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riacutizzazione sintomi ansiosi e depessivi

Gentili specialisti, dopo 11 anni ho deciso di interrompere definitivamente la cura con paroxetina in seguito ad un periodo di apparente serenità e soddisfazione personale. Ho interrotto ovviamente in maniera molto graduale per evitare il più possibile i sintomi da sospensione. Dopo 3/4 mesi, in seguito ad alcuni eventi stressanti, delusioni, preoccupazioni etc pian piano i sintomi di abbattimento ed ansia hanno cominciato a farsi sentire nuovmente. A questi disturbi si associa ovviamente un forte sconforto ed una grande preoccupazione, ed una sorta di depressione che mi causa difficoltà nello svolgere le attività di tutti i giorni. Ho cercato di resistere ed andare avanti con l'ausilio di pochissimo xanax al bisogno (metà compressa da 0,25 da una a tre volte al giorno max). Il mio psichiatra mi ha giustamente fatto notare che la la dose è talmente bassa da essere quasi inutile. Pochi giorni fa ho iniziato a vedere un bravo psichiatra e terapeuta (in questi 11 anni ne ho visti parecchi ma senza effettivi risultati) per cercare di risolvere definitivamente i problemi irrisolti che, con tutta probabilità mi causano questi fastidiosi disturbi. Lui mi ha consigliato, visto che siamo in estate e sono scoperto farmacologicamente, di riassumere la paroxetina almeno finchè la terapia non approdi a qualche miglioramento. Nel frattempo mi ha consigliato di assumere dosi più elevate di xanax, minimo 3 compresse al giorno da 0,25. Arrivando anche a 6 se necessario. Io ho sempre avuto paura dello xanax e della possibilità che mi dia dipendenza. La domanda che rivolgo a voi è: le quantità indicate, anche se prese per pochi mesi, sono in grado di creare dipendenza? i medici che mi hanno seguito in questi giorni prima delle vacanze mi hanno sempre rassicurato dicendo che la dipendenza si manifesta in dosi elevate e protratte per molto tempo. Ovviamente il mio obiettivo è tamponare per qualche settimana finchè la paroxetina non faccia effetto e, soprattutto, cercare di risolvere definitivamente il problema con la terapia psicologica per smettere di essere legato a dei farmaci. Intanto chiedo il Vostro consiglio ed una Vostra rassicurazione. Grazie in anticipo.
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Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 37,1k 888 56
Gentile utente

la dipendenza può manifestarsi a dosaggi più elevati per periodi prolungati di tempo, ciò non toglie che la buona pratica prevede l'uso di benzodiazepine limitato nel tempo per un massimo di 8 settimane continuative.

Solitamente, ad un certo punto l'assuefazione insorge prima della dipendenza ed il farmaco tende ad essere aumentato.


https://wa.me/3908251881139
https://swite.com/psychiatrist72

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dopo
Utente
Utente
Gentile specialista, la ringrazio per la risposta. In realtà è da fine Maggio che prendo l'equivalente di 5/10 gocce quando mi sento teso o ansioso. Mi è sempre sembrato che mi abbiano aiutato a lenire l'ansia. Ma da qualche giorno, come spiegavo, ho aumentato la dose a minimo 3 max 6 pasticche da 0,25 durante la giornata. Ovviamente quando non mi sento particolarmente nervoso evito di arrivare a quei dosaggi. Per 8 settimane lei include anche la dose minima degli scorsi mesi?
Ed inoltre ne approfitto per chiederle se alle dosi sopracitate può manifestarsi assuefazione anche dopo pochi mesi.
Grazie nuovamente.
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Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 37,1k 888 56
Gentile utente,

l'assuefazione parrebbe essere già presente, infatti passa da un minimo dosaggio di 0,375 ad un dosaggio di 0,75 (fino ad arrivare ad 1,50) senza sortire effetto.

La dipendenza è un'altra cosa.

La benzodiazepina tendenzialmente fornisce questo tipo di fenomeni e, a mio avviso, proprio per evitare l'aumento, la situazione andrebbe gestita verso la riduzione più velocemente.

Inoltre, fornire la libertà di raggiungere anche un dosaggio doppio di quello prescritto non mi risulta essere una buona pratica.