Utente 491XXX
Egregi Dottori e Professori,
Vi scrivo per avere un Vs. parere, di seguito la relazione psichiatrica di mia madre di anni 61...
La paziente è stata in precedenza seguita c/o il csm di... perché affetta, come risulta da certificazione da "disturbo di personalità con sintomatologia ansiosa, depressiva; disforia, attacchi di panico e insonnia". Dopo il trasferimento a... è stata visitata, per competenza territoriale da altro csm, per un quadro paranoide con sospettosità, diffidenza e ansie persecutorie, ricoverata volontariamente con diagnosi "reazione paranoide acuta in situazione di emergenza ambientale". nel corso dei colloqui successivi alla dimissione sono risultati prevalenti una certa teatralità e clamorosità dei comportamenti, eccessiva emotività, in un contesto di personalità di tipo istrionico, dipendente e ad orientamento paranoide.
L'orientamento diagnostico è di "disturbo misto di personalità: istrionico, dipendente e paranoide". Al test WAIS risulta: QI verbale 55, QI non verbale 54, QI totale 52. Tale punteggio depone per un'insufficienza mentale di grado moderato.
La terapia in corso è la seguente: Trittico gtt 20x3; Zyprexa 5 mg/die.
Detto questo stimati Dottori, vorrei sapere dato che mia madre dal 2006 ha iniziato in modo molto evidente ad avere questi problemi, cosa posso fare per questi interrogativi:
1) mia madre spesso la notte si sveglia e si mette a piangere incessantemente fino a quando non sente la mia voce o vado da lei, a volte mi trovo costretto a rimanere con lei a dormire (faccio presente che mia madre ha subito violenze sessuali in comunità e violenze fisiche da mio padre). Cosa posso fare?
2) il Zyprexa le genera sudarazione e tachicardio, è una "controindicazione del farmo? oppure i sintomi potrebbero essere riconducibili a "effetti" psico-somatici?
3) il trittico gli genera molta sonnolenza e la vedo spesso "svampita" è normale? Lei comunque prende 30 gocce di Lexotan prima di coricarsi altrimenti fatica molto ad addormentarsi (questa medicina la prende da più di 10 anni)
4) Secondo Voi il test WAIS evidenzia semplicemente un'insufficienza mentale di grado moderato? chiedo questo perché sento mia madre a volte come se stesse delirando.
Preciso inoltre che mia madre è invalida al 100% e la diagnosi della commissione è la presente: "psicosi isterica, postumi di politraumi con fratture multiple".
Ultima cosa, da circa 6 mesi vista la situazione io personalmente ho questi problemi: paura, pensieri continui di preoccupazione fino a volte a sentirmi male (tachicardico) quando sono a lavoro perché mia madre è sola a casa, insonnia mi sveglio ad orari "strambi" e fatico a riaddormentarmi. Detto questo, secondo Voi, farei bene a dirlo allo Psichiatra? Cioè, posso averne bisogno?
Attendo presto un Vs. consulto e ringrazio anticipatamente tutti voi per l'aiuto.
Distinti saluti
Andrea

[#1]  
Dr. Francesco Bova

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Caro Andrea,
la situazione è piuttosto difficile anche perchè sembra che la storia di sofferenza di sua madre sia piuttosto lunga. Il quadro diagnostico descritto risente di una problematica annosa che riguarda la questione della co-morbilità in psichiatria per cui la polidiagnosi, anche se presumibilmente corretta sul piano dei criteri diagnostici, diventa più confusiva che chiarificatrice per quanto riguarda la scelta terapeutica conseguente. La questione si complica maggiormente nel caso dei disturbi di asse secondo (di personalità). Al di la dei cavilli diagnostici, ritornando alla questione dei sintomi, che in psichiatria sono un fatto rilevante, sembra che sua madre abbia uno stato depressivo che non sembra essere controllato dalla terapia in atto. Sarebbe forse il caso usare un antidepressivo più efficace e gestire eventualmente l'ansia transitoria che può derivarne (nel primo mese). Per quanto la riguarda, l'idea di parlare con lo psichiatra delle sue difficoltà mi sembra saggia.
Cordiali saluti
Francesco Bova
Dottor Francesco Bova

[#2] dopo  
Utente 491XXX

Grazie Dott. Bova per la sua pronta risposta. Seguirò il suo consiglio.
Comunque per quanto riguarda il problema notturno è possibile trovare una soluzione, cioé, è possibile ridurre o meglio debellare la problematica in qualche modo, non solo farmacologico?

