Utente 798XXX
Gentili Dottori,
sono più di 2 anni che ho girato psicoligi e psichiatri di ogni tipo cercando si risolvere i miei problmi di ansia ma a tutt'oggi non ci sono ancora riuscito.
Mi sono rivolto ai migliori specialisti della mia città spendendo anche tanti soldi ma l'ansia è ancora presente!
Prima sono andato da uno psicologo analista, poi da un inoteraeuta, poi da uno psichiatra con il quale ho preso l'elopram e per la prima volta oltre all'ansia ho avuto attacchi di panico. Poi sono ripassato alla psicologia, questa volta breve strategica, poi ad un altro psicoterapeuta che mi ha prescritto 2 xanax da 0,25 e 50mg di zoloft. Lo sto prendendo da un mese a dose piena, sono partito da 10 gocce. Sostanzialmente non è cambaito nulla se non un mal di testa terribile che avevo e che ho ancora. A qesto punto non so + dove sbattere la testa, devoaumentare la dose. Lo psichiatra mi ha detto che secondo lui dovrei passarea 100 mg ma io ho una dscreta paura anche perchè prima avevo l'ansai ma riuscivo a stare anche senza xanax adesso con lo zoloft non riesco a stare senza xanax. Alcuni giorni ne debbo prendre anche 3 o 4 per stare calmo. Insomma lo zoloft mi ha molto attivato l'ansia. Che faccio???

[#1] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

la diagnosi qual'è stata ? Se ha avuto attacchi di panico con una cura antidepressiva probabilmente c'è una predisposizione, oppure semplicemente c'è un peggioramento iniziale come è normale che sia.
La diagnosi è bene che sia definita, le dosi è bene che siano quelle efficaci, i tempi per far funzionare le cure è bene che siano quelli utili a poter giudicare.
Senza diagnosi però il percorso è confuso.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#2] dopo  
Utente 798XXX

Grazie Dottore per la pronta risposta,
la diagnosi è "stati di ansia con somatizzazione".
Quali sono le dosi efficaci? Da quello che ho capito (spero di aver capito bene visto che sono andato x 1 anno dallo psichiatra 1 volta alla settimana pagando giustamente a caro prezzo la prestazione) cambiano da paziente a paziente quindi si può dire che non c'è una dose efficace x tutti ma una dose x ognuno di noi. I tempi utili dovrebbero essere 2/4 settimane, così mi ha detto lo psichiatra da cui sono in cura. Ad oggi sono passate + di 4 settimane.... Secondo lei è giusto tentare un aumento di sertralina? Io ho come l'idea che aumentando lo zoloft debba umentare di conseguenza anche lo xanax ma potrei sbaglarmi e non vedo l'ora di trovare il mix giusto. Grazie mille

[#3] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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stati di ansia di somatizzazione non è che sia una diagnosi chiara.

Lo xanax è un farmaco temporaneo e sintomatico, usarlo a lungo termine significa che poi dovrà ridurlo gradualmente sotto guida medica, poiché si sviluppa assuefazione. Non sono farmaci da usarsi sempre e comunque negli schemi di terapia, quindi non deve esserci necessariamente un aumento all'aumento dello zoloft.
Lo zoloft è un farmaco potenzialmente efficace su vari disturbi d'ansia e somatizzazione, funziona dopo circa un mese, e la dose di 100 mg non è massima comunque.
Le decisioni le prende il suo medico.
Ognuno di noi ha una dose di farmaco efficace così come ha un'altezza sua, ma le cure si basano su dosi standard, altrimenti non si saprebbe neanche con quali dosi iniziare, se aumentare o meno, quali sono le dosi massime consigliate e quanto aspettare. A questo servono gli studi sulle medicine.
Non ho capito di preciso perché era visitato per un anno una volta alla settimana (la psicoterapia aveva questa frequenza ?).
Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

la diagnosi qual'è stata ? Se ha avuto attacchi di panico con una cura antidepressiva probabilmente c'è una predisposizione, oppure semplicemente c'è un peggioramento iniziale come è normale che sia.
La diagnosi è bene che sia definita, le dosi è bene che siano quelle efficaci, i tempi per far funzionare le cure è bene che siano quelli utili a poter giudicare.
Senza diagnosi però il percorso è confuso.
Dr.Matteo Pacini
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[#5] dopo  
Utente 798XXX

Si, la psicoterapia prevede che vada dalla psichiatra ogni settimana quindi ho approfondito sia l'aspetto farmacologico che quello psicologico. Direi che ho ormai una certa esperienza. Quello che non mi convince è che fino a 1 mese fa non prendvo nulla e avevo una ansia direi da 6, poi ho cominciato a prendere lo zoloft e l'ansia mi è aumentata e ho cominciato a prendere anche lo xanax, sempre su prescrizione e sotto osservazione settimanale dalla psichiatra. Ora mi piacerebbe un parere d un altro psichiatra, dopo un anno comincio a stancarmi....
Secondo lei ha senso aumentare lo zoloft a 100?

Grazie mille per la pronta risposta.

cordiali saluti

[#6] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

la diagnosi non è chiara, quindi le ripeto che in assenza di questo non può essere chiaro il decorso.
La dose di zoloft è in generale efficace quando sta a 100 mg o sopra per i disturbi depressivi o d'ansia. Un peggioramento iniziale è più che possibile, così come il disturbo può semplicemente peggiorare quando le dosi siano troppo basse. Logica vuole che se è iniziata una terapia l'ansia non fosse sotto controllo né accettabile a giudizio della psichiatra.

Nella psicoterapia si mira a risultati, l'approfondimento della conoscenza del suo disturbo può esserLe utile ma la tecnica che prevedva una frequenza settimanale qual'era ? Che tipo di psicoterapia ?
Dr.Matteo Pacini
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[#7] dopo  
Utente 798XXX

La psichiatra che attualmente mi segue e che incontro 1 volta la settimna è un psichiatra che fa anche psicoterapia. La psicoterapia è analisi. Nel frattempo come le dicevo ho incontrato anche altri psicologi, tra cui ipnoterapeuta, breve strategica e trasazionali. Il fatto che la diagnosi non sia chiara mi fa sorgere grossi dubbi. Che cosa significa diagnosi chiara? Io ho degli stati d'ansia costanti che si accentuano qundo sto in mezzo a tanta gente e in luoghi chiusi. Aereo, treno, cinema, ipermercati etc etc. La somatizzazione è partita dll panci, si è spostata al cuore e adesso da inzio anno mi è passata alla testa. Direi che sono un caso molto classico che ho letto di frequente nei forum. La diagnosi non è chiara mi porta a pensare di cambiare un'altra volta lo specialista a cui mi rivolgo, ma cosa significa? Possibile che tutti quelli che ho incontrato non mi hanno fatto una corretta diagnosi?

[#8] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Sostanzialmente significa che la diagnosi si esprime in termini che possano servire a capirci, e che fanno riferimento a manuali diagnostici. Le terapie sono provate su queste diagnosi, non sui singoli sintomi, per cui quando si dice "la terapia x funziona sul disturbo y" si intende un disturbo corrispondente ad una diagnosi.

Quello che riferisce ricorda aspetti caratteristici del disturbo di panico, il disagio negli spazi chiusi, i sintomi corporei.

L'analisi è una teoria non scientificamente derivata né confermata, per cui non appartiene alla psicologia scientifica.

Ogni cura è bene che abbia un termine entro cui stabilire se funziona o meno, se va cambiata o proseguita o potenziata e quali sono i parametri da misurare sia nell'applicazione della terapia (es. la dose di un farmaco) sia nella verifica dei risultati (es. la scomparsa della claustrofobia).

