Utente 236XXX
Ripeto, Quali farmaci hanno funzioni simili al seroquel e al depakin, ma non fanno ingrassare e hanno effetti collaterali meno pericolosi?

A me fanno prendere 200 mg a testa per ''disturbo della personalità'' in quanto mi hanno diagnosticato questa cosa dopo episodi in cui sono stato piuttosto agitato, ma mai particolarmente da avere problemi seri.

Mi chiedevo se esistessero farmaci che potessero avere la stessa funzione per quanto riguarda il mio problema, perchè mi sono stancato di pesare 10 / 15 kg in più rispetto al mio peso forma, però è ovvio che se altri farmaci possono portarmi a effetti collaterali ben più gravi allora capisco che sarebbe meglio mantenere questa terapia. Vorrei avere informazioni a riguardo per avere più consapevolezza, dal momento che non mi hanno mai voluto spiegare gli effetti collaterali degli altri farmaci che in teoria potrei prendere.

Ringrazio anticipatamente chiunque possa aiutarmi a trovare una risposta.

[#1]  
Dr. Alex Aleksey Gukov

Referente scientifico Referente Scientifico
28% attività
20% attualità
20% socialità
()

Rank MI+ 68
Iscritto dal 2010
Gentile utente,
Depakin e Seroquel hanno una marea di funzioni (in ciascuna malattia e per ciascun individuo sono sfruttati solo alcuni di queste), per cui, parlare delle "funzioni simili" si può solo dal momento che è chiara la diagnosi (dunque i motivi e le aspettative dalla somministrazione dei farmaci). La diagnosi di "Disturbo di Personaità" accanto ad episodi di agitazione è una diagnosi troppo vaga, poco specifica dal punto di vista farmacologico. Basarsi su diagnosi aprossimative per la scelta di una strategia di farmaco-terapia è possibile a breve, ma non a lungo termine. Forse è arrivato il tempo per chiedere ai Suoi curanti una diagnosi più specifica.


Dr. Alex Aleksey Gukov


[#2] dopo  
Utente 236XXX

LO SO BENE IO, soltanto che i miei curanti non si sono mai spinti oltre a ''disturbo della personalità'' perchè effettivamente (e anche fortunatamente, grazie a Dio) io non ho problemi che mi abbiano dato disagi a lungo termine. Ma la terapia è rimasta sempre simile, da circa 3 anni e mezzo, anche se i dosaggi sono calati...

[#3]  
Dr. Alex Aleksey Gukov

Referente scientifico Referente Scientifico
28% attività
20% attualità
20% socialità
()

Rank MI+ 68
Iscritto dal 2010
Gentile utente,

penso che questa situazione con la diagnosi può essere condizionata almeno in parte anche dal Suo proprio atteggiamento che tende a minimizzare il problema. Lei scrive che in passato è stato piuttosto agitato,

"ma mai particolarmente da avere problemi seri" ;

e adesso:

"io non ho problemi che mi abbiano dato disagi a lungo termine".

Se Lei stesso è sicuro di non avere un problema degno di diagnosi, mi è difficile pensare che Lei stesso lo voglia sapere. Anzi, leggendo le Sue repliche in questa discussione e in quella precedente su questo sito, avverto che Lei possa essere una persona con la quale "bisogna stare attenti come si parla". E non escludo che questo "non spingersi oltre" una diagnosi di Disturbo di Personalità, senza nemmeno dire quale tipo di Personalità è (perché ce ne sono di diversi tipi) possa essere stato un accorgimento "cauto" dal punto di vista relazionale. Ovviamente, essere stato agitato "ma mai particolarmente da avere problemi seri" è in palese contradizione con la prescrizione degli psicofarmaci.

Dunque, anche se Lei probabilmente desidera, e io La capisco e Le auguro, di non avere ormai "problemi seri", è un preconcetto dal quale dobbiamo liberarsi per consentire agli altri di dirci la verità, qualsiasi questa sia.

Un'altra considerazione mi è venuta in mente rispetto alla farmaco-terapia. Lei scrive che i dosaggi sono calati. Nella discussione precedente scrive che precedentemente sono stati molto più alti. Dunque, potrebbe trattarsi dell'orientamento dei Suoi curanti verso una graduale sospensione della terapia? In tale caso non avrebbe senso pensare di sostituire gli attuali farmaci con gli altri. Questi farmaci sono stati provati nel Suo caso dal punto dell'efficacia clinica, Lei li conosce già, gli altri farmaci possono avrere un altro grado di efficacia (potendo alterare il quadro clinico) e gli altri effetti collaterali ai quali ci vorrà del tempo in più per abituarsi. Avrebbe più senso pensare a cambiare la cura se si programmasse di proseguirla a lngo termine.

Può sapere quale è il programma dei Suoi curanti dal punto di vista delle cure?
Logicamente, perché lo possano valutare, serve anche la valutazione diagnostica (e la Sua disponibilità di ricevere una diagnosi psichiatrica).

Dr. Alex Aleksey Gukov


[#4] dopo  
Utente 236XXX

La ringrazio della sua risposta, anche se non la condivido pienamente.
Il problema è che nessuno mi ha mai detto che le medicine sarebbero diminuite fino a non prenderle più, anche perchè, come lei ben saprà essendo un medico psichiatra, circa l'80% delle persone che incominciano a prendere queste medicine, poi sono costrette a farlo per tutta la vita.

Cordiali saluti.

[#5]  
Dr. Stefano Garbolino

Referente scientifico Referente Scientifico
36% attività
8% attualità
20% socialità
TORINO (TO)
TORRE PELLICE (TO)

Rank MI+ 64
Iscritto dal 2007
Gentile utente,

prendendo per buona la diagnosi indicata e considerata la sua giovane età, è stato ipotizzato anche un percorso psicoterapico?

Aggiungo inoltre che la sua ultima affermazione non è corretta: esistono problematiche psicopatologiche croniche (che forse necessitano di terapie continuative) ma esistono anche aspetti che possono essere risolti (con l'assenza di terapie psicofarmacologiche).
Cordialmente
www.psichiatriasessuologia.com