[#3]  
Dr. Stefano Garbolino

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Gentile utente,
è ovvio che è necessario un confronto con lo psichiatra di riferimento. Sia per esporre le considerazioni emerse che per confrontarsi su eventuali dubbi ed interrogativi.
Le problematiche posso essere risolte sol se valutate ed adeguatamente confrontate con lo specialista.
Cordialmente
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[#4] dopo  
Utente 491XXX

Grazie Dott. Garbolino,
lo psichiatra che ha in cura mia madre da più di 5 mesi credo conosca abbastanza bene le problematiche di mia madre.
Ho scritto per avere più pareri da Voi stimati dottori, ma forse...è chiedere troppo?
Grazie ancora comunque e spero possiate intervenire con una risposta più incoraggiante o di aiuto.

[#5]  
Dr. Matteo Pacini

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Cara Signora,

Il WAIS evidenza un deficit, che nel caso di sua madre probabilmente non è una insufficienza (cioè un ritardo mentale) ma un decadimento (cioè una perdita di alcune funzioni). Presumo che altrimenti la cosa dovesse essere già nota.
Detto ciò, la personalità è un modo di descrivere le modalità abituali di reazione di una persona che, se patologiche, portano ad un disagio per la persona stessa senza che questa riesca a cambiare i propri atteggiamenti. Nel caso di sua madre mi sembra siano presenti comunque alcuni sintomi che possono essere bersaglio di cure farmacologiche, di cui quella assunta è un esempio.
Un esordio a ques'età depone in genere per qualcosa di come si suol dire "organico", cioè un fattore di invecchiamento o un danno che è venuto dopo, e non è connaturato alla struttura mentale di partenza di una persona. In questi casi le cure sono un pò meno agevoli, e può darsi che ci vogliano tempo e qualche tentativo prima di raggiungere la cura giusta. Di più sulla terapia non si può dire, salvo che lo zyprexa è un farmaco pensato per controllare la paranoia, l'ansia e l'agitazione legate alla paranoia, mentre il trittico è un tentativo di controllare l'ansia senza usare antidepressivi più comuni. Tenga però presente che l'azione antidepressiva in soggetti con deliri può peggiorare l'agitazione e il pensiero. Ne parli sicuramente con lo specialista, o chieda un secondo parere.
Saluti
Dr.Matteo Pacini
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[#6] dopo  
Utente 491XXX

Grazie Dott. Pacini,
seguirò di certo il suo consiglio.

[#7]  
Dr.ssa Franca Scapellato

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Gentile utente, volevo aggiungere alle osservazioni dei colleghi una considerazione di taglio più "sociale": non sarebbe possibile, tramite il servizio di salute mentale, pensare a qualcosa che faccia sentire sua mamma meno sola in casa e contemporaneamente la stimoli un po'? Pensavo per esempio al servizio di assistenza alla persona da parte del Comune, oppure un soggiorno di alcune ore in un centro diurno, ma quello forse sarebbe un passo successivo...
L'idea sarebbe quella di introdurre gradualmente altre persone nella cura, vincendo la sospettosità di sua mamma (in parte giustificata, visto ciò che ha passato). Non è necessario pensare a qualcosa tutti i giorni, sarebbe già un successo che accettasse, magari una volta la settimana, le assistenti domiciliari che l'aiutano, per esempio, a lavarsi i capelli. Quando lavoravo per il SSM vedevamo che spesso questi piccoli avvenimenti che scandivano la settimana aiutavano a ridurre il deterioramento e sollevavano un poco i familiari da un carico pesante. Se lei è solo, deve lavorare e gestire sua mamma , rischia veramente di ammalarsi.
Nella sua provincia sicuramente qualcosa c'è, si tratta di armarsi di pazienza e chiedere, allo psichiatra, all'assistente sociale del servizio, al servizio sociale del comune di residenza.
Cordiali saluti
Franca Scapellato

