Utente 185XXX
Buongiorno,
da 8 anni sono in cura con xanax e da 4 con xanax e entact per attacchi di panico associati a depressione. Dopo aver ottenuto dei buoni risultati solo con i farmaci, circa un mese fa ho deciso di rivolgermi ad uno psichiatra e psicoterapeuta per provvedere alla riduzione degli stessi e al contempo sciogliere i nodi irrisolti, che mi hanno provocato questi disturbi, attraverso una psicoterapia. Il dosaggio di xanax che prendevo era di 20 gocce 2 volte al giorno, quello di entact 10mg. Da circa 15 gg, su indicazione del medico, sto diminuendo lo xanax (non l'entact) al ritmo di una goccia in meno ogni 2 giorni. Fino a qualche giorno fa tutto bene, ma ora che sono a metà del dosaggio abituale mi sento strana, ho un senso di vertigine perenne e nausea. Mi domando se queste sensazioni possono essere associate alla riduzione del farmaco o piuttosto ad altre cause, magari un malanno fisico. Il medico mi aveva rassicurata sul fatto che il farmaco forte è l'entact, e lo xanax, al monento attuale, è praticamente privo di efficacia. Per cui se lo si elimina gli eventuali effetti collaterali sono riconducibili ad una sorta di crisi d'astinenza e non al ripresentarsi dei sintomi. In buona sostanza dovrei star bene solo con l'entact. Ma questa vertigine degli ultimi giorni mi preoccupa!

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

ci sono almeno due fraintendimenti.

1) la psicoterapia non serve a ridurre i farmaci sostituendosi alla funzione che fanno. La psicoterapia se mai serve per curare alcuni disturbi, e spesso funziona meglio se associata ai farmaci, non se associata ai farmaci per poi togliere questi ultimi.

2) il disturbo di panico per quanto se ne sa non deriva da nessun nodo irrisolto, è un disturbo geneticamente trasmissibile seppur in maniera incompleta, ha alcuni eventi scatenanti ma non necessariamente di tipo traumatico.

L'unica cosa modificabile nella cura in effetti è lo xanax, che non si capisce perché da anni sia stato mantenuto, visto che solitamente dopo la risposta si procede ad una graduale riduzione.

I sintomi da riduzione sono ovviamente possibili, ma non sono quelli ad indicare di per sé una ricaduta o che la malattia è sempre attiva.

Non è buona norma ridurre i due tipi di farmaci contemporaneamente, di solito si riduce prima l'ansiolitico senza modificare la dos del farmaco antipanico di fondo, che è entact in questo caso.
Così facendo sembra semplicemente che si voglia ad un certo punto togliere le medicine non si sa perché con l'idea di passare ad una terapia "profonda" che consenta di fare a meno di farmaci e di capire di più.

Tutto ciò non ha senso tecnicamente e neacnhe teoricamente rispetto alla sua diagnosi.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#2]  
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ci sono almeno due fraintendimenti.

1) la psicoterapia non serve a ridurre i farmaci sostituendosi alla funzione che fanno. La psicoterapia se mai serve per curare alcuni disturbi, e spesso funziona meglio se associata ai farmaci, non se associata ai farmaci per poi togliere questi ultimi.

2) il disturbo di panico per quanto se ne sa non deriva da nessun nodo irrisolto, è un disturbo geneticamente trasmissibile seppur in maniera incompleta, ha alcuni eventi scatenanti ma non necessariamente di tipo traumatico.

L'unica cosa modificabile nella cura in effetti è lo xanax, che non si capisce perché da anni sia stato mantenuto, visto che solitamente dopo la risposta si procede ad una graduale riduzione.

I sintomi da riduzione sono ovviamente possibili, ma non sono quelli ad indicare di per sé una ricaduta o che la malattia è sempre attiva.

Non è buona norma ridurre i due tipi di farmaci contemporaneamente, di solito si riduce prima l'ansiolitico senza modificare la dos del farmaco antipanico di fondo, che è entact in questo caso.
Così facendo sembra semplicemente che si voglia ad un certo punto togliere le medicine non si sa perché con l'idea di passare ad una terapia "profonda" che consenta di fare a meno di farmaci e di capire di più.

Tutto ciò non ha senso tecnicamente e neacnhe teoricamente rispetto alla sua diagnosi.
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[#3] dopo  
Utente 185XXX

La rigrazio Dottor Pacini per la risposta.
Le chiarisco i fraintendimenti: l'entact (in associazione allo xanax che già assumenvo) mi è stato prescritto dalla psichiatra dell'ospedale 4 anni fa. Non ero in cura da nessuno psichiatra stabilemnte, nel momento in cui l'entact ha fatto effetto io stavo davvero molto bene e non ho ritenuto necessario farmi vedere nuovamente da uno specialista. Per questo motivo ho continuato ad utilizzare entrambi i farmaci, non sapevo che "secondo la prassi" lo xanax andava eliminato e dal canto suo il medico di base ha continuato a prescrivermi entrambi per anni senza dirmi niente!
Ho deciso di farmi nuovamente visitare da uno psichiatra (che è anche psicotarapeuta) fondamentalemente per ridurre i farmaci nel limite del possibile. Volevo proprio sbarazzarmi dello xanax, dal quale sentivo di avere una forte dipendenza, anche in vista di una possibile futura gravidanza. Non credo nemmeno io che la psicoterapia possa sostituire i farmaci, credo però che possa essere molto utile per chi dei farmaci ha bisogno! Penso che le due cose siano strettamente connesse e insieme diano i migliori risultati.
L'entact, come già scritto nella mia precedente mail, non lo sto riducendo, sto levando unicamente lo xanax. Volevo solo capire se i giramenti di testa che provo in questi giorni possono essere ricondotti alla graduale sospensione dell'ansiolitico o ad altro.. magari la primavera! Scherzi a parte, faccio fatica ad essere obbiettiva riguardo i miei stati fisici, quando stavo molto male per gli attacchi di panico credevo di avere tutte le malattie di questo mondo...

[#4]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Se i farmaci possono essere ridotti non si stabilisce a priori, è semplicemente una mossa che si giudicherà in base al risultato dopo un po'.
Lo xanax induce assuefazione e un certo legame, ma il procedimento di disassuefazione è semplice.

Se non ha avuto una risposta completa, rimane da valutare perché e quale tecnica psicoterapica può essere utile su quale risultato.

Tenevo però a precisare che la funzione della psicoterapia non è quella di sostituire o agevolare la sospensione del farmaco.
Dr.Matteo Pacini
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