Utente 623XXX
Salve Gentili dottori. Da 1 anno prendo daparox contro gli attacchi di panico, prescritto dal mio psichiatra. Devo dire che mi ha aiutato molto, ne prendo 1 cpr da 20 mg e mi sento molto meglio. L'unico problema è che ho preso 15 kg e adesso vorrei sospenderlo per passare alla terapia cognitivo-comportamentale per combattere questi disturbi da un altro versante togliendo il farmaco. Sto seguendo un programma di sospensione controllata riducendo il dosaggio usando le gocce, togliendone 1 a settimana da quello complessivo, come consigliato dal mio specialista. Mi chiededo, se avverto tuttavia sintomi rilevanti durante questo periodo di sospensione, posso **AL BISOGNO** utilizzare delle benzodiazepine per ottunderne e mitigarne l'intensità, magari a lunga emività come il diazepam ? E' un associazione frequente e consigliata ? Ve lo chiedo perchè il psichiatra dice che spesso in certi casi può tornare utile e potrei prenderlo in certi momenti se si verificano impennate di sintomi da sospensione, che sebbene l'approccio molto graduale, potrebbero insorgere a metà periodo di sospensione o quando il dosaggio arriva ad un quantitivo molto basso. Voi che ne pensate ?

Grazie ancora per il Vostro parere.

[#1]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente

sospendere il trattamento per fare una terapia cognitivo-comportamentale non risulta essere l'approccio adeguato per la motivazione alla sospensione.

Eventualmente, i due trattamenti non sono incompatibili e, in ogni caso, un anno di trattamento può risultare troppo breve.

Per ciò che attiene l'uso delle benzodiazepine in corso di sospensione, esso può essere genericamente previsto ma vi sono diverse modalità utilizzabili anche per non iniziare l'uso di benzodiazepine, soprattutto durante il periodo di sospensione.

Se il suo psichiatra le ha prescritte, lei deve seguire la prescrizione come indicato.
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[#2] dopo  
Utente 623XXX

Dott. Ruggero, grazie prima di tutto delle delucidazioni. Il problema è che vorrei sospenderlo per l'aumento di peso e per affrontare tale problematica relativa agli attacchi di panico agendo su un profilo differente togliendo ogni supporto farmacologico. Inoltre sento un considerevole calo della libido e un aumento di peso (ritenzione idrica) tutt'altro che trascurabile. E' tipico di questi farmaci, soprattutto paroxetina, questo effetto come disse il mio psichiatra e sinceramente vorrei riprendere in mano la mia vita sessuale e la mia linea. Inoltre è provato che il calo della libido potrebbe assumere carattere di non completa reversibilità a completa sospensione della terapia e questo mi terrorizza non poco in quanto ciò è statisticamente ANCHE correlato alla lunghezza del periodo di assunzione

Riguardo l'uso delle benzo, il mio psichiatra mi specificò l'uso delle stesse quando il dosaggio del daparox scende sotto un livello medio rispetto a quello assunto a pieno regime, momento in cui affermò che potrebbero affiorare in modo più corposo, i sintomi da sospensione. Secondo lo schema da lui suggerito, solo e soltanto se tali sintomi da sospensione diventano particolarmente invalidanti disse, di prendere 15 gocce di valium a giorni alterni (visto la lunga emivita) dopodichè disse che ridotto completamente il daparox, si procede alla sospensione graduale del valium anche se il periodo di assunzione e il dosaggio indicato non dovrebbero essere così considerevoli da causare ulteriori e successivi sintomi da sospensione del valium stesso particolarmente ostinati. E' fuor di dubbio che ogni protocollo và poi "customizzato" in base al paziente, ma volevo sapere se in linea generale tali accostamenti (sospensione antidepressivo + eventuale benzo a supporto), sono di norma utilizzati nella pratica terapeutica.

Grazie ancora!

[#3]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente

L'aumento di peso potrebbe essere contrastato con la dieta ipocalorica e l'attività fisica.

La presenza di altri effetti collaterali deve essere considerazione per la variazione di trattamento e non per la sospensione, indipendentemente da quanto teoricamente si possano considerare valide le possibilità di sospensione.