[#8] dopo  
Utente 491XXX

La ringrazio infinitamente Dr.ssa Scapellato,
mia madre a breve sarà visitata dall'assistente sociale, credo verrà anche un'assistente domiciliare e credo, dato che stanno terminando un centro diurno vicino al CSM, che il comune la porterà a questo centro, visto che le è stata riconosciuta una disabilità grave (legge 104).
Grazie ancora Dr.ssa

[#9] dopo  
Utente 491XXX

Egr. Dottori,
mi ricollego al post lasciato il 17/04/2008 e che se avete possibilità di leggere ve ne sarei grato.
Purtroppo non mi sono ancora deciso di parlare con uno specilista perché ho vergogna a raccontare i miei problemi al medico di base (chissà cosa può pensare di me!) fatto sta che ho sempre un'ansia di fondo che a mia madre succeda qualcosa e addirittura che muoia e io non sia lì con lei e penso che se accadesse cadrei sicuramente in depressione e potrei addirittura farmi del male.
Vorrei tanto parlare con uno specilista perché credo possa aiutarmi e sarei contento di avere un riferimento per confidare i miei timori, le mie problematiche e non avere questi brutti pensieri anche perché sto male, per esempio quando telefono a mia madre e non risponde mi viene subito l'ansia e mi aumentano i battiti cardiaci e ho paura, non riesco più a concentrarmi sul lavoro mi irrito facilmente se qualche collega mi parla ecc. anzi ultimamente mi sono chiuso molto in me stesso e non voglio parlare con nessuno perché fatico ad avere un dialogo sereno con le persone mi sento stressato, facilmente irritabile e nello stesso tempo triste e impaurito per il futuro che mi si prospetta, ho una confusione ultimamente a dir poco notevole.
Da quando mia madre è peggiorata ed è stata in cura presso una clinica psichiatrica anche la mia sfera psicicha è degenerata e va degenerando o almeno così credo.
Premesso questo volevo chiedere a Voi stimati dottori cosa mi consigliate di fare. ho 26 anni e sembre un vecchio di 80 anni ho perso la voglia di fare tutto ho sempre avuto a causa dello stress un senso di apatia abnorme ma ultimamente è davvero peggiorato.
Credo che tutte le problematiche di mia madre che ha fin da quando ero piccolo, la litigiosità dei miei genitori che ho sempre vissuto, il carico di mia madre solo su me, mi stia facendo "esaurire".
Cosa mi consigliate? E come posso convincermi di fare ciò che ritenete giusto io faccia?
Volevo chiedere anche se la repressione sessuale è vero che scaturisce trasgressività o disturbi del desiderio sessuale (parafilie?) anche in questo caso è opportuno consultare uno specialista? premetto che da piccolo ho subito violenza sessuali da un amico di famiglia.
Un'ultima domanda e scusate la mia ignoranza in questi casi è più opportuno consultare uno psicologo o uno psichiatra? quali le differenze?
Grazie infinite a tutti Voi

[#10]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,
ha già ricevuto commenti e consigli. Non è utile a mio parere aggiungere dettagli. Anche perché non so se nota che il tipo di ansia che ha lei la porta anziché verso l'intervento verso una posizione di "difesa" e attesa per lei ancor più penosa.
La frase "E come posso convincermi di fare ciò che ritenete giusto io faccia?" non ha risposta. Noi non siamo qui per convincerla a fare quello che noi riteniamo giusto. Forniamo pareri.
Lo specialista può contattarlo senza passare dal suo medico di base. Il quale ha il diritto di pensarla come vuole su di Lei, ma quale peso ha questo nel prendere decisioni per il suo bene ?
Per avere una diagnosi medica ed eventuale terapia deve consultare un medico. Lo psicologo in senso stretto non è un laureato in medicina e non può né diagnosticare né curare disturbi e malattie. Se intende psicoterapeuta o psichiatra che gestisce terapie "chimiche" scelga l'approccio che preferisce, tenendo conto che la combinazione dei due è in genere la più efficace.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it