Utente 248XXX
Gent.le Dottore,
Mio padre di anni 76 sta assumendo cordarone e sequacor per aritmia parossistica atriale.
Poiche dorme poco di notte, su consiglio medico abbiamo provato a somministrare minias ma senza risultati, per questo motivo vorrei sapere se puo prendere lexotan, è compatibile con le medicine che assume?
La ringrazio per il gentile consulto
Cordialmente

[#1]  
Dr. Fabio Fedi

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Se stiamo parlando di sostituzione e non di sommazione fra i due farmaci, da un punto di vista cardiologico non ci sarebbero problemi in quanto le due sostanze appatrengono alla stessa categoria farmaceutica (benzodiazepine), seppur con carateristiche diverse.
Resta da stabilire se con tale cambio terapeutico ci siano buone possibilità di successo per alleviare i sintomi della paziente: provvedo quindi a spostare la richiesta di consulto in area psichiatrica per eventuali informazioni aggiuntive da parte dei colleghi della specialità.
Cordiali saluti
Fabio Fedi, MD
Specialista Cardiologo

[#2]  
Dr. Alex Aleksey Gukov

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Gentile utente,

ringrazio il collega cardiologo per il suo commento riguardo la compatibilità, con il quale concordo.

Per quanto riguarda le aspettative di efficacia con Lexotan nell'insonnia del Suo padre, secondo il mio parere, è giusto dubitarne:

1) Lexotan (nome chimico: bromazepam) è un farmaco più "leggero" del Minias (nome chimico: lormetazepam), e se il Suo padre non ha dormito con il Minias (che è un farmaco abbastanza forte) mi chiederei e dubterei se l'approccio basato sui farmaci di questa classe e in generale l'approccio basato solo sul trattamento di un sintomo isolato è quello giusto.

Ovviamente non si può parlare del farmaco senza prendere in considerazione la dose (Minias a dosaggio troppo basso poteva non esplicitare le proprie potenzialità). Dunque, Le chiederei: a che dosaggio è stato assunto ?

2) Come ho accennato, l'approccio basato solo sul trattamento di un sintomo può non essere quello giusto: ogni sintomo bisogna considerare nel suo contesto. Nel caso del Suo padre, affetto da aritmia parossistica atriale, cercherei di indagare se l'insonnia può essere correlata a tale disturbo (nel caso gli episodi di aritmia si manifestano anche di notte) e se può essere correalto in generale alle eventuali problemi della funzionalità cardio-respiratoria di notte.

E' solo una mia ipotesi, ed anche coi limiti di non essere io un cardiologo (ma psichiatra). Per cui, è giusto parlarne con il vostro curante cardiologo. A me interessa però che cosa pensano di questa mia ipotesi i colleghi cardiologi del nostro sito.

3) Se si valutano le suddette cause dell'insonnia, se queste vengono escluse, e se l'insonnia è ultimamente peggiorata o comunque invalidante per la vita del Suo padre, chiederei una visita Psicogeriatrica per capire meglio il problema. Esistono le UVG (Unità di Valutazione Geriatrica) presso le ASL. Potrebbe trattarsi di un fenomeno che con l'età è fisiologico, ma in un'altra ipotesi anche di un disturbo di umore o di un segno di una malattia neurologica degenerativa: da accertare o da escludere, da monitorare e da trattare con le modalità opportune.

Le benzodiazepine in generale (sia Minias, che Lexotan, che gli altri di farmaci questa classe) secondo me non sono i rimedi migliori in età avvanzata e soprattutto in un eventuale disturbo degenerativo; in tali condizioni talvolta possono essere anche controproducenti. Esistino gli altri rimedi, appunto, di competenza psichiatrica o, meglio, Psicogeriatrica.
Dr. Alex Aleksey Gukov


[#3]  
Dr. Fabio Fedi

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Concordo con l'ipotesi del collega Gukov circa la necessità di escludere che proprio la eventuale insorgenza di episodi notturni di aritmia parossistica soopraventricolare possa essere la causa dell'insonnia (magari eseguendo un ECG Holter, a giudizio del cardiologo di fiducia).
In caso contrario, avendo ricevuto conferma dell'inopportunità della scelta terapeutica proposta, si renderebbe necessaria una rivalutazione della paziente in ambito psocogeriatrico.
Cordiali saluti
Fabio Fedi, MD
Specialista Cardiologo

[#4]  
Dr. Paolo Carbonetti

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Concordo in pieno con i colleghi, soprattutto sul fatto che le benzodiazepine potrebbero non essere la migliore indicazione per questa insonnia. Aggiungo che, in casi non rari, i betabloccanti possono provocare o peggiorare l'insonnia quando somministrati nelle ore serali.
Dr. Paolo Carbonetti
Specialista in Psichiatra
Specialista in Psichiatria Forense
Viterbo-Terni-

[#5] dopo  
Utente 248XXX

Gentili Dottori,
VI ringrazio per la Vostra consulenza. Mio padre da quando assume cordarone e sequacor (da circa due anni) non ha più aritmie notturne ne diurne. MInias è stato assunto con il dosaggio di 15/20 gocce, per qualche mese (il dosaggio è corretto?).
Su Vostro suggerimento ci rivolgeremo ad un medico Psicogeriatra.
Grazie ancora per la Vostra professionalità.

[#6]  
Dr. Alex Aleksey Gukov

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Gentile utente,
il dosaggio "corretto" universale di Minias (per tutti) non esiste, e veniva adattato al caso individuale. Comunque, il dosaggio che Lei riporta (15-20 gtt) è vicino a quello massimo e, se non ha sortito effetto, secondo me, in questo caso è sufficiente per concludere che il farmaco non è adatto. In ogni modo, eviterei tentativi ulteriori con gli psicofarmaci prima di consultare il servizio di Psicogeriatria.

Coglierei anche l'osservazione del collega rispetto all'eventuale effetto peggiorativo sul sonno dei betabloccanti se assunti nelle ore serali. Il Suo padre assume un farmaco beta-boccante (Sequacor): Lei non ha scritto in quale orario od orari. Dunque, conviene parlarne con il vostro medico ed eventualmente concordare un orario che non sia serale.

Inoltre, spero che fate un periodico controllo degli ormoni tiroidei (i quali solitamente vengono monitorati nel caso della terapia con il Cordarone). Anche l'eventuale alterazione del funzionamento della tiroide potrebbe avere effetti negativi sul sonno. Il risultato del dosaggio degli ormoni tiroidei sarebbe utile da far vedere anche alla visita Psicogeriatrica.
Dr. Alex Aleksey Gukov