Per ciò che attiene la riduzione, ha ricevuto delle indicazioni formalmente corrette, certamente non appartengono al mio modo personale di procedere e, pertanto, non consivisibili.
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[#4] dopo  
Utente 623XXX

Grazie dott. Ruggero. In ogni caso, comprendendo il Suo punto di vista sulla prosecuzione dell'utilizzo del farmaco, anche se rimango del parere - universalmente accettato - che nonostante i farmaci apportino benefici, non sempre il rapporto benefici/danni a lungo termine è da considerare accettabile per la prosecuzione di una terapia farmacologica; ciò nonostante mai visti fino ad oggi dei casi in cui uno psichiatra porti in prima istanza un paziente a vagliare la strada "psicologica" (affidando quindi ad uno psicoterapeuta la situazione) astenendosi dal prescrivere farmaci, instaurandoli eventualmente solo al fallimento della prima come a supporto inevitabile: sempre il contrario invece, creando una dipendenza farmacologica di anni che non dico in tutti i casi ma in una discreta percentuale, avrebbe potuto esser evitata. Non sò se a titolo esemplificatio, uno psichiatra mettesse al corrente il paziente che vi si presenta per la prima volta che potrebbe rischiare di aver ridotta in modo *irreversibile* la propria libido in modo estremamente consistente, se lo stesso non si fermerebbe un attimo a riflettere. Eppure la letteratura scientifica parla chiaro e raramente qualcuno prima di prendere carta e penna informa e valuta altre strade e soluzioni prima di instillare queste droghe.

Cordialità e grazie del Suo contributo.

[#5]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gli antidepressivi non danno alcuna dipendenza e nessuno instilla droghe.

In ogni caso lei può pensarla come vuole, e può farlo anche chi toglie il farmaco per intraprendere una diversa strada mostrando ignoranza sulla complementarietà dei tratttamenti, ignoranza che è invece lecita per chi non è del settore (pazienti).

L'irreversibilità del disturbo sessuale è una ipotesi possibile ma per l'uso di paroxetina cloridrato e non per quello di paroxetina mesilato (daparox), ed oltretutto se si fosse instaurata una irreversibilità a poco servirebbe tornare indietro ora.
In ogni caso le statistiche sono chiare sul basso numero di incidenza del problema.

Per poter evitare certi disturbi esistono in commercio diversi antidepressivi molto meno impattanti sulla sfera sessuale, senza per questo togliere efficacia al trattamento anche a lungo termine.
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[#6] dopo  
Utente 623XXX

Per dipendenza intendo che devi assumere SEMPRE il farmaco e che potendo modificare in modo irreversibile determinati recettori negli anni, non puoi più staccarlo aspettandoti una vita senza disturbi/malesseri tranne chè non lo prendi a vita...). Non mi riferivo ai fenomeni di dipendenza/tolleranza tipici delle dinamiche sul GABA da parte delle benzo.

Lei dice.."a poco servirebbe tornare indietro ora."

Già, ma servirebbe in questi casi andare dal mio specialista e spaccargli la testa se così fosse.

Se in commercio esistono altri antidepressivi non impattanti sulla sfera sessuale, proprio per la lecita ignoranza del paziente, perchè non partire dalla somministrazione di quelli ? La sessualità, soprattutto nelle persone giovani è un aspetto FONDAMENTALE.

Complementarietà o meno dott. Ruggero: è possibile fare a meno del farmaco ? Se è sì, allora è bene farne a meno, già in partenza. Converrà con me sulla incontrovertibile saggezza sottostante al precedente concetto e che non tutti i suoi colleghi si pongono PRIMA di ogni terapia tale domanda; e Le assicuro che non è un mio singolare pensiero, ma di fatti manifesti dalla collettività risultanti da una comune attitudine oggettiva alla prescrizione "troppo rapida e facile" con il sovente piangere a distanza di anni gli effetti di queste droghe e maledire il giorno della loro assunzione. Visto la lecita ignoranza del paziente, chi ne è responsabile ? Chi ne sà di più o presunto tale ovviamente.

Saluti.

[#7]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Ritengo di averle fornito un corretto servizio informativo.

Tutto il resto esula dallo stesso.

Arrivederci
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