Utente 107XXX
Buonasera. Mi rivolgo al vostro sito per chiedere aiuto e consiglio sulle terapie da seguire per il malessere di mia figlia. Ha 32 anni e tutto è iniziato circa un anno e mezzo fa, pochi giorni prima di cominciare l’attività lavorativa a tempo indeterminato a seguito di superamento di concorso. Ha iniziato ad avere malessere al trapezio, zona occipitale del cranio e collo per forte contrazione muscolare. Siamo andati da vari specialisti che hanno diagnosticato una cefalea muscolo tensiva prescrivendo le gocce di EN al bisogno (ormai è un anno circa che le prende). Ha fatto la risonanza magnetica e non è risultata alcuna patologia critica; anche la radiografia alla colonna vertebrale e cranio ha escluso la cervicale. Ha seguito la fisioterapia, ha fatto massaggi dallo steopata, alcune sedute di ginnastica posturale e di tecniche di respirazione che, però, non hanno dato nessun risultato di rilievo.
Sta prendendo, da circa 2 settimane, i seguenti medicinali prescritti da uno psichiatra al quale ci siamo rivolti per l’aspetto ansioso che aggrava la tensione alle spalle ed al collo: Laroxil (15 g. la sera) e Elopram (10 g. al mattino),sempre insieme alle gocce di EN, ma, al momento, sembra senza giovamento. L’unico che momentaneamente sospende il dolore è EN che, però non è curativo.
A causa di questo malessere da un anno circa ha ridotto notevolmente le sue attività extralavorative, ha perso l’interesse nel mangiare riducendo gli alimenti, con conseguenza perdita consistente di peso.
Chiedo, pertanto, un parere e indicazioni su risolvere il caso.
Grazie

[#1]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente,

due settimane risultano essere un tempo troppo breve per la valutazione della terapia.
In ogni caso, è possibile utilizzare diverse altre strategie terapeutiche qualora i sintomi non migliorino nei tempi previsti dal trattamento.
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[#2] dopo  
Utente 107XXX

La ringrazio per la risposta dottore.
Diciamo che la 'malattia' ormai va avanti da un anno circa e nessuna cura è servita fin ora.
Purtroppo mia figlia sta dimagrendo sempre più (è alta 167 e pesa 44 kg), sta sempre a letto e continua a dire che è tutto dovuto a questo forte mal di testa che ha.
Dice che l'unica cosa che la fa stare bene è essere magra.
Noi non sappiamo più quale problema curare..il mal di testa, l'alimentazione...oramai è un intreccio di problematiche ed è difficile vederla così!
Cosa possiamo fare? stare a guardarla mentre si lascia morire è impossibile!
Ci aiuti...dove possiamo andare?pensa che la cura sia giusta?
La ringrazio dottore.

[#3]  
Dr. Piergiorgio Biondani

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Gentile utente,
capisco la preoccupazione per la situazione della figlia.Sembra infatti che le cose vadano complicandosi sempre più.
La cura che ha intrappreso necessita effettivamente di tempi un po' più lunghi di quelli da lei riferiti per esplicare tutta la sua attività positiva.
Penso comunque che andrebbe fatta una valutazione globale di tutti i sintomi da lei riferiti,non limitandosi al solo aspetto ansioso,da parte di uno specialista di vostra fiducia.Ciò potrebbe portare ad un inquadramentio diagnostico più preciso e vi permetterebbe di assumer i provvedimenti più efficaci.
Cordiali saluti
Piergiorgio Biondani
Dr. piergiorgio biondani

[#4] dopo  
Utente 107XXX

Grazie dottore per la sua risposta...noi ci siamo già recate in:
- centro cefalee (in cura ormai da 1 anno con EN)
- psicologa (in cura ormai da 1 anno)
- psichiatra (in cura da 1 mese)

Quale altro dottore specialista ci consiglia? quale può essere una figura professionale che può curare tutti questi mali insieme e che soprattutto può aiutarci e darci sostegno?

La ringrazio tantissimo perchè avere un riscontro per noi è importantissimo perchè non ci fa sentire 'soli' in questa lotta.
Grazie e buona Pasqua

[#5]  
Dr. Sergio Formentelli

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Gentile mamma,
mi permetto di intervenire limitatamente al problema della cefalea muscolo-tensiva che hanno diagnosticato a sua figlia su un aspetto che, finora, sembra non sia stato ancora considerato.
Fermo restando tutte le altre problematiche, il mal di testa e tutto il corteo di sintomi legati all'irrigidimento muscolare del trapezio e della nuca, diagnosticato come "cefalea tensiva", potrebbe essere invece secondario a problematiche di natura orale, come denti mancanti o protesi inadeguate, malocclusione e/o bruxismo (digrignamento o serramento dei denti fra loro).