Dr.Matteo Pacini
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[#9] dopo  
Dr. Giuseppe Santonocito

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Gentile utente, oltre al discorso sulla diagnosi con il Dr. Pacini, che rimane aperto, vorrei farle un'altra domanda.

Che tipo di esito ha avuto la terapia breve strategica che ha fatto? Che durata, quali prescrizioni le sono state date e che effetto hanno avuto?

Cordiali saluti
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
Specialista in psicoterapia breve strategica
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[#10] dopo  
Utente 798XXX

Gent.m Dott. Pacini,
sono sempre + preoccupato per le sue risposte. Mi viene il dubbio che tutti gli psicologi (3)/psichiatri (2) che ho visto siano totalmente incompetenti. Tutti mi parlano di terapie personalizzate, che ognuno ha i suoi tempi, che ci sono diverse terapie e non c'è una terapia migliore dell'altra ma dipende dal paziente. Insomma nessuno ha delle certezze semi-matematiche che ha lei. La cosa mi piace perchè è proprio quello che mi aspetto. Fai una terapia, c'è un tempo, dei modi e delle reazioni....
Quindi per farmi fare questa diagnosi da chi debbo andare?



Gent.mo Dott. Santonocito,
ho fatto 10 sedute di breve strategiga presso un allievo di Nardone. Ho seguito il protocollo:
1 seduta) appunti su emozioni, sensazioni, posto, luogo reazione etec etc. 2 seduta) 30 min all sera di penieri catsrofici. 3) 15 minuti ogn 4 or di pensieri catastrofci 4) 5 minuti ogni 2 ore 5) diario delle ossessioni 6) scrivi una lettera 7) punti da raggiungere, parobole etc etc poi non mi ruicordo più perchè l'ho fatta da aprile a ottobre del 2009. Lo psicologo era molto bravo e competene ma mi è sembrata una specie di terapi sciamanica. Lui ti dice di fare le cose, quasi vieni costretto, evitare di evitare!!!! La tua mente può tutto!!! cerchi di ingannare la tua mente ma non ci sono riuscito. Avevo e ho troppa paura di fare le cose. Tipo sedebbo prendere l'aero da solo posso fare tutti i giochi del mondo ma mi viene mal di testa e il tremolio solo a pensarci. Vorrei dire che ce la faccio e che è solo ua invenzine del mio cervllo ma hodei sintomi fisici che non riesco a controllare. Per questo motivo e dopo aver letto il libro del neurologo che ha curato la pellegrini che ho deciso di ricomciare con i farmac ma dopo un mese non c'è nessuna novità, paura immotivata

[#11] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

La scienza utilizza un metodo matematico per far calcoli sugli standard da adottare, poi per il resto se non ci sono regole e riferimenti si può anche ammettere che si intervenga con ragionamenti fondati su analogie, dati parziali, prime impressioni etc.
Per il resto le cure non si personalizzano come primo approccio, prima si applica un qualcosa di prevedibile, poi una volta ottenuto un risultato si vede se c'è da personalizzare e cosa. Se si inizia con il personalizzato non ci sarebbe alcuna regola con cui farlo se non un insieme di fattori e sfaccettature, molto ricco e vario, molto vicino alla "persona" ma poco al nocciolo di una malattia. Sarebbe come iniziare a scolpire un blocco di marmo dalle rifiniture.

Il fatto che dipenda dal paziente è invece un messaggio inaccettabile. Le cure funzionano più o meno bene, se dipendesse dal paziente sarebbe come dire che non sono disturbi ma "vizi". Non scherziamo.

Comunque la scienza e la statistica offrono tutto fuorché certezze, ad esempio la scelta nel caso singolo si basa su ragionamenti generali, in percentuali, di tenta di misurare le cose per sapere in anticipo in che direzione programmare le cure.

Una diagnosi psichiatrica la può fare chi la segue, una di tipo medico psichiatrico uno psichiatra.
Dr.Matteo Pacini
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[#12] dopo  
Dr. Giuseppe Santonocito

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>>> Vorrei dire che ce la faccio e che è solo ua invenzine del mio cervllo ma hodei sintomi fisici che non riesco a controllare.
>>>

Il suo punto da correggere, con tutta probabilità, dal punto di vista psicologico sta tutto qui. Più lei si sforza di controllare a annullare i sintomi fisici, più questi aumenteranno. È il suo bisogno di controllo esagerato, che glielo fa perdere.

Come dovrebbe averle spiegato il terapeuta, se lei riesce a resistere ai sintomi degli attacchi, e a passarci attraverso, succede che alla fine questi si estinguono da soli. Con la pratica e l'esercizio progressivo, alla fine ci si abitua e smettono addirittura di prodursi.

Invece, più continua a lottare per sopprimerli, più peggiora la situazione.

Nessuna preclusione contro le cure farmacologiche, ma mi pare che le sue terapie psicologiche abbiano mancato tutte questo punto fondamentale.

Cordiali saluti
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
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[#13] dopo  
Utente 798XXX

Grazie mille,
domani vedo la mia psichiatra e gli chiedo una diagnosi.
Anche a me piacerebbe non scherzare visto che la mia vita è cambiata dal giorno alla notte!!!

Per quanto riguarda l'accettazione dell'ansia e dei sintomi ne ho discusso a lungo, ma è più facile a dirsi che a farsi.

L'accettazione è la base di partenza ma la devi pensare da dentro e non razionalmente.

Ad oggi non ci sono ancora riuscito, se debbo partire ho tutti i sintomi e non riesco a dire: ok pazienza. Sto molto male fisicamente e non vedo come potrei dire: ok tanto non muoio.

Se fosse così facile ci sarei già riuscito...


Grazie mille x le vostre cortesi risposte

[#14] dopo  
Dr. Giuseppe Santonocito

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Non è facile, ma non si tratta di accettazione, si tratta di fidarsi del fatto, reale e documentato, che di ansia non si muore.

Appena riuscirà a sperimentarlo per la prima volta concretamente - cosa che non ha niente a che vedere con la razionalità - allora avverrà il cambiamento.

Ma fino a quel momento, illudendosi di poter riuscire a controllare l'insorgenza dei suoi sintomi, starà solo ingannando se stesso. E sarà come morire ogni giorno.

Cordiali saluti
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
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[#15] dopo  
Utente 798XXX

Mi sono già esposto molte volte, sono andato in aereo, in treno etc etc ma ogni volta che debbo rifarlo ho la stessa identica paura, lo definirei terrore di rifarlo!!
Ho preso l'aereo almeno una decina di volte ma tutte le volte è come se fosse la prima, anche io pensavo che una volta affrontato e visto che non mi succedeva nulla potevo rifarlo senza timore, ma ogni volta che debbo farlo ho di nuovo paura come se fosse la prima volta...

[#16] dopo  
Dr. Giuseppe Santonocito

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Non mi sono spiegato.

Non ho detto che la prima volta che prendesse l'aereo o il treno, la paura non si sarebbe più manifestata. Ho detto che è necessario sperimentare, cioè sentire, almeno una volta, che di ansia non si muore.

Evidentemente per lei quest'esperienza ancora non c'è stata. Ogni persona ha bisogno di tornare un certo numero di volte nella situazione paurosa, con difficoltà crescente, per arrivare all'abituazione. Evidentemente, nel suo caso ciò non è stato fatto in maniera appropriata: o troppe poche volte, o l'ansia non è arrivata a saturazione.

L'unica maniera per vincere la paura è affrontarla. Solo la paura affrontata si trasforma in coraggio. Nel suo caso, invece, si è trasformata in evitamento.

