Schizofrenia, zeldox

Egr.dottore, ho un nipote di 38 anni che dall’età di 21 soffre di schizofrenia paranoide (slatentizzata dall’uso saltuario di stupefacenti nel periodo adolescenziale) con una base depressiva e reazioni ansiose ,all’inizio curato con Serenase, largacyìtil, poi con Risperdal per alcuni anni durante i quali ha subito tre ricoveri alla distanza di alcuni mesi finchè,all’ultimo ricovero è stato accertato uso di oppiacei. In seguito non ha più fatto uso di sostanze e non ha più avuto ricoveri. Con il Risperdal ha avuto ottima risposta sui sintomi positivi ma non su quelli negativi ,quindi è stato sostituito con Ziprexa (aumento peso corporeo 20 kg) che ha continuato ad assumere con alterne vicende (spesso abuso di alcool) per 13 anni durante i quali (anche grazie a psicotrerapia) è riuscito a decidere di lavorare e tuttora lavora 28ore la settimana e va volentieri.Tuttavia il farmaco non lo ha aiutato ad uscire dall’apatia e dal ritiro sociale(tempo libero solitario) per cui 2 anni fa ha iniziato terapia con Abilify che all’inizio ha avuto un ottimo effetto rendendolo interessato ai rapporti sociali e ad alcune attività culturali. Purtroppo dopo 6 mesi di trattamento ha avuto una crisi maniacale e il farmaco è stato sostituito con Seroquel che oltre a non dargli alcun effetto di apertura lo ha fatto aumentare eccessivamente di peso egli ha alterato tutti i valori ematochimici , ma ancora peggio, dopo 7 mesi gli ha procurato una crisi ancora più grave di mania esibizionistica. Al farmaco è stato aggiunto il Depakin 500 1cp al dì e questo ha riportato la situazione alla normalità. Ha cambiato medico il quale, visti i valori del sangue ,l’ipertensione e l’eccessivo aumento di peso ha cambiato terapia . Ora da 4 mesi assume Zeldox 160mg +Depakin 500 1cp al dì e i valori sono ritornati normali, ha perso 3Kg (nonostante il Depakin che tende a far prendere peso). Non ha avuto il “risveglio” come con Abilify ma sembra più partecipe e reattivo a tratti anche se affettivamente appare “piatto”e ha difficoltà ad esprimere il suo pensiero (ha passato anni senza parlare quasi,diceva di non esserne più capace).
Chiedo : La terapia con Zeldox anche se in modo più lento potrà dare i risultati positivi di Abilify ?Se il Depakin fosse stato associato ad Abilify avrebbe impedito la crisi maniacale e perché non si può tornare ad Abilify che probabilmente non è stato usato in modo corretto? Esiste un altro farmaco alternativo al Depakin che non influisca sull’aumento di peso corporeo e sia meno tossico per il fegato?
Sarebbe opportuno fare una risonanza magnetica funzionale per accertarsi dello stato attuale delle aree del suo cervello in particolare per quelle che riguardano le emozioni e l’affettività?
Ringrazio dell’attenzione e spero in una risposta, distinti saluti
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Dr. Stefano Garbolino Psichiatra, Psicoterapeuta, Sessuologo 2.5k 36 2
Gentile utente,

parto dall'ultima domanda.

La risonanza magnetica non è in grado di valutare le emzioni o l'affettività.

Vista la presenza di una dipendenza/abuso di sostanze potrebbe in quel senso essere utile la valutazione della corteccia cerebrale prefrontale che, conseguentemente all'uso di droghe/alcool, può risultare compromessa ed è sede della cosiddetta "capacità decisionale". Per questo aspetto ne parli con lo specialista in tossicodipendenze che presumo segua (insieme allo psichiatra) suo nipote.

Per gli altri punti di domanda non appare chiaro se la diagnosi successiva alla prima ipotesi di schizofrenia sia stata quella di disturbo bipolare.

In ogni caso la decisione in merito al tipo di farmaco e relativa posologia non può prescindere dalla valutazione clinica del singolo caso.

Cordialmente
www.psichiatriasessuologia.com

[#2]
dopo
Utente
Utente
Egregio Dott. Garbolino, le sono grata per avermi risposto tanto velocemente. Riguardo alla diagnosi, non è mai stata cambiata quella iniziale,benchè il padre soffra di nevrosi bipolare, non hanno mai preso in considerazione quella ipotesi e, come dicevo in precedenza, il ragazzo non ha più usato sostanze stupefacenti da 15 anni. E' stato sempre seguito dal CIM e da uno psicologo privato. I comportamenti sono migliorati , anche l'abuso di alcol che si manifestava periodicamente e come reazione a particolari eventi ansiogeni, sembra superato, ma il paziente viene molto controllato dalla famiglia per timore di ricadute. Le chiedo ancora però se esistono altri farmaci che possano sostituire il Depakin.
La ringrazio per l'attenzione e colgo l'occasione per augurarle un buon anno .
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Dr. Stefano Garbolino Psichiatra, Psicoterapeuta, Sessuologo 2.5k 36 2
Gentile utente,

certamente la categoria degli stabilizzatori (a cui appartiene il Depakin) è vasta: sali di litio, lamotrigina, quetiapina, carbamazepina solo per fare qualche esempio.

Il tipo di farmaco e la posologia deve essere attentamente valutata dal curante in riferimento a:
- diagnosi
- interazioni
- specifiche del paziente
- effetti collaterali

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dopo
Utente
Utente
Egr. Dottore,la ringrazio per l'attenzione e per la sua precisazione circa i farmaci sostitutivi.
Mi rimane solo una curiosità , come dicevo nella prima richiesta, e le assicuro che è solo curiosità: come mai non si può tornare ad un farmaco precedente che in qualche modo ha ottenuto un risultato ma che non è stato usato nel modo giusto (ho ascoltato in una conferenza che abilify non deve essere usato da solo).Ho già posto questa domanda al medico curante ma non mi ha voluto rispondere,ha solo detto "non si torna indietro" così mi è rimasto questo piccolo "tarlo", spero nella sua risposta così non ci penserò più.
Intanto le rinnovo i miei auguri più sentiti e GRAZIE!
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Dr. Stefano Garbolino Psichiatra, Psicoterapeuta, Sessuologo 2.5k 36 2
Gentile utente,

tutto è possibile...
Compreso riconsiderare un farmaco precedentemente utilizzato ma al momento non efficace.

E' possibile pertanto che i motivi della scelta ci siano, ma temo di non poterli minimamente ipotizzare.

Buone Feste.
[#6]
dopo
Utente
Utente
Grazie infinite per la sua attenzione e pazienza,ancora sentiti Auguri.

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