Utente 152XXX
Oltre ad un "naturale" umore tendente alla malinconia è stata anche diagnosticata una depressione reattiva, vorrei chiedere: anche voi siete dell'avviso che è meglio continuare l'assunzione degli antidepressivi finchè ci saranno le condizioni (anche socio-ambientali) che hanno portato alla reazione depressiva?
Grazie

[#1]  
Dr. Vassilis Martiadis

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Generalmente la terapia antidepressiva va continuata per un tempo variabile tra i 18 e i 24 mesi. Questo tendenzialmente dovrebbe essere un tempo idoneo anche a garantire un adattamento alle condizioni che hanno potuto favorire l'insorgere della depressione. Tuttavia non esiste una regola univoca e la situazione deve essere valutata nel particolare, eventualmente personalizzando la durata della terapia.
Cordiali saluti
Dott. Vassilis Martiadis
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[#2] dopo  
Utente 152XXX

Ok Gent. Dr. Vassilis, grazie per la risposta.

Mi scusi, mi piacerebbe sapere: se ad un dosaggio standard di 30 mg una molecola antidepressiva causa un effetto indesiderato, ad esempio sulla libido e sull'eiaculazione, l'effetto indesiderato avrà la stessa "potenza" anche se il dosaggio aumenterebbe a 60mg o diminuirebbe (per ipotesi) a 10 mg ?

[#3]  
Dr. Vassilis Martiadis

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Se parlassimo apertamente di quale molecola forse potrei essere più preciso.
Dott. Vassilis Martiadis
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[#4] dopo  
Utente 152XXX

Nello specifico, la duloxetina, dosaggio standard 60mg

[#5]  
Dr. Vassilis Martiadis

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Il dosaggio minimo terapeutico di duloxetina é 60 mg. Se gli effetti indesiderati si presentano già a 30 mg é possibile che aumentino a 60 mg. Tuttavia questo tipo di effetti può andare incontro a tolleranza dopo alcune settimane, per cui é possibile che nell'arco dei primi due-tre mesi di terapia vadano a diminuire. Ad ogni modo, se tali effetti sono intensi e non vengono tollerati, la molecola anfpdrenbe sostituita.
Cordiali saluti
Dott. Vassilis Martiadis
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[#6] dopo  
Utente 152XXX

Ok, gentile Dr. Martiadis, grazie.
Mi scusi, vorrei poterle chiedere un'altra cosa.
Nel foglietto illustrativo c'è scritto che se si sta pianificando una gravidanza di valutare bene i possibili rischi per il nascituro ecc. ecc..
Domando: questi avvertimenti riguardano solo le donne o possono riguardare anche i maschi?

Inoltre: è possibile escludere che questo farmaco non sia tossico per la fertilità/sperma dell'uomo? oppure può esserlo (magari anche in parte)?
e nel secondo caso, l'infertilità sarà temporanea e solo fin quando si assumerà il farmaco per poi ritornare alla normalità e senza lasciare danni una volta finita la cura o se ci saranno danni saranno irreversibili anche dopo il termine della terapia?

Grazie ancora

[#7]  
Dr. Vassilis Martiadis

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Sull'argomento antidepressivi e fertilità maschile non esistono moltissimi studi. Quelli finora praticati hanno indagato sul ruolo degli ssri sui parametri quali-quantitativi del liquido seminale. Sembrerebbe emergere un ruolo degli ssri nella diminuzione del numero e della motilità degli spermatozoi, nonché alterazioni del DNA, attraverso diversi meccanismi. Questo tipo di alterazioni, secondo un report recente, sarebbe relativo al periodo di assunzione e tenderebbe a normalizzarsi con la sospensione del farmaco ( lo studio in particolare parla del citalopram, paragonato ad agomelatina). Non sono riuscito a trovare in letteratura studi analoghi riguardo la duloxetina. Tuttavia, per analogia e parziale sovrapponibilita del meccanismo d'azione, ossia il blocco della