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Daparox cura non soddisfacente..

Salve a tutti e grazie per l'oppurtunità che mi date.Arrivo subito al dunque da circa 4 anni soffro di attacchi di panico + un senso di ansia generalizzato.Ho "solamente" 21 anni,e da due anni sono in cura con daparox.Il primo anno assumevo 1 pasticca al giorno,poi il secondo anno sono passato a 2 per 5 mesi,per poi scendere ed arrivare a quest'estate dove assumevo mezza pasticca al giorno.Il discorso è che da quando sono sceso a mezza pasticca al giorno sono tornato a sopravvivere più che a vivere,sono disperato.I sintomi che conosco purtroppo molto bene sia per averli vissuti sulla mia pelle,sia per interesse di studio(sono al 3 anno di psicologia) sono i classici associati a questo tipo di disturbo,paura di qualsiasi cosa,di morire,ecc ecc.Il problema è che negli ultimi mesi anche in assenza totale di situazioni stressanti di qualunque tipo sono in preda alla paura più totale,quasi mi riesce difficile uscire di casa...Queste ansia continua,con il cortisolo che va a go go nel mio organismo,mi sta comportando anche una dermatite sebboroica da stress,poi vari infortuni di tipo muscolare nell'attività sportiva che nonostante tutto provavo a svolgere.Ora mi ritrovo a 21 anni senza la forza di uscire da casa,con la sensazione di vivere imprigionato in un qui ed ora,sto perdendo amicizie,corsi universitari,interesse per tutto,e ho un tarlo che mi frulla in testa e mi comincia a spaventare ossia l'idea che non ce la farò mai a guarire e la rassegnazione a farla finita.La cosa che mi sconforta è che ho parlato con il mio psichiatra che mi ha detto due mesi fa quindi verso inizio settembre di aumentare la dose a una pasticca al giorno.Nonostante questo ho aspettato circa un mese e mezzo prima di ricontattarlo,dando così il giusto tempo al farmaco eventualmente di fare effetto,ed ho anche sperato che fosse il caldo dell'estate che come noto aumenta la predisposizione.Ma niente,le cose non sono cambiate e lui,che si vanta di essere il migliore in questo campo mi ha detto POSSO SOLO DIRTI DI CONTINUARE COSì!Ma come continuare così,questo non è un modo di curare una persona che sta male che da due mesi fa fatica ad uscire da casa!!Io confido in una vostra chiave di lettura e magari in qualche nuova via percorribile alla quale poi potrei rivolgermi,che poi potrei seguire abbandonando eventualmente questo psichiatra,che si vanta dei suoi successi,tralasciando tutti quelli che con la sua metodologia non sono guariti,così facendo si "ricorda" solo dei casi guariti.VERGOGNA!
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Dr. Giuseppe Nicolazzo Psichiatra, Psicoterapeuta 2,2k 80
Gentile utente,

la fiducia è la base del rapporto medico - paziente, se questa viene meno, come sembra da quanto afferma e nei toni che usa, allora forse è il caso di cambiare; detto questo, se la terapia attuale non ha prodotto risultati soddisfacenti va modificata e se lo psichiatra è d'accordo associata una psicoterapia,

Saluti

Dr G. Nicolazzo
Specialista in Psichiatria
Psicoterapeuta

[#2]
dopo
Utente
Utente
La ringrazio per la risposta in brevissimo tempo che mi ha dato.Sono d'accordossimo sul rapporto fiducia tra paziente-medico,il discorso è che se lui avesse ragione ossia che questa è la cura migliore che posso seguire e sto a queste condizioni,allora non ho speranze di guarire,o per lo meno di stare anche solo leggermente meglio.Quello che io voglio capire realisticamente è se un disturbo del mio tipo,con tutte i disturbi associati che comporta,non dico che sia guaribile,ma per lo meno gestibile.Vorrei solo un pò di chiarezza sotto questo punto di vista.Se qualcuno ha una riposta da dare.Conosco i miei limiti,sò per usare una metafora che la mia struttura non è perfetta,sò che servirà forse per sempre un supporto di qualche tipo,ma la struttura può stare in piedi o è destinata senza speranza al crollo?grazie per l'attenzione.
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Dr. Giuseppe Nicolazzo Psichiatra, Psicoterapeuta 2,2k 80
Gentile Utente,

la paura stessa di non guarire più fa parte del disturbo di base.

In generale i disturbi del tipo di cui è affetto lei si curano bene con sostanziale benessere del soggetto; ma bisogna considerare la cura un percorso fatto di impegno, collaborazione e all'inizio sicuramente qualche sacrificio e molta pazienza ed anche un buon medico che sappia il fatto suo, se questi aspetti sono presenti si è già a metà strada,

Saluti

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