Utente 448XXX
Gentilissimi dottori,
poco più di un mese fa, in seguito a un grosso spavento (paura di soffocare col cibo), è iniziato il mio calvario. Per un paio di settimane mi sono nutrita esclusivamente di cibi liquidi e successivamente ho tentato di ricominciare ad assumere solidi (essenzialmente pasta). Sono letteralmente ossessionata dall'idea che l'episodio si ripeta, che possa soffocare col cibo. A volte, la paura diventa tale che non riesco nemmeno a bere. Normalmente, la paura è più forte di giorno che di sera e, dopo aver finito di mangiare, vengo regolarmente colta da veri e propri attacchi di panico. Le visite mediche non hanno evidenziato niente, a parte una gastrite nervosa per la quale mi è stato prescritto un gastro-protettore. Ho deciso di consultare uno psichiatra/psicoterapeuta, ma il mio timore è di venire imbottita di psicofarmaci e antidepressivi e diventarne dipendente.

[#1]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente,

mi dispiace molto, che una persona giovane, possa affermare che si venga imbottiti di psicofarmaci.
Poco fa ho terminato di rispondere ad un'altra utente sullo stesso argomento.

Questo luogo comune deve essere sfatato in quanto, l'alternativa non e' altro che tenersi i propri disturbi.

Lei per lo stomaco ha preso il gastroprotettore o si e' sentita imbottita e dipendente?
Lo stesso avviene per la depressione o altro disturbo psichico per il quale, dopo la opportuna valutazione psichiatrica, si possono prendere in conderazione numerose alternative tra cui anche la farmacoterapia.

Cordiali Saluti
Dr. F.S. Ruggiero

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[#2]  
Dr. Stefano Garbolino

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Gentile utente,
sono totalmente in accordo con il collega: essere curati adeguatamente con le corrette terapie (psicofarmacologiche e psicologiche) è un dovere del medico ed un diritto del paziente!
Si affidi ad uno psichiatra di fiducia.
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[#3]  
Dr. Vito Fabio Paternò

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Gentile utente,
capisco che esistano ancora diversi preconcetti sulla nostra attività, ma consultando uno psichiatra vedrà che così cattivi non siamo, e non abbiamo nessuna voglia di riempire di farmaci nessuno.
Certo è che, se la Sua situazione lo richiederà, qualcuno di noi Le consiglierà un farmaco da assumere, ma lo farà allo stesso modo del Cardiologo per l'Ipertensione o del Ginecologo per una cistite, etc.
Non abbia paura quindi a vedere uno Psichiatra e auguri per la Sua salute.

Cordialmente.
Dott. Vito Fabio Paternò

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[#4] dopo  
Utente 448XXX

Gentili dottori,
vi ringrazio per le vostre risposte.
In seguito a una visita specialistica, ho iniziato ieri sera una cura farmacologica a base di Alprazolam con un dosaggio leggero (5 gocce x 3 volte al giorno) e mi auguro di averne quanto prima dei benefici. Il medico mi ha comunque detto che avvertirò dei miglioramenti significativi non prima di 10 giorni di terapia. Credete che per i miei disturbi di ansia, sia una cura adeguata?

[#5]  
Dr. Vito Fabio Paternò

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Gentile utente,
credo che la cura che Le è stata prescritta non sia adeguata per la risoluzione del problema. Infatti le è stato prescritto un ansiolitico che non cura il Suo disturbo, ma attenua lo stato d'ansia solo "momentaneamente" e, una volta svanito l'effetto, Lei vedrà ricomparire tutta la Sua sintomatologia. Inoltre non capisco perchè Le abbiano detto che vedrà dei benefici tra 10 giorni, un ansiolitico dà un breve effetto ma lo fa nell'immediato non servono di certo 10 giorni.
Mi sembra strano che non Le abbiano consigliato l'utilizzo di un antidepressivo (per esempio della categoria degli SSRI) per potere contrastare i suoi disturbi.

Comunque stia in guardia da chi l'ha visitata.

Cordialmente.
Dott. Vito Fabio Paternò

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[#6]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente,

purtroppo mi chiedo sempre da quale specialista possa essere mai andata per ottenere una prescrizione cosi' sbagliata.....

Sarebbe opportuno consultare un altro specialista.

Cordiali Saluti
Dr. F.S. Ruggiero

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[#7] dopo  
Utente 448XXX

Gentili dottori,
continuo a ringraziarvi per le vostre sollecite risposte.
Il primo specialista consultato (neurologo) mi era stato consigliato dal mio medico di base. Torno adesso da una visita con uno psichiatra consigliatomi invece da un'amica che ha sofferto in passato di disturbi di ansia e attacchi di panico che ha associato all'Alzopram (senza cambiare le dosi) anche il Sereupin. Posso stare più tranquilla adesso secondo voi? Credete che questa tarapia sia adeguata e possa offrire risultati?

[#8]  
Dr. Daniel Bulla

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gentile utente,
lei riporta nero su bianco un timore molto diffuso, relativo al cosidetto "imbottire di farmaci".

Essendo Psicologo e non Psichiatra non entro in merito alla farmacologia, ma il mio lavoro sovente si concentra attorno ad obiettivi condivisi da me e dallo psichiatra, e nello specifico io mi occupo di sfatare questi miti derivanti da un retaggio culturale negativo rispetto alle malattie mentali, aiutando i pazienti a gestire al meglio il rapporto con i farmaci e con le cure in genere

Quello che la gente spesso non sa è che:

1) le persone arrivano in cura "con l'acqua alla gola", per cui capita che lo Psichiatra sia costretto a prescrivere dosaggi importanti proprio per ripristinare la situazione d'emergenza

2) la prescrizione non è una cosa statica, bensì dovrebbe essere un processo dinamico, proprio perchè l'equilibrio della persona cambia nel tempo, soprattutto nelle situazioni di emergenza; moltissimi pazienti, invece, non richiamano più lo psichiatra, vanno avanti per moltissimo tempo con una terapia magari prescritta in fase iniziale e...

3) ...spesso non vedendo effetti "immediati" ricorrono all'AUTO-TERAPIA, al fai date insomma, facendo molta confusione tra farmaci e dosaggi, e andando purtroppo incontro a fenomeni spiacevoli come dipendenze, stordimenti, ecc.

4) molte persone "mutuano" la terapia dell'amica, della parente, ecc perchè "per lei ha funzionato!"

Certamente vi sono anche professionisti che, come abbiamo visto nel Suo caso, magari non trovano subito la cura più adatta.
Il cervello umano è molto complesso, non è detto che la stessa molecola dia effetti benefici a persone con disturbi simili, per questo il lavoro dello Psichiatra è davvero molto difficile.

Personalmente io e il mio Psichiatra di riferimento collaboriamo strettamente nel tentativo di aiutare i nostri pazienti, e per ora non mi è mai capitato di vedere pazienti "imbottiti" di farmaci o dipendenti da essi per anni. Però la regola d'oro, a mio avviso, è quella più volte ricordata in questo forum: associare al lavoro dello Psichiatra l'aiuto dello Psicologo permette di ottenere i migliori risultati.

Quelli che auguro anche a Lei

Daniel Bulla

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[#9]  
Dr. Vito Fabio Paternò

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Gentile utente,
adesso ci siamo! Concordo con la terapia prescrittale dal collega Psichiatra e, con mio grande sollievo, ho visto che il primo medico che Le aveva prescritto quella cura "inutile" non era uno Psichiatra!

Cordialmente

Dott. Vito Fabio Paternò
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