Lo specialista di riferimento in grado di escludere questa possibile ipotesi (soprattutto il bruxismo, visto il forte periodo di stress di sua figlia all'esordio della problematica) è lo gnatologo.

Chi è questo gnatologo lo spiego nel link sottostante.
https://www.medicitalia.it/blog/gnatologia-clinica/439-lo-gnatologo-ma-chi-e-costui.html

Non so se il mal di testa è la problematica più grave di sua figlia.
Probabilmente no.
Ma dato che va avanti da troppo tempo con cure inefficaci, forse val la pena seguire questa ipotesi di lavoro che, se veritiera, dovrebbe portare sollievo in breve tempo, in modo da permettere di affrontare più serenamente gli altri aspetti della questione.
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[#6] dopo  
Utente 107XXX

La ringrazio per la risposta.
Purtroppo già siamo andati da un famoso gnatologo ma non ha individuato nessun problema.
Da chi possiamo recarci?
Qualcuno può aiutarci?
Grazie.

[#7]  
Dr. Sergio Formentelli

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La malocclusione è un problema comunemente rilevato da pressocché tutti gli gnatologi.
Non così il bruxismo, che si diagnostica, quasi sempre, dai suoi effetti sulla dentatura o sull'articolazione temporo-mandibolare.
Dopo diversi anni di malattia, in pratica.

Sul mio sito www.malocclusione.it l'argomento bruxismo è ampiamente trattato.

Penso che una seconda opinione gnatologica sia utile, prima di abbandonare l'ipotesi di lavoro.
Non sempre la "fama" è proporzionale all'attenzione verso il paziente.
Non posso fare nomi sul portale, essendo vietato dalle linee guida.
www.studioformentelli.it
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Implantologia (scuola italiana)

[#8]  
Dr. Alex Aleksey Gukov

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Gentile utente,
mi permetto di farLe alcune domande:

- che carattere di lavoro svolge la Sua figlia ? quale lavoro svolgeva prima ?

- quali sono stati i suoi interessi/ attività extralavorative ?

- nelle epoche precedenti ha mai presentato problematiche legate alla condotta alimentare, appetito ? (anche nel senso contrario)

- la Sua figlia ha avuto in passato episodi depressivi ?

- altri problemi di salute (psichica o fisica) della Sua figlia in passato ?

- problemi di salute (psichica o fisica) in famiglia (attuali e pregressi) ?

- che cosa ha determinato la decisione della Sua figlia di essere seguita da una psicologa ? è stata la decisione della Sua figlia ?
Dr. Alex Aleksey Gukov


[#9] dopo  
Utente 107XXX

Buonasera dottore,
cerco di rispondere nel modo più chiaro possibile alle sue domande:
- mia figlia svolge un'attività da impiegata. Non è un lavoro molto impegnativo ma qualsiasi cosa le viene chiesto, le procura agitazione e ansia..ha sempre paura di non essere all'altezza. E questo le porta stress e peggiora il suo mal di testa notevolmente.
- non ha mai avuto forti forti interessi oltre lo studio e il lavoro,ma le piaceva disegnare, andare al cinema, passeggiare,viaggiare..ora invece non fa più nulla di tutto questo. Si chiude sempre in stanza e, se non dorme, vede dei telefilm alla televisione.
- da piccola (fino a 3 anni) è sempre stato difficile farla mangiare, ma poi crescendo aveva un comportamento alimentare normale. Dopo i 18 anni ha perso un pò di peso seguendo un alimentazione però equilibrata. Era magra (52 kg), ma un piatto di pasta lo mangiava tranquillamente...poi da un anno a questa parte, ha eliminato sempre più alimenti e ora mangia solo 2 polpette al giorno.
- episodi depressivi li ha avuti verso i 15 anni a causa di un forte acne che ha avuto.Non voleva uscire di casa e avere contatti con i ragazzi della sua età.
- ha sofferto sempre di mal di testa x 2 anni quando stava finendo l'università (con l ultimo esame molto difficile),poi improvvisamente le è passato ma si era 'fissata' su dolori alla pancia, scomparsi anche quelli dopo 1 anno di durata.
- suo padre (mio marito) ha avuto un tumore allo stomaco circa 3 anni fa ed è stato operato. Ora sembra tutto risolto e ha ripreso una vita normale.
- e' stato il dottore del centro cefalee a consigliarle di unire alle gocce EN anche visite dalla psicologa,ma con scarsissimo risultato.

