la natura sgravedole dell'ipotesi, direi di farsi vedere da uno specialista psicologo o psichiatra per formulare intanto una diagnosi tecnica di questa modalità di pensiero.
Dr.Matteo Pacini
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[#4]  
Dr. Armando De Vincentiis

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(..)Perchè si susseguono ormai da tempo incubi dal contenuto così sospetto?(..)passavo ore ed ore in tentativi di rievocazione (..)

gentile ragazzo da quello che scrive sembra che nel tentativo di darsi risposte abbia messo in atto una serie di comportamenti che non solo hanno contribuito ad aumentare l'angoscia peggiorando il problema ma hanno anche contribuito a confermare una ipotetica realtà (abuso). Cerca un abuso, ne ipotizza l'esistenza, si angoscia e conferma ancora una volta che c'è qualcosa di angoscioso da cercare.
Si sta quindi creando un circolo vizioso scaturito da una ipotesi di fondo: "ci sarà un perchè" e la ricerca di questo perchè peggiora il problema!
Concordo con il collega nell'utilità di una diagnosi sulla sua modalità di pensiero.
Non è la ricerca del perchè che può aiutarla ma la ricerca di come può stare meglio.
saluti
Dr. Armando De Vincentiis
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[#5] dopo  
Utente 147XXX

In passato ho preso in seria considerazione la possibilità di sottopormi alle cure di uno specialista, spinto sopratutto dal timore che atteggiamenti autolesionistici, paranoie,disturbo di tipo schizoide,stati d'angoscia prolungati potessero segnarmi irreversibilmente. Tuttavia sono riuscito a limitare i periodi di maggior sofferenza ed infine a non doverli più affrontare,grazie alla scelta di sospendere una ricerca forse insostenebile. Assecondare il Vostro prezioso consiglio significherebbe ripercorrere un travaglio psicologico che ho avuto già modo di conoscere. Mi manca certamente il coraggio per fare questo passo; inoltre è ormai da tempo che convivo tranquillamente con certi dubbi che riaffiorano solo in modo occasionale e non mi perseguitano più notte e giorno come in altri tempi. Posso dire che non cerco più le risposte, tentativo che ha fruttato, di sicuro, solamente un circolo vizioso frenetico teso a confermare l'ipotetica realtà. Rimangono le domande:può un bambino di dodici anni affacciarsi all'autoerotismo con fantasie pedofiliache e svilupparle nel corso degli anni ritenendole perfettamente connaturate in lui,può un adolescente vivere sogni così indicativi e sospetti, può un ragazzo manifestare reazioni tanto inconsulte(crisi di pianto e voglia di scappare) trovandosi in momenti di intimità con un uomo verso il quale non nutre alcuna diffidenza o rancore, può accadere tutto questo solo a causa di eventuali suggestioni venute dall'esterno o è necessario un trauma vissuto in prima persona?

[#6]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Se vuole risolvere eventualmente questo suo problema è un conto, se invece vuole parlarne e basta, questo non ha utilità almeno in questo contesto. Nessuno di noi vuole essere "assecondato", non sono inviti ma pareri.
Lei oltretutto utilizza termini medici tipo paranoia e schizoide ma non si comprende da dove derivino.
Forse c'è anche un equivoco sul tipo di intervento che lo psichiatra deve fare, che non consiste nel farla parlare del suo passato o approfondire certi suoi pensieri nel loro contenuto. Questo tipo di approccio è proprio di alcune pratiche fondate su teorie, il trattamento psichiatrico è altra cosa e non è necessariamente "verboso" né deve alimentare pensieri che sono fonte di angoscia a scopo catartico.
Dr.Matteo Pacini
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[#7]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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"può accadere tutto questo solo a causa di eventuali suggestioni venute dall'esterno o è necessario un trauma vissuto in prima persona?"

chiariamo in modo inequivocabile che la presunzione di avere avuto un abuso infantile per giustificare i suoi desideri erotici, che sono egodistonici in lei, e' un modo per rendere a se' stesso una prova che lei e' autorizzato ad avere certi desideri.
Quindi, prima di tutto, mi pare che ci sia un problema sessuale di fondo.

Secondariamente, la presenza di fissazioni e la mancanza di un trattamento adeguato non fa che alimentare il suo autocontrollo sulla situazione senza poter comprendere l'entita' del suo disturbo che in alcune frasi sembra essere di tipo ossessivo, in altre frasi assume delle connotazioni di tipo delirante.



"può un ragazzo manifestare reazioni tanto inconsulte(crisi di pianto e voglia di scappare) trovandosi in momenti di intimità con un uomo verso il quale non nutre alcuna diffidenza o rancore"

ripete questa cosa in continuazione ma cosa vuol dire con questa frase?


Secondo me, se non si decide a fare una visita psichiatrica i suoi sintomi avranno un peggioramento sostanziale e andranno incontro ad una cronicizzazione, se non e' gia' avvenuta.
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[#8] dopo  
Utente 147XXX

Mi dispiace se ho dato tale impressione, ma non avevo certamente intenzione di presentarVi alcuni miei tratti biografici a solo titolo di sfogo o tantomeno svilire la Vostra professionalità richiedendoVi semplici consigli e non pareri medici. Ho citato certi fatti solo per rendere più chiara la questione, la quale non rappresenta per me più un' ossessione ma una importante curiosità: data una vita sessuale così speciale è possibile che non ci sia alcun trauma alla base e che la ricerca del trauma sia esclusivamente un meccanismo psicologico instauratosi a solo scopo giustificatorio? Sulla frase riportata dal Dr. F.S. Ruggiero "può un ragazzo...rancore" mi spiego meglio: a diciotto anni ho avuto una relazione con un uomo di vent'anni più grande, con il quale le volte che ci siamo trovati in momenti di intimità reagivo prima con atteggiamenti di irrigidimento che poi sfociavano in crisi di pianto e in un istinto di scappare da casa sua; ho voluto inoltre specificare che verso quest'uomo non nutrivo alcuna diffidenza o rancore e quanto fossi io a cercare la relazione per rendere palese quanto non potesse essere lui la causa di queste reazioni inspiegabili e incotrollabili. I termini medici che utilizzo derivano semplicemente dal mio interessamento al campo psichiatrico che nacque nei periodi in cui mi accorsi del rischio che correva la mia salute mentale, per cui mi affannai a studiare i sintomi e le possibilità di cura che mi permettessero di debellare il problema. Replico le mie scuse iniziali per averVi dato occasione di interpretare non correttamente il mio intendimento.

[#9]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Guardi, credo che il problema e' che lei sia omosessuale distonico, senza per questo andare a ricercare motivazioni ancestrali dell'insorgenza del suo problema.

Ha questo tipo di desideri e necessita almeno di un confronto professionale per poter capire meglio cosa la disturba.
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[#10]  
Dr. Matteo Pacini

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Quindi quelle teorie sull'inconscio derivano da letture, non di psichiatria ma di psicanalisi. Lasci perdere e se mai si faccia inquadrare da un medico psichiatra o da uno psicologo e indirizzare alle opportune cure.
Che una persona abbia un umore turbolento, instabile o contraddittorio e che questo si esprime anche e soprattutto nei rapporti erotici, è possibile ma non richiama alcunché di occulto o recondito.
Dr.Matteo Pacini
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[#11] dopo  
Utente 147XXX

Ok, capisco. Vi ringrazio molto per il Vostro prezioso aiuto.