Utente 707XXX
Questo è il settimo consulto in poco più di un mese.
Non riscrivo tutti i miei sintomi e la mia storia perchè è praticamente scritta cronologicamente nei consulti già richiesti.
In poche parole ho strani sintomi, specialemente 'in testa'.
Confusione, piccole mal di testa, preoccupazione, dolori ossa facciali dopo sforzo, paure di malattie gravi...
Ho fatto quasi tutte le visite possibili: visita medica, esami sangue, RX cervicale, RX cranio, ORL, fisoterapista.
Tutto negativo se non un'ipertrofia del turbinato destro (operazione tra 2009 e 2010).

Inoltre questi ultimi due giorni ho avuto delle continue contrazioni... 2 giorni fa al tricipite sinistro, ieri all'arcata sopraccigliare sinistra, oggi un po ovunque.

A sentirsi così, sembrano tutti sintomi ansiosi, dovuti al fatto che sono psicolabile un po' ipocondriaco... però mi sembra tutto strano.
I sintomi sono usciti dal nulla, il 15 maggio... da allora sto sempre abbastanza male.

Dopodomani (venerdi 18) ho la visita dal neurologo. Spero, almeno qua, di trovare qualcosa (si spera di non trovare niente, però almeno se ho una minima cosa, posso risolverla...). 'Vago' nell'ignoranza di tutto ciò da 2 mesi, non so più cosa fare.

Cosa consigliate, affermante, deducete?

Grazie mille in anticipo.

[#1]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente,

postare in continuazione piu' o meno sulla stessa domanda non le serve a nulla.
Termini gli accertamenti in corso e dopo effettui una visita psichiatrica.
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[#2]  
Dr. Matteo Pacini

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Concordo con il collega ma le raccomando anche questo: visto che l'accertamento psichiatrico non è l'ultimo degli accertamenti da effettuare, ma uno degli accertamenti indicati in questi casi, lo effettui anche prima di altri. Lo psichiatra non si limita a dire che è psicogeno ciò che non ha altra causa, può farle una diagnosi di ipocondria anche senza avere fatto "tutti" gli accertamenti, che ovviamente in una ipocondria lasciata a sé non finiscono mai.
Dr.Matteo Pacini
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[#3] dopo  
Utente 707XXX

La visita dal neurologo ha riportato: "Caro Andrea, tu soffri di disturbi d'ansia.. o meglio, quella che noi chiamiamo somatizzazione".
Devi solo cercare di essere sereno e stare tranquillo.

Non capisco il perchè della prognosi... ma sopratutto il significato stretto.



(mi fido ciecamente di questo dottore perchè un amico di famiglia e 10 anni curò mio nonno)

[#4]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,
se lei torna da un medico di cui dice di fidarsi dopo che le ha già fatto diagnosi di somatizzazione, e quindi di cosa di pertinenza psichiatrica, di fatto lei non ne recepisce l'indicazione. Il neurologo le ha chiaramente indicato che se mai dovrebbe rivolgersi a uno psichiatra.
Non so cosa intenda per prognosi, nella frase del neurologo non c'è alcuna prognosi, ma prevedibilmente di fronte alla somatizzazione, che magari sa diagnosticare per esclusione, non ha particolari soluzioni terapeutiche.
Perché proseguire con accertamenti che il medico stesso non le ha indicato, ignorando invece quello che le ha indicato, ovvero curarsi la somatizzazione ? Che senso ha proseguire con consulti dallo stesso neurologo nella speranza che trovi "qualcosa" anche se non grave, ma che almeno spieghi la situazione ? Pare l'abbia già trovato e gli ha dato un nome, ovvero la somatizzazione.
Prosegua quindi in questo senso.
Dr.Matteo Pacini
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[#5] dopo  
Utente 707XXX

Gentile Dr. Pacini,
credo che siano state delle incomprensioni.

Io ho fatto UNA SOLA visita dal neurologo ed è stata il 18 Luglio c.m. che ha avuto risulato "disturbi d'ansia, somatizzazione".
E non intendo tornare da lui (mi ha detto di chiamarlo di persona ad ogni altro minimo 'strano sintomo', se avessi voluto).

La cosa che non capivo era il fatto che non mi avesse consigliato altre visite, ma solo calma e tranquillità.

[#6]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

rettifico allora la risposta, che però sostanzialmente è la stessa. Se il primo neurologo le fornisce un responso chiaro ne segua le indicazioni. "Stia calmo" non è una terapia, è un modo colloquiale di dirle che per quanto lo riguarda non c'è niente "in evoluzione" di sua pertinenza. Ovviamente questa raccomandazione è priva di utilità nel caso in cui si soffra di ipocondria, che consiste nell'essere cronicamente e ciclicamente preoccupati di avere qualcosa, fino al punto di concentrarsi (e qui è il punto di svolta mentale e comportamentale della malattia) sui sintomi e sugli accertamenti relativi ai sintomi che di volta in volta alimentano la preoccupazione. In realtà è la preoccupazione ad alimentare i sintomi, o meglio l'attenzione del paziente a elementi che si presume siano sintomi di qualcosa. Il primo sintomo dell'ipocondria è la preoccupazione, ed è il bersaglio della terapia psichiatrica dell'ipocondria.
Conclusione: magari il consiglio finale in chiusura di visita datole dal neurologo è stato nient'altro che un'espressione di congedo, non soddisfacente come consiglio, né da intendersi come prognosi, ma la diagnosi è stata fatta ed è di tipo psichiatrico, quindi in parallelo a eventuali altri accertamenti io metterei in calendario una valutazione psichiatrica a fini terapeutici.
Saluti
Dr.Matteo Pacini
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