Cordiali saluti
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
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[#17] dopo  
Utente 798XXX

le posso assicurare che evitare di evitare è stato il mio verbo per 6 mesi ma le posso assicurare che non ce l'ho fatta. ogni volta avevo le stesse sensazioni, ho fatto di tutto e continuo a farlo ma ogni volto ho delle somatizzazioni fortissime. Sono andato a milano almeno 50 volte da quando mi è venuta l'ansia ma ancora oggi la notte prima di andarci non dormo, quando parto sto in bagno per mezz'ora e durante il tragitto ho mal di testa e somatizzazione varie. ho sperimentato e ho cercato di arrivare alla abituazione ma ancora non ci sono.
So bene che l'unica maniera per vincere la puara è affrontarla e la affronto quotidianamente ma più che una vita mi sembra una guerra....

[#18] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Riguardo alle cure farmacologiche, si integrano con il discorso della cura dell'evitamento, ma mentre i farmaci antipanico tipo zoloft facilitano l'esposizione senza aver bisogno sul momento di qualcosa in più e con un'ansia anticipatoria già minore, i farmaci tipo lo xanax lavorano sull'ansia del momento come se da quella dipendesse tutto il resto, cosa che invece è un condizionamento sbagliato. In altre parole l'ansia anticipatoria quando gli attacchi sono bloccati o estinti non è più un indicatore del rischio di attacco, e invece continua ad essere un handicap.
Dr.Matteo Pacini
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[#19] dopo  
Dr. Giuseppe Santonocito

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In ogni caso quelle che descrive non sembrano somatizzazioni, ma classici sintomi d'ansia. Le somatizzazioni, a voler essere esatti, sono una cosa un po' diversa.

Quindi, anche dal punto di vista dello psicologo concordo con il Dr. Pacini sulla perplessità della diagnosi "ansia con somatizzazioni" che avrebbe ricevuto.

E anche per questo trovo strano che tutte le cure che ha provato finora non solo non abbiano sortito alcun miglioramento, ma l'abbiano addirittura fatta peggiorare. A questo punto mi viene da pensare o che la diagnosi sia da chiarire, oppure che lei sia un caso particolarmente resistente.

Personalmente propendo per la prima ipotesi.

Cordiali saluti
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
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[#20] dopo  
Utente 798XXX

Gli psicologi e psichiatri che mi hanno finora curato mi hanno detto che sono un caso particolarmente resistente e che una volta guarito sarò particolarmente resistente anche a perdere la gioia!!! Speriamo. Domani vi faccio sapere la diagnosi esatta. Se la psichiatra mi dice ansia con somatizzazione vi chiederò un cosulto per trovare uno specialista + "serio" dalle mie parti.
Grazie mille x la vostra sollecitudine e cortesia

[#21] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Un farmaco l'ha provato mal tollerandolo. Adesso sta provando il secondo. Il termine resistente si utilizza quando dopo diverse prove, a dose efficace per tempi adeguati (qualche mese) il miglioramento è stato nullo o comunque non soddisfacente.
Quindi mi sembra prematuro rispetto alla storia di cure farmacologiche che lei riferiva.
Per intenderci, resistente significa che le cure non funzionano, o che non si riesce ad ottenere collaborazione alle cure, ma questo è già un altro significato della parola.
Dr.Matteo Pacini
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[#22] dopo  
Utente 798XXX

Scusate ma dalle vostre mail mi sembra che i professinisti che ho consultato (e pagato) siano assolutamente incompetenti. Ogni cosa che dicono è sbagliata. Io voglio guarire e sono disposto a investire, energie, tempo, danaro, volontà, qualsiasi cosa .... che debbo fare? Debbo cambiare psichiatra? Dopo un anno sono disposto a ricominciare di nuovo ma voglio essere sicuro di andare in mano esperte. Quelli a cui mi sono rivolto hanno siti internet, fanno parte di associazioni, scrivono libri; non mi sembrano gli ultimi arrivati ma a quanto pare non sono in grado di farmi una diagnosi seria e completa. Dicono che sono resistente e non è vero, insomma dei dilettanti che si fanno pagare 80 euro l'ora???

[#23] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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mi scusi ma non è che possiamo commentare i nostri stessi commenti. Lei riferisce una terapia tuttora in corso di adeguamento dose (l'altra l'aveva fatta star peggio quindi non la contiamo come terapia dall'efficacia stabilita, presumo sia stata interrotta), e poi dice "resistente". Ma resistente a che cosa ? Se non sono state provate quattro-cinque terapie alla dose giusta e per i tempi giusti che significa il termine resistente ?
Dopo di che, chi è resistente alle cure di base può esser curato con altri accorgimenti per superare la resistenza, e alcuni infine non risponderanno bene, ma prima di arrivare a questo punto i tentativi devono essere svariati.

Capisco la sua perplessità. Io conosco specialisti ovunque che le diagnosi le fanno, ora non sempre il paziente la conosce con il termine esatto e non sempre si preoccupa di sapere questi termini, in questo caso la diagnosi è generica e descrive un tipo di sintomi, non una categoria di disturbo (ansia con somatizzazioni mi pare avesse detto). Le cure no sempre sono poi così diverse, fatto sta che comunque ne ha provate due (una).

Poi ci sono le psicoterapia su cui lascio al collega il compito di giudicare se può esser definito o meno resistente.
Dr.Matteo Pacini
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[#24] dopo  
Utente 798XXX

Sono appena stato dal mio psichiatra. Gli ho chiesto della diagnosi e mi ha detto che effettivamente non mi ha mai detto la diagnosi esatta perchè bisogna riferirsi a dei protocolli, lei ha ben in mente il mio disturbo ma ha semplificato in ansia con somatizzazioni per usare parole semplici e povere. In realtà mi ha detto che ci sono delle scale, io dovrei appartenere alla prima poi che sono un soggetto narcisista etc etc. Non mi addentro perchè effettivamente è un pò tecnico e non sono sicuro di ripetere bene ciò che mi ha detto. Per quanto riguarda la terapia mi ha suggerito di aumentare lo zoloft a 75 mg (+ 5 gocce al giorno fino a raggiungere la quota stabilita) poi vediamo come reagisce il mio corpo. Probabilmente avrò più ansia i primi giorni ma poi dovrebbe fare effetto. A questo punto direi che seguirò le istruzioni e vediamo se riesco a sconfiggere questo male oscuro.

Grazie mille x i vostri preziosi consulti

[#25] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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le diagnosi fanno riferimento a dei protocolli, per forza, altrimenti di che stiamo parlando ?
Non si usano scale, si usano dei criteri, cioè dei sintomi e dei segni, come per tutte le altre malattie, che siano riproducibili da medico a medico, cioè in modo da essere abbastanza sicuri che i vari medici vedano le stesse cose. Ansia e somatizzazioni quindi sono termini utilizzati per comunicare in parole povere, e la diagnosi quindi quale sarebbe però ? Non è stata comunicata per semplicità nel colloquio, o non è stata fatta ?
Che c'entra il narcisismo con l'ansia e la somatizzazione, quel tipo di termine riguarda un altro piano diagnostico.

