Disturbi dell'umore, ansia, attacchi di panico, pensieri ossessivi

Gentili Dottori, vorrei sottoporvi il mio caso nella speranza di avere un Vostro parere. Premetto di essere stato fin dall'adolescenza un soggetto particolarmente emotivo. La mia prima manifestazione ansiosa invalidante risale all'età di circa 17 anni, quando manifestai un bolo isterico, che mi ha impedito di alimentarmi in maniera corretta per diverso tempo. Questa sintomatologia poi è sparita, ma gli strascichi me li porto dietro tutt'ora: infatti quando mi alimento con cibi particolarmente "secchi" devo aiutarmi con un pò di acqua per deglutire (altri cibi tipo pasta, gelato, pomodori ecc li mando giù senza problemi). Alla fine, nonostante questa piccola limitazione, il senso di "corpo estraneo" in gola è sparito. Poi ho vissuto alcuni anni abbastanza sereni, sono stato fidanzato 3 anni e mezzo. Durante questo periodo di fidanzamento (ma anche prima) ho iniziato a manifestare una sorta di "dipendenza" da internet (nel senso che utilizzavo il mezzo virtuale come stimolo sessuale alle mie fantasie, con conseguenti atti masturbatori). In alcuni casi, ho avuto dei pensieri ossessivi (senza compulsioni e/o rituali) relativi al mio modo di vivere la sessualità in una maniera cosi "al di sopra delle righe". Terminata la storia di 3 anni e mazzo con la mia ragazza ho avuto anche alcuni problemi di disfunzione erettile. Poi, ogni volta che cercavo di avere una storia con una donna, quando questa storia finiva (ho quasi difficoltà ad innamorarmi e lasciarmi andare) ho quasi sempre sviluppato pensieri ossessivi (ovvero paura di far soffrire l'altra persona, paura di essere odiato ecc). Poi ho avuto anche attacchi di panico. Ho seguito una terapia a base di fluoxetina (20 mg) per 8/9 mesi...poi lo psichiatra me l'ha portata a 10 mg., dose che ho continuato ad assumere per qualche altro mese. Poi, verso marzo di quest'anno, ho iniziato a "dimenticare" di assumere i 10 mg quotidiani di fluoxetina perchè tutto sommato stavo bene (e secondo la mia psicologa, il fatto di "dimenticarsi" di prendere il farmaco è un buon segno tutto sommato) e, infine non l'ho presa piu. In questi ultimi mesi sono stato con una ragazza (le volevo bene ma probabilmente non l'amavo)e, dopo 6 mesi di dubbi relativi ai miei sentimenti per lei...ho iniziato a stare nuovamente male, tono dell'umore basso, stati ansiosi e "avvisaglie" di panico. Ci siamo lasciati, sono stato abbastanza depresso per alcune settimane, poi la sintomatologia si è un pò affievolita, ma mi è rimasto un pò quel senso di "ansia anticipatoria" quando devo spostarmi in auto. Ieri sono stato da una psichiatra neurologa che mi ha prescritto 10 gocce di cipralex 20mg/ml al mattino, e mi ha detto che valuteremo se è il caso di prendere questo farmaco per un periodo lungo (poi eventualmente ci saranno periodi di sospensione e periodi dove lo riprenderò. Gradirei un vostro gentile parere e valutazione sulla mia storia e sulla terapia che sto affrontando. Grazie di cuore. Con osservanza.
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Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 34,3k 836 50
Gentile utente

la terapia e' adatta per trattare i sintomi che ha riferito.

Le e' stata fatta una diagnosi?

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dopo
Utente
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Gentile Dottor Ruggiero, la ringrazio innanzitutto per la cortese e celere risposta. La professionista con la quale ho avuto il colloquio ieri è neurologa-psichiatra e psicoterapeuta. Secondo lei si tratta di un disturbo distimico, quasi di natura caratteriale/ambientale (ci tengo a precisare che mia madre ha vissuto episodi di attacchi di panico e agorafobia, e mio padre un episodio di depressione maggiore...però nei loro casi, mia madre dopo il trattemento farmacologico è stata bene...mio padre invece ha avuto una forte reazione emotiva, ha tolto i farmaci e con la forza di volontà ha superato la depressione e sono diversi anni che sta bene). I miei problemi invece, tra alti e bassi...tra periodi di ansia, panico, ossessioni e stati depressivi e periodi di serenità...durano da diverso tempo. Io ho il mio migliore amico, che ha vissuto problemi di ansia e panico che prendere una dose molto leggera di antidepressivo (prima efexor e ora entact) da diversi anni...e sta bene, ha trovato una sorta di equilibrio. Lei è d'accordo con le terapie a base di SSRI a dosi blande prolungate per anni? Grazie ancora per la sua disponibilità. Con Osservanza.

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