Per sua informazione, ha un ragazzo da molti anni,ma l'idea di andare a vivere con lui ora la spaventa e non ci ha mai provato nonostante il ragazzo vive da solo nella casa che avevano preparato insieme,da ormai 3 anni.
Grazie dottore...veramente di cuore!
la cura che lo psichiatra le ha dato (EN,Elopram,LAROXIL) è idonea? su cosa va ad agire?
Mi faccia sapere se necessita di ulteriori informazioni.

[#10]  
Dr. Alex Aleksey Gukov

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Gentile utente,
Lei chiede:
<<..la cura che lo psichiatra le ha dato (EN,Elopram,LAROXIL) è idonea?..>>

Nell'ipotesi, ad esempio, del disturbo depressivo, in linea di massima, è una cura che senz'altro può essere indicata, e, nel caso nel quale il problema è lo stato depressivo, due settimane sono poche per aspettare cambiamenti importanti, ma circa un mese - mese e mezzo potrebbero essere un punto di rivalutazione in itinere.

Comunque, senza visitare la persona e senza aver fatto la diagnosi, e solo via internet (a distanza) non è possibile giudicare l'idoneità della cura. Bisogna far riferimento a quel specialista che segue la paziente, il quale, avendola visitata, avendo raccolto le informazioni e seguendo il decorso, ha gli elementi necessari per indicare e monitorare la cura. Qui in internet, benché anch'io sono uno specialista in psichiatria, posso fare ipotesi e ragionamenti (da discutere con lo psichiatra che vi segue !) ma non come le indicazioni al posto delle sue. Inoltre, anche se gli elementi della storia che Lei ha fornito sono essenziali, sono lontano dal pensare che siano tutte le informazioni necessarie per inquadrare il caso. Il mio intento non è però di inquadrarlo a 360° (qui non potrei farlo), ma di poter avere una impressione per darvi qualche ipotesi / suggerimento. E a questo scopo le informazioni per ora sono sufficienti.

Penso (ipotesi) che potrebbe trattarsi della "cefalea tensiva" (già diagnosticata) come a sua volta un sintomo di una condizione più complessa. Questa condizione potrebbe essere caratterizzata come una ricaduta del "disturbo depressivo" che si è già presentato in passato. I disturbi di umore si presentano tipicamente "ad episodi", con le "pause" apparentemente libere dai sintomi, ma in realtà si tratta della stessa malattia che ha un andamento a pause libere e episodi attivi. Sembrerebbe già una diagnosi, ma non la posso né voglio fare in internet, per ora rimane solo un'ipotesi. La diagnosi deve fare lo specialista curante, confermando o meno le varie ipotesi.

Tipicamente nel caso della Sua figlia la sintomatologia depressiva si presenta con "equivalenti" sul piano dei disturbi fisici: come in passato, così anche ora. Questo rafforza la mia impressione che possa trattarsi della stessa malattia degli episodi precedenti, e ne parlerei con lo psichiatra.

Essere i sintomi fisici "equivalenti" dei vissuti depressivi non sempre significa che non hanno anche una base "fisica", perché esistono i disturbi nei quali concorrono fattori sia "fisici" che "psichici". La cefalea tensiva è una di tali condizioni. Possono essere presenti predisposizioni di tipo "non psichico" per la cefalea tensiva, ma sono "silenti" se non si aggiungono i fattori "psichici". Ovviamente, se si riesce a curare almeno i fattori "psichici", già una grossa parte del problema potrebbe essere risolta, ma da come si vede per il resto della descrizione, siamo ancora lontani.

Come scrivevo, in un disturbo depressivo "standard" (se si può dire così), la terapia corrente potrebbe essere indicata, è ancora presto giudicare i risultati, ma fra 1 -1 1/2 mesi magari si può già.

Però non è detto che si tratta di un "classico" disturbo depressivo. Ci sono anche elementi che possono dare impresione di un disturbo di condotta alimentare (ipotesi). Anche se in passato un tale disturbo non si è manifestato con l'entità di oggi, non potrei escluderlo.