Al momento quindi abbiamo un disturbo con ansia e somatizzazione non meglio definito con una dose sempre bassa (doveva essere 100 mg e invece alla fine per adesso 75).
Dr.Matteo Pacini
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[#26] dopo  
Utente 798XXX

la diagno si non è stata comunicata per semplicità nel colloquio. E' stata fatta ed è presente nella cartella a me riferita. Se vuole la prossima settimana me la faccio scrivere così sono sicuro di usare i termini giusti.
Il narcisismo dovrebbe essere utile a riclassificare il disturbo in base alle caratteristiche del paziente, questo è dal punto di vista psicologico. Il narcisista o altre categorie di soggetti reagiscono all'ansia in modo differente e ognuno di loro va trattato in modo diverso, così mi ha detto. Nel mio caso specifico stamattina abbiamo affrontato l'argomento della rabbia e dell'ansia anticipatoria. Il terapeuta mi ha detto di passare a 75, poi eventualmente passeremo a 100. Su questo veramente non metto lingua in quanto totalmente al di fuori dei miei studi, se volete sapere come si legge un conto economico sono capace di dirvelo ma se è meglio prendere 75 o 100 qs lo lascio decidere agli esperti.
Lei pensi che un mio amico psichiatra mi ha detto di abbassare la dose perchè secondo lui mi mette solo agitazione ed io non sono assolutamente depresso (cosa del resto vera, sono semplicemente incazz...)
Spero che nell'arco di poco tempo si possa trovare una soluzine al problema.

[#27] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Non è depresso dice ma chi invece ha detto che lo sia ?
Se è qualcosa con ansia e somatizzazioni non compare il discorso depressione, da dove invece verrebbe fuori ?
Dr.Matteo Pacini
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[#28] dopo  
Utente 798XXX

La psichiatra mi ha detto che zoloft è un antidepressivo e che migliora il tono dell'umore. Secondo lei nel mio caso non mi serve migliorare il tono dell'umore ma farmi sparire i sintomi. Ipotizza che un uso più massiccio del farmaco possa non servire, ripeto io sono laureato in economia e mi limito a semplici riporti di qaunto mi viene detto...

[#29] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Che sia anche un antidepressivo nel senso che cura la depressione è indubbio. Il tono dell'umore non è la l'umore depresso della depressione, se Lei non ne soffre.
Il farmaco zoloft è un farmaco utile in diversi altri disturbi. Nel suo caso il medico si è espresso in termini di ansia e somatizzazione, il tono dell'umore sarebbe un'altro sintomo. Quindi le è stato detto che ha una depressione o siamo ancora alla diagnosi che ha riportato in precedenza ?
Dr.Matteo Pacini
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[#30] dopo  
Utente 798XXX

Siamo sempre alla diagnosi precedente. Io arriverei a 75mg (+5 gocce al giorno)come mi ha detto lo psichiatra poi vediamo come procedere. Non penso che sia mortale. L'unica cosa che di questo passo potrei passare un altro anno ad interrogarmi se funziona o non funziona.... intanto mi perdo la bella vita...

[#31] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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il funzionamento di una cura si stabilisce a dose effice in 1-2 mesi. Se funziona non c'è bisogno di interrogarsi, sta meglio e lo sa. Ma non c'è bisogno di attendere mesi e mesi se i miglioramenti non ci sono, si adegua la cura o si cambia.
Dr.Matteo Pacini
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[#32] dopo  
Utente 798XXX

Ottimo, concordo e sottoscrivo.
La ringrazio tanto per la sua gentilezza.
Alzo il dosaggio e verifico se sono arrivato alla dose efficace e se funziona.
Le farò sapere

ancora tante grazie

[#33] dopo  
Utente 798XXX

gent.mo dottore,
ho alzato i 50 mg di zoloft di 10 gocce ieri e 10 gocce oggi e sono a circa 70 mg. con altre 10 gocce arrivo a 75 mg che era la dose a cui arrivare. Oggi ho già delle sintomatologie molto più forti di ieri, ho male alla pancia (scariche) e male al cuore (lo so che non è il cuore ma è per farle capire). Che faccio? insisto xchè è normale che sia così come mi ha detto la mia psi? a me sembra un pò strano....

[#34] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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questo spazio non può servire da binario in cui chiedere conferma passo dopo passo delle prescrizioni già decise dal suo medico, che se vuole può contattare.
Dr.Matteo Pacini
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[#35] dopo  
Utente 798XXX

ha perfettamente ragione ma con il mio psi ho già parlato e non mi convince, visto che lei è molto eperto volevo sapere un suo parere.

grazie mille

[#36] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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"Ho perfettamente ragione" ma insiste con la stessa richiesta ?
Dr.Matteo Pacini
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[#37] dopo  
Dr. Gianmaria Benedetti

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Gentile signore
mi sembra che un aspetto di fondo, non toccato finora, della situazione che è emersa in questo consulto è che Lei non sa se fidarsi o no degli specialisti a cui si rivolge, per cui ha fatto una specie di peregrinare da uno all'altro, ritrovandosi sempre allo stesso punto, se non peggio, con sempre meno fiducia e speranza, indipendentemente dal modello seguito, farmacologico, analitico, strategico, e così via.
Lei sembra particolarmente attento e bravo nel far risaltare le debolezze e le contaddizioni dei vari metodi, che sono umani, e fallibili, ovviamente, come lo è anche la 'scienza'. (Forse non è molto diverso che in economia, come sa, scienza anche essa, ma dove i mercati reagiscono quasi come persone nevrotiche o peggio, tant'è vero che anche gli economisti e i politici mandano messaggi 'terapeutici' che spesso mancano completamente lo scopo...).

Temo che non troverà uno specialista perfetto, immune da possibili critiche di altri colleghi che vengano dopo di lui, su diagnosi, dosaggi metodi, ecc. Dovrà essere Lei, le consiglio, ad affrontare con lo specialista prescelto, qualsiasi sia, la questione della fiducia nel rapporto con lui e del suo eventuale desiderio a un certo punto, di provare a cambiare, come emerge anche qui: certo lo specialista dovrà poter sopportare i suoi dubbi e le sue critiche e il rischio che lei vada via, ma questa è una cosa che molti specialisti esperti sono in grado di fare, senza dar la colpa ai pazienti o abbandonarli...
In bocca al lupo.
Dr. Gianmaria Benedetti

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[#38] dopo  
Utente 798XXX

Ormai sono 5 gg che sono arrivato a 75 mg di zoloft, non ho notato grossi miglioramenti. Devo aspettare ancora per verificare se funziona?

Grazie mille

[#39] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Se la regola è che ad una certa dose l'effetto si giudica dopo un mese quale senso può avere commentare questo aspetto dopo 5 giorni ?

Abbiamo chiarito che in questa sede non deve chiedere "cosa fare" praticamente, quindi non esprima le sue richieste in termini tipo "devo ancora aspettare etc etc". Questo rientra nelle indicazioni di chi la segue, se invece vuole un commento sui tempi richiesti da questo tipo di cura è già stato fatto.
Dr.Matteo Pacini
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[#40] dopo  
Utente 798XXX

Ero interessato a sapere quale era la regola.
Lei è sempre molto gentile e puntuale.
Solo un piccolissimo appunto: si ricordi che le persone le le stanno chiedendo aiuto sono quantomeno scosse...
Le posso assicurare che non sarei così pedante se non avessi bisogno e fossi nel pieno delle mie facoltà. Se lei è così gentile da rispondere non vedo perchè ogni tanto lo debba fare con asprezza

[#41] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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o sono gentile o rispondo con asprezza, comnuque la risposta era stata già data, il fatto che Lei sia scosso può forse spiegare perché sembra prevalere la richiesta del momento a scopo di rassicurazione piuttosto che una richiesta a scopo informativo, già avuta la settimana scorsa, se guarda più indietro nel consulto.
La rassicurazione non è sempre buona cosa nelle situazioni ansiose.