Ne parlerei con lo psichiatra e valuterei se è il caso di rivolgersi ad un centro specializzato in tali disturbi (tali centri di solito sono presenti presso le Cliniche Universitarie: psichiatriche o/e dei disturbi di alimentazione). Un elemento distintivo del lavoro di tali centri è un operare in equipe di più specialisti (psichiatra, psicologo, dietologo, internista). Tale collaborazione è facilitata dal fatto di trovarsi tutti questi specialisti, benché talvolta nei reparti/ambulatori diversi, ma nel contesto dello stesso centro ospedaliero universitario. In alternativa (fattibile, ma talvolta più difficile) è che lo psichiatra curante riesca a creare le condizioni per il lavoro di equipe fra i curanti attuali, aggiungendo la collaborazione con le figure mancanti.

Manca ad esempio la figura del medico generico, che sarebbe di critica importanza per monitorare le condizioni di una persona che perde peso e prosegue a restringere l'alimentazione. La cefalea può essere aggravata dallo stato di depreimento. La terapia antidepressiva può non essere abbastanza efficace a causa dello stato di depreimento e ipoalimentazione. Dall'altra parte, premere sulla necessità di alimentarsi può peggiorare la situazione, e dunque è importante la figura della psicologa o/e dello psichiatra che riesca a capire come meglio muoversi nelle "trattative" con la paziente. Anche i farmaci antidepressivi vanno monitorati tenendo conto dei possibili effetti sull'appetito e sul peso corporeo (per noi positivi, ma che possono essere poco accettati dalla paziente). Importante anche il monitoraggio della terapia ansiolitica-miorilassante (En) che, sebbene, da quanto Lei descrive, dà qualche beneficio, ma a lungo termine può svilupparsi la dipendenza e l'assuefazione da tale farmaco, potenzialmente cronicizzando i sintomi (per i quali è stato prescritto) e anche lo stato depressivo.

Parlando degli psicofarmaci, è essenziali dire che sono molto importanti in tale situazione, ma nel caso del disturbo di condotta alimentare, non bisoga illudersi che risolvono tutto il problema. Un elemento importante è anche il rapporto con voi, genitori, e il ruolo dell'ambiente della casa genitoriale: è possibile che certe dinamiche comportamentali si manifestano proprio in tale contesto e si manifesterebbero in un altro modo in un altro ambiente di cura e che siano un messaggio a voi (ricerca di protezione? di affetto? o una sfida? chiusura?...). Non lo so. Su questo tema è importante di poter avere un confronto con la psicologa.

Potrebbero rendersi importanti anche gli altri specialisti, come lo gnatologo (come Le ha suggerito il Dr Formentelli; lui è specialista nel suo campo e terrei conto del suo suggerimento). Se il contributo dello gnatologo potrà risolvere una parte del problema, faciliterà senz'altro la soluzione del resto del quadro. Importante che non sia un contributo isolato (limitato a quel che fa e valuta un singolo specialista), ma che sia nel contesto della strategia complessiva.

Si capisce dunque, che ci vuole un lavoro di equipe, nel quale i vari specialisti sono in contatto più stretto fra di loro e condividono una strategia comune.

Proverei a parlare di questa ipotesi con il vostro psichiatra.



Dr. Alex Aleksey Gukov


[#11] dopo  
Utente 107XXX

La ringrazio Dottore.
lo psichiatra ha prescritto a mia figlia Laroxil da ormai 4 settimane...lei ha cominciato a prenderle la sera e quando è arrivata a 15 gocce, ha cominciato a unire le gocce di Elopram la mattina.
Quindi sono 2 settimane che le sta assumendo insieme.
Purtroppo dice che non stanno dando nessun risultato,come mai?Quanto dobbiamo aspettare?Ormai Laroxil almeno dovrebbe far effetto visto che sono 4 settimane di assunzione,no?
Grazie e buona giornata!

[#12]  
Dr. Alex Aleksey Gukov

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Gentile utente,
perché non chiederlo direttamente al vostro psichiatra? Sarebbe l'occasione di parlare con lui anche della diagnosi più precisa e del modo di organizzare la cura. Prova a rileggere più attentamente la mia replica precedente dove scrivo sia dei tempi, sia del fatto che tali tempi sono validi solo nella forma "classica" dello stato depressivo, sia delle possibili cause di resistenza alla cura. Mi rendo conto che la mia replica precedente è lunga e forse si legge con difficoltà, però prova a rileggerla.

In ogni modo, il consulto via internet non può sostituire la comunicazione con il vostro psichiatra, il quale deve fare la diagnosi, dare le risposte ai vostri dubbi, cercare di organizzare il lavoro di equipe fra più specialisti e persone (compresi voi) che si prendono cura della Sua figlia.
Dr. Alex Aleksey Gukov