Eviti toni del tipo "si ricordi..." etc etc, le raccomandazioni su come utilizzare il consulto sono semplicemente quello che può o non può avere come risposta, onde evitare che faccia domande a vuoto.
Alla risposta n.34 dico chiaramente di non chiedere istruzoni su come proseguire con le cure, e Lei immediatamente dopo fa proprio questo.
Alla risposta m.32 lei concorda con quanto rispostole e annuncia che farà sapere dopo il tempo opportuno per valutare, mentre adesso ritorna con lo stesso quesito dopo 5 giorni.

In questo modo il consulto prende una piega inutile, e diventa una cronaca in tempi inutilmente brevi di variazioni rispetto a cui comunque non può avere istruzioni pratiche. Inoltre può diventare un tramite di rassicurazione ripetitiva, il che non giova al miglioramento della gestione dell'ansia in generale.
Dr.Matteo Pacini
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[#42] dopo  
Utente 798XXX

è passato circa un mese da quando ho raggiunto 75 mg, a questo punto dovrei aver capito se lo zoloft fa effetto.
sudo molto più di prima, ho il fiato molto corto e ho male allo stomaco, a fronte di questi peggioramenti debbo dire che l'ansia è migliorata un filino, adesso riesco ad affrontare le situazioni e non mi preoccupo com prima per la performance. La psiciatra dopo averci pensato un pò ha deciso di togliermi una pasticca di xanax e arrivare gradualmente a 100mg di zoloft. Secondo lei il mio fiatone e il sudore non è collegato con lo zoloft che invece mi ha alleviato l'ansia. Io non riesco quasi a respirare quindi sono un pò spaventato ad aumentare ancora la dose

[#43] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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lo psichiatra avrà già giudicato questi aspetti al momento di decidere sulla cura. La decisinoe mi sembra sensata in termini di dose efficace.
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[#44] dopo  
Utente 798XXX

è da circa un mese che prendo una dose da 100 mg di zoloft, va molto meglio rispetto a prima ma ho ancora delle forti somatizzazioni alla testa.
adesso prendeo solo 1 xanax da 0,25 al giorno.
lo psichiatra mi ha detto di valutare se me la sento di alzare a 150 lo zoloft, molto dipende da quanto ci credo... mi sembra un pò complicato .... nessuno lo può sapere ... ma una dose da 150 è tanto???? può anche peggiorare la situazione??

[#45] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Le cure non dipendono da quanto ci si crede ma dalla dose efficace (una fascia di dosi che va da un minimo ad un massimo). Attualmente non sta prendendo la dose massima, che è superiore comunque a 150 mg. Non penso abbia senso che valuti Lei, non vedo su che parametri potrebbe ragionare, e probabilmente la terrebbe il più bassa possibile solo per una questione di diffidenza di tipo ansioso nei confronti del farmaco. In altre parole si fa problemi sul "tanto" ma non sul "poco".
Dr.Matteo Pacini
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[#46] dopo  
Utente 798XXX

Salve, come prescritto dalla mia psichiatra ho alzato da circa 2 mesi lo zoloft a 150 mg. Sto abbastanza bene ma ho dei fortissimi mal di testa continuamente. La mia psichiatra mi ha prescritto prima il rivotril e poi il prazene, entrambi non hanno funzionato e io ho sempre il mal di testa. Adesso mi dice che proverebbe ad alzare a 200 mg di zoloft ma contrariamente a prima non è sicura che possa fare effetto. Siamo nel non so ... proviamo e poi magari aggiustiamo. A questo punto mi sono riovlto a 2 neurologhi ed entrambi mi hanno detto che 150 mg di zoloft sono + che sufficientie che il mal di testa potrebbe derivare da altre cose ... uno dei due mi ha consigliato delle sedute di biofeedback. A questo punto ricado nella mia confusione. L'unica cosa che mi dia una certezza è il mio psicologo con il quale in questi anni sono cresciuto molto ma purtroppo non mi ha curato il mio mal di testa. Accetto consigli. Buona Pasqua

[#47] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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"ma contrariamente a prima non è sicura che possa fare effetto."

Non capisco cosa significhi "sicura", come si fa ad essere "sicuri" a prescindere ? Non è che si prendono decisioni perché si è sicuri, si fanno dei ragionamenti.

Più che altro mi pare che non abbia infine deciso.

Mi pare che, se sta abbastanza bene, significa che il risultato lo ha almeno in parte ottenuto.

Lei continua a parlare di cose che le diano una certezza, ma alla fine ciò che importa è la risoluzione, non il fatto di avere certezze, che comunque non esistono.
Dr.Matteo Pacini
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[#48] dopo  
Utente 798XXX

Buongiorno,
è passato molto tempo e ho cercato di seguire tutti i preziosi consigli.
Debbo dire che l'ansia è molto diminuita, sopratttto la ricerca di una soluzione che mi aumentava l'ansia. Sono in cura da uno dei migliori psicoligi di Bo, da oltre 2 anni ma non abbiamo ancora trovato l'essenza della mia ansia. L'unico sintomo che mi è rimasto è un forte mal di testa continuo, si accentua nei luoghi chiusi e in tutte quelle piccole situazioni da no via di fuga. Il mio psichiatra che è anche un professore che fa convegni etc etc e abbiamo cominciato una cura con laroxyl che lui dice essere ancora ad oggi il miglior farmaco per il mal di testa causato in parte dall'ansia (somatizzazione??). Dopo sei mesi passate ad alzare le gocce adesso siamo arrivati a 7 al giorno (da 1 mese). Questa medicina mi imbambola ma nonostante tutti gli sforzi lui dice che sono un pò reticemte alle medicine. Elopram bocciato dopo il primo attacco, zoloft preso fino a 200 niente, trittico nulla, laroxyl peggio... Ormai siamo diventati amici nonostante la mia forte stima nei suoi confronti vedo che anche lui non riesce a cavarne un ragno dal buco. Alcune volte lo vedo anche dispiaciuto per non riuscire ad aiutarmi. Adesso mi ha dato come altre volta la scelta tra alzare ancora laroxyl e stringere i denti o provare altro medicinale. Non so cosa fare....

[#49] dopo  
Dr. Gianmaria Benedetti

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A mio avviso l'ansia, come il dolore, sono, in maggiore o minor misura, connaturati all'esistenza umana. La questione è poterli affrontare e gestire in modo che non occupino tutto lo spazio. Sono ovviamente legati anche ai periodi che si attraversano, come la fatica in un percorso ciclistico è legata all'altimetria, fra salite discese e pianure... Così le 'spinte' sono utili in certe salite, meno negli altri periodi...

Sono state escluse cause mediche di altro tipo. od odontoiatriche (posturali, temporomandibolari, ecc...), per il suo 'mal di testa'?
Dr. Gianmaria Benedetti

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[#50] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Mi sembra ci sia un po' confusione. Cosa sarebbe "l'essenza" della sua ansia, si fanno le diagnosi appositamente per dare un significato agli insiemi di sintomi e al loro andamento nel tempo. Le cure si scelgono in base a questo, per cui non è chiaro su quale base si stiano facendo scelte tra uno o l'altro farmaco.

Perché alzando il laroxyl dovrebbe "stringere i denti" ?

Inoltre è in cura da uno psicologo o come si direbbe dalle prescrizioni invece da un medico ?
Dr.Matteo Pacini
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[#51] dopo  
Utente 798XXX

Gent.mo Dott. Pacini,
attaulmente ho uno psicologo che mi segue da oltre 2 anni e un neurologo dove ogni tanto vado nei momenti in cui il mal di testa mi diventa insopportabile.
Lei mi chiede sempre la diagnosi e del perchè mi danno delle cose piuttosto che altre, io la chiedo regolarmente al neurologo, allo psicologo e tempo fa anche allo psichiatra ma tutte le volte lei mi dice che è incompleta o che non è abbastanza descrittiva o che non segue il protocollo etc etc etc. In realtà la diagnosi è ansia con somatizzazione, lei dice che non è una diagnosi e siamo la punto di prima. Io non so cosa dirle, li pago, sono dei professionisti e seguendo i suoi consigli ho chiesto a tutti e 3 la diagnosi e di riffa o di raffa tutti e tre mi hanno detto: ansia con somatizzazione. Se vuole me lo faccio scrivere su un foglio con tanto di firma e timbro e glielo mando, poi magari li denunciamo perchè sono incompetenti. Io vorrei solo capire se dalla vostra esperienza il laroxyl può fare l'effetto opposto (il mio neurologo dice di no e che ormani non sa cosa fare se non cambiarmi ancora principio ativo e vedere come reagisce il mio fisico). Se voi avete riscontrato delle sitauazioni analoghe e avete idea di una cura alternativa o un posto dove possa andare ve ne sarò eternamente riconoscente.

[#52] dopo  
Utente 798XXX

Eccomi qua di ritorno dall'ennesimo consulto. Il mio neurologo m ha confermato che dopo lo zoloft, l'elopram ritiene che con me gli ssri non funzionano quindi mi ha prescritto una tac per verificare se veramente non c'è qualcosa alla mia testa e mi ha detto di prendere prazene. Una pasticca alla sera prima di andare a letto. Mi ha ribadito che il laroxyl per lui sarebbe il farmaco ideale ma se l'effetto ch mi fa è stare in una bolla di sapone e un intontimento generale si vede che non funziona con me. Non dovrei avere queste sensazioni. Come dire. O cambio di nuovo specialista o ricomincio a prendere il prazene ma al posto di prenderne mezza pasticca ne prenderò una. Possibile che non trovi un farmaco che faccia al mio caso??? In alcuni forum ho letto che laroxyl preso sotto dose può avere degli effetti e ad altre potrebbe iniziare a funzionare. Nel mio caso il neurologo mi ha confermato che 5 goccie è una dose pedriatica ma mi ha anche detto che non dovrei avere quegli effetti, Poi io gli ho detto di aver letto sui siti e mi ha detto che non è vero. Se l'effetto è buono dovrebbe avvertirsi anche a basso dosaggio e più lo aumenti più tecnicamente dovrebbe essere buono. Inizio a prendere una pasticca di praziene? Chiedo consulto ad un altro? Ne ho girati talemente tanti che ormani non ho più voglia di cambiare. Alcuni mi dicono che ho l'ansia perchè non ho fiducia nel medico.Adesso sopno 2 anni che vado dallo stesso medico e dallo stesso psicologo e sono quasi al punto di partenza.

[#53] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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come dicevo il percorso mi sembra confuso. Prima si provano due terapie con ssri, poi si ritorna ad un dubbio diagnostico non ben chiaro, nel senso che non si vede se c'e' qualcosa, perche' la tac non e' un oracolo, si verificano delle ipotesi che piu' o meno si sono pensate.
Non e pero' che la non risposta a due ssri significhi che si debba reiniziare con il percorso diagnostico, ci sono altri medicinali di altre classi e soprattutto una diagnosi da porre.\

Le consiglierei di rivolgersi a uno psichiatra.
Dr.Matteo Pacini
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[#54] dopo  
Utente 798XXX

Alla fine mi sono fatto fare la tac su prescrizione del mio neurologo, niente,
tutto ok.Secondo lui, visti i miei sintomi, il medicinale corretto sarebbe il laroxyl ma siccome non lo tollero in accordo con lo psichiatra mi hanno dato il daparox.
Su loro indicazione (ormai sono un team) ho cominciato oggi con una singola
goccia.

Possibile che una sola goccia di daparox mi porti ad una secchezza della gola,
mal di testa, intontimento, svuotato dentro..... mi sento come depresso (anche se è una esagerazione).

Ho subito telefonato al neurologo dove vado (è uno dei massimi luminari di
BO) dice che con un fisico di 80 kg è impossibile che una goccia faccia
questo effetto.

Ma io ho qs sensazione.

E' possibile?

Grazie mille

[#55] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Le ho risposto in privato e noto ora che il testo è uguale. Le raccomando una cosa, non mandi in copia all'indirizzo mail le stesse cose che posta qui. Le rispondo qui e anche via mail secondo la disponibilità, quindi non è necessario né ha senso inviarmi consulti per posta personale, anche perché così facendo si interrompe la continuità e la compiutezza di un consulto pubblico.
Dr.Matteo Pacini
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[#56] dopo  
Utente 798XXX

Sono arrivato a 10 gocce di daparox. Ho un mal di testa martellante. Ho preso anche uno xanax per fermarlo ma non passa. La PSI mi ha detto di resistere una settimana che dovrebbe migliorare. Forse. Esperienze al riguardo? Grazie

[#57] dopo  
Utente 798XXX

Oggi sono 7 gg che prendo 10 gocce di daparox. L'ansia mi è molto aumentata così come il mal di testa. Male allo stomaco e sudorazione. Ho fatto un bel salto nel passato. Debbo dire che l'ansia non mi è mai passata quindi ho deciso assieme alla psichiatra di private un altro Ssri. Dopo una settimana a 10 gocce ho i sintomi descritti e la psichiatra mi ha detto che le cose non stanno andando nel verso giusto e che mi consiglia una visita al centro cefalee. Secondo lei il mio mal di testa dovrebbe essere già calato. Io mi sono letto tutti i suoi post sia sul mio caso che su atri. Un tutti c'è scritto che per verificare gli effetti di un Ssri che mi sembra il medicinale di elezione nel mio caso occorrono almeno 1 mese con la dose piena. Alcune volte il dott pacini è anche abbastanza duro nel ribadirlo. Letto questo ho detto alla mia psichiatra se non sia il caso di insistere che nonostante tutto ho passato una settimana brutta ma ormai che ero arrivato qua almeno 2/3 settimane potevo resistere. Magari utilizzando un po' più di xanax. Ma lei mi ha detto che era sicura che la cosa giusta è calare e andare in un centro cefalee.
Grazie per il consulto

[#58] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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L'esperienza media a riguardo è che dopo due settimane di possibili peggioramenti e effetti collaterali di solito le cose migliorano. Chi tollera male il farmaco lo inizia piano, perché sono le prime dosi a essere peggio tollerate, quindi anche con menod i 10 gocce per poi salire gradualmente.

Calare lo xanax adesso mi sembra prematuro, ancora non sta bene, forse cambiare tranquillante per darle più sollievo.

In ogni caso non è possibile dare indicazioni su dosi e modi della terapia, questo deve farlo direttamente con la sua psichiatra.
Dr.Matteo Pacini
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[#59] dopo  
Utente 798XXX

Ho parlato con il mio psichiatra e gli ho detto che avrei voluto proseguire ma lui mi ha detto che gli Ssri non fanno passare il mal di testa e che era inutile continuare. Mi ha prescritto il rivotril. Ovviamente ho ancora un'ansia pazzesca. Ma può essere che non posso usare gli Ssri che dovrebbero essere il gruppo di farmaci adatto? Io sono totalmente sfinito e sfiduciato. Ma si può avere un parere univoco?

[#60] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gli SSRI sono efficaci su diversi sintomi dolorosi, non nell'immediato, anzi può esserci il mal di testa come effetto iniziale, per tutta la categoria.

Non tollerare una classe di farmaci è possibilissimo. La regola sarebbe iniziare con poco, salire piano, arrivare alla massima dose tollerata possibilmente che sia ua dose mediamente terapeutica.

In ogni caso per depressione e disturbi d'ansia gli ssri non sono l'unica categoria disponibile.
Dr.Matteo Pacini
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[#61] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gli SSRI sono efficaci su diversi sintomi dolorosi, non nell'immediato, anzi può esserci il mal di testa come effetto iniziale, per tutta la categoria.

Non tollerare una classe di farmaci è possibilissimo. La regola sarebbe iniziare con poco, salire piano, arrivare alla massima dose tollerata possibilmente che sia ua dose mediamente terapeutica.

In ogni caso per depressione e disturbi d'ansia gli ssri non sono l'unica categoria disponibile.
Dr.Matteo Pacini
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[#62] dopo  
Utente 798XXX

Proverò con il rivotril ma nonostante non volessi cambiare nuovamente psichiatra ho l'impressione che lo faró di nuovo.
Grazie

[#63] dopo  
Utente 798XXX

Eccomi di nuovo qui presente dopo l'ennesimo consulto. Questa volta sono andato da uno psichiatra di Pisa ma che riceve anche a Bologna. Mi hanno consigliato lui in quanto luminare nel campo. Vista la parcella spero che sia vero. Dopo aver fatto un colloquio approfondito con una assistente ho parlato con lui. Mi è sembrato molto preparato nella sua materia anche se un po' scarso in psicologia. Per sua stessa ammissione. Mi ha detto che sono sempre in attesa di un eventuale attacco di panico che in effetti non arriva e che ho paura dei farmaci. Detto questo mi ha prescritto l'esame del sangue e dopo aver verificato che andasse tinto bene cominciare x 10 gg dapakin chrino solo 150 mg la sera per poi iniziare cymbalta nella dose starter. Intanto continuare a prendere 0,25 di rivotril. Per poi toglierlo in quanto contrario alle bdz. Ora dopo una settimana di dapakin sono completamente stremato. Mi é peggiorato il mal di testa e mi sento in uno stato comatoso. Sempre stanco e senza voglia di alzarmi. Posto che con sola mezza pasticca di rivotril avevo sempre mal di testa adesso mi è aumentato e sono sempre stanco. È normale? Quanto tempo deve passare prima che mi passi l'effetto rinciglionimento?

[#64] dopo  
Utente 798XXX

ma non c'è più nessuno? finiti i consulti?

[#65] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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In primo luogo non solleciti i consulti.

Ha appena consultato un nuovo psichiatra, a cui quindi può rivolgersi direttamente per ottenere semplici indicazioni sui tempi.
Mi sembrano fuori luogo le sue valutazioni (scarso in psicologia etc, non si capisce cosa significhi ed è probabile che il medico lo abbia detto ironicamente) o i giudizi su parcelle che può sapere prima.

L'atteggiamento di giudicare subito le cose è spesso controproducente. Non sempre discutere e dare spazio alle opinioni o alla discussione con il paziente è funzionale alla cura.
Dr.Matteo Pacini
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[#66] dopo  
Utente 798XXX

Dott pacini, io faccio una fatica enorme a capirla. Utilizza uno strumento meraviglioso per aiutare gli altri e penso che impegni parte del suo tempo per rispondere a tutti i quesiti. Questo presuppone che lei sia una buona persona, altruista e con una serie di valori importanti. Poi da delle risposte come se fosse un semi Dio con tutte le verità in tasca. Questo è un sito nato per dare dei consulti quindi uno si aspetta quello. Io posso dire tranquillamente che uno psichiatra è scarso in psicologia perché non è il suo mestiere e perché magari non ha letto tanti libri quanti ne ho letti io. Io ho fatto anche il corso da Counselor e le posso dire che si studia tanto, ma tanto. Quindi posso benissimo dire che lo psichiatra al quale mi sono rivolto ha dei rudimenti di psicologia ci sono psicologi molto più preparati. È un mio parere e dovrebbe essere accettato per quello che è. Si legga un po' Roger e l'accettazione incondizionata del cliente. È la base della psicologia moderna. Per quanto riguarda la parcella io la posso criticare anche se sapevo in anticipo quanto era. Per lei un medico va preso acriticamente come nella preistoria. Allora prescriva dei salassi e usi il frustino. A me sembra fuori luogo che lei continui a pensare che qualsiasi così pensi lei è corretta e qualsiasi così pensi un paziente possa essere messa in discussione. Mi piacerebbe veramente parlare senza i gradi sulle spalle. Lei è un dottore, magari anche bravissimo. Questo non fa di lei una persona che debba mettere delle etichette su tutto e tutti. Mi stia bene.

[#67] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

"Poi da delle risposte come se fosse un semi Dio con tutte le verità in tasca. "

Il problema è che quest'impressione potrebbe invece darla Lei. Io cerco di risponderLe per poter esserLe utile nel suo percorso di ricerca di una soluzione.

"Si legga un po' Roger etc etc". Un modo di porsi decisamente arrogante da parte sua.

"magari non ha letto tanti libri quanti ne ho letti io". Idem, ma poi che cosa c'entra.

Il problema è che la visita non è un confronto culturale, Lei la pone così perché cerca un confronto culturale forse, ma non è questo che le serve. Le serve una cura. Lo psichiatra deve aver visto pazienti, conoscere le tecniche mediche e capire come si giunge a dare un giudizio di efficacia su una cura, cosa è utile e soprattutto cosa non è utile fare.

Le etichette si mettono per operare, non per declamare verità, ma l'unico che sembra avere delle certezze, tipo di valere più del medico che consulta, è Lei. Nessuno le chiede, come paziente, di confrontarsi culturalmente con il suo medico o di giudicarlo in base ai libri che Lei pensa che abbia o non abbia letto.


Dr.Matteo Pacini
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[#68] dopo  
Utente 798XXX

Io le ho fatto una critica costruttiva e non distruttiva. Se la vuole accettare bene, altrimenti fa lo stesso. Per quanto riguarda la medicina, oggi sono al terzo giorno di cymbalta e ho tremori e un po' di vomito. Speriamo che passi in fretta. Di solito quanto ci mette a fare effetto? Gli effetti collaterali potrebbero aumentare o solo diminuire? Nella norma

[#69] dopo  
Utente 798XXX

Buon anno!! Oggi è il mio decimo giorno con cymbalta. Le cose sembrano leggermente migliorate anche se sento sempre una certa eccitazione. Come se la pelle bruciasse. La dose prescritta eè sempre 30 mg. So che non è quella minima consigliata ma la starter. Comunque ho appuntamento il 9 con lo psichiatra e vedrà lui che fare. Dalla vostra esperienza gli effetti collaterali potrebbero peggiorare o il più è fatto?

[#70] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Non mi ha fatto alcuna critica costruttiva, soltanto un atteggiamento supponente e che non ha niente a che vedere con il suo consulto. Se sta bene a Lei, a me no.

Ritornando al consulto, dopo dieci giorni di un farmaco per questa indicazione, non è fatto né il meno né il più. I tempi per giudicare l'efficacia di un farmaco sono di circa un mese, e la dose media efficace ancora non è stata comuque raggiunta.
Dr.Matteo Pacini
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[#71] dopo  
Utente 798XXX

Oggi sono stato alla visita di controllo e le cose sembrano procedere un pò in distonia da quanto pensavo e non come avevo immaginato.
Siccome il cymbalta mi ha messo un pò di agitazione lo psichiatra ha deciso di non alzarlo a 60 come dovrebbe essere ma di continuare con 30 e aumentare il dapakin a 300. Mi ha detto che il dapakin pur essendo un antiepilettico ha anche una efficacia sull'ansia e che bisognerebbe aumentarlo fino a 500 almeno per verificare la sua efficacia. Per il rivotril lui è molto contrario in quanto da assuefazione e dipendenza e vorrebbe toglierlo piano piano, ma prima possibile.

Oggi salgo a 300 di dapakin.

Mi sono dimenticato di chiedere una cosa, ho letto, magari è l'ennesima bufala che con dapakin potrebbero esserci problemi con il seme, cioè potrebbe nascere un figlio con dei problemi? visto che io ci sto provando mi sa dire se è vero o no?

Grazie mille

[#72] dopo  
Utente 798XXX

Oggi sono andato al ristorante e ho cominciato a sentire il corpo caldo e in fiamme, poi ho sudato molto. dopo mi sono calmato è tutto è tornato normale. può essere un effetto del dapakin a 300 mg o del cymbalta? prima delle medicine in queste situazioni mi veniva sempre un forte mal di testa ma mai sudori freddi.

Grazie

[#73] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Può essere un effetto dell'interazione tra il suo disturbo e il medicinale (più probabile cymbalta) nelle prime settimane.
Dr.Matteo Pacini
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[#74] dopo  
Utente 798XXX

Premetto che oggi sono 4 settimane che prendo 30mg di cymbalta e che dal 9 gennaio prendo 300 mg di depakin + la solita mezza pasticca la mattina di rivotril (praticamente 0.25 mg)

Oggi mentre stavo prenotando un volo aereo (che mi mette un pò di ansia) ho cominciato ad avere gli stessi sintomi dell'11 gennaio al ristorante. Corpo in fiamme e sudorazione. Come dicevo prima dei medicinali questo non mi accadeva. In queste situazioni mi veniva un mal di testa terribile ma non avevo questi sudori freddi.

I sintomi che ancora oggi ho sono: senso di intontimento e sonno (soprattutto la mattina) e fiato corto (anche questa una new entry).

Possibile che il cymbalta mi faccia ancora questo effetto dopo 4 settimane?

Io i sudori freddi non li ho mai avuti!!!!


[#75] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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30 mg sono una dose mediamente inefficace. Non è strano che con un farmaco i sintomi cambino, o che semplicemente siano effetti collaterali del farmaco (in questo caso stabili, non tanto a crisi), però restare su dosi inefficaci dopo un mese non ha molto senso.
Dr.Matteo Pacini
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[#76] dopo  
Utente 798XXX

Grazie mille. Martedì prossimo ho appuntamento telefonico con lo psichiatra e da quel che ho capito vorrebbe alzare depakin a 450. E poi continuare ad alzarlo fino a 1000 col tempo. L'ultima volta mi sembrava quasi intenzionato a togliere cymbalta xchè è troppo energizzante per me. Vediamo che dice. La sua esperienza clinica dovrebbe essere una garanzia cosi come la vostra scuola. Pare essere la migliore in Italia. Incrocio le dita.
Grazie ancora per la risposta.

[#77] dopo  
Utente 798XXX

Eccomi qua di nuovo a chiedere un consulto.
Martedì ho chiamato lo psichiatra il quale ha cambiato idea sulla precedente ipotesi e siccome ho avuto molto sonno ha pensato che depakin a 300 può bastare e ha aumentato a 60 mg il cymbalta, mantenendo mezza pasticca di rivotril.
Adesso dopo una settimana ho ancora mal di testa anche se un pò meno di prima, mal di pancia, più di prima e un leggero aumento dell'ansia.
So che bisogna attendere 2/4 settimane almeno per verificare se l'aumento di cymbalta fa effetto ma siccome devo prendere l'aereo settimana prossima mi chiedevo se dopo una settimana potrei avere un ulteriore peggioramento o se è più probabile un leggero miglioramento. Lo so che è molto difficile prevederlo ma mi piacerebbe sapere se statisticamente è più successo che dopo una settimana a 60 calano o aumentano gli effetti collaterali.
Grazie mille e scusate per la domanda un pò stupida.

[#78] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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"So che bisogna attendere 2/4 settimane almeno per verificare se l'aumento di cymbalta fa effetto ma siccome devo prendere l'aereo settimana prossima mi chiedevo se dopo una settimana potrei avere un ulteriore peggioramento o se è più probabile un leggero miglioramento"

Nessuno può darle una risposta del genere. Una risposta statistica non le è di nessuna utilità. Questo tipo di domande sono sintomatiche dell'ansia più che avere un senso preciso.
Dr.Matteo Pacini
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[#79] dopo  
Utente 798XXX

Dopo 4 mesi di 60mg di cymbalta, mezza pasticca di rivotril e mezza di depakin continuo ad avere un mal di testa martellante dalla mattina appena mi alzo.
Riesco ormai a fare tutto ma il mal di testa non mi abbandona mai, cresce, scende, cala, si alza ma non va via...
Lo psicologo mi ha liquidato dicendomi che abbiamo approfondito tutto lo scibile della mente umana e che adesso sono in grado di procedere da solo.
Secondo lui non ho più l'ansia ma un mal di testa che mi deriva da qualcosa non ben identificato.
Lo psichiatra mi ha detto che debbo sopportare e prima o poi passerà.
Al massimo posso fare una prova con cymbalta 90mg ma non crede che possa funzionare, debbo solo accettare il dolore e quando l'avrò accettato mi passerà

Possibile che non ci sia una via di uscita?

[#80] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Lo psicologo sarebbe lo psichiatra ? (parlando di cause del mal di testa presumevo di sì ma non è chiaro).

La cura quindi sta funzionando per tutto, ma è comparso un mal di testa che prima non c'era. Non è un effetto iniziale perché sono passati 4 mesi. Non vedo particolari ragioni per non fare prove di dosaggio dei medicinali di contorno (depakin e rivotril) Prevedeva di alzarlo fino a 1000 ma non è stato fatto se ho ben capito (mezza di depakin da 300 ?)
Dr.Matteo Pacini
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[#81] dopo  
Utente 798XXX

Io per non lasciare nulla di intentato mi sono rivolto ad uno dei migliori psicologi di Bologna e ad uno dei migliori psichiatri che viene da fuori Bologna.

Lo psicologo mi ha parlato del mal di testa perchè analizza il rapporto mente-corpo quindi ipotizzava che le cose fossero collegate, ora non più di tanto. Dice che secondo lui l'ansia non fa più parte di me e che il mal di testa si è cronicizzato.

Il mal di testa c'è sempre stato, si è un pò affievolito dopo aver preso i farmaci ma è molto molto fastidioso, quasi insopportabile. Molto irritante.

Mi passa solo quando bevo il caffè o alcolici.

Lo psichiatra è contro le bdz xchè dice che creano assuefazione e dipendenza.
Non vuole assolutamente alzare il rivotril ma vorrebbe fare l'inverso

Per quanto riguarda il depakin ne prendo effettivamente 150 (mezza da 300)

Lui dice di continuare così x un altro pò, ma come dice lei sono 4 mesi, penso che tutto l'effetto di quello che prendo dovrebbe essere già al massimo.

[#82] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Non esiste nessun rapporto mente-corpo, il cervello è parte del corpo è la mente è una delle funzioni del corpo, il cui organo di riferimento è il cervello. Non è che c'è il fisico da una parte e il mentale da un'altra, è una distinzione priva di significato biologico.

Il mal di testa c'era già, quindi non è una questione necessariamente inerente la cura e il disturbo psichiatrico.

Quindi questo aspetto potrebbe non essere di pertinenza di nessuno dei due, tutt'al più alcuni di questi medicinali sono utili anche nel mal di testa, indipendentemente dal fatto che si manifesti nel contesto di un distubo psichiatrico o meno.
Dr.Matteo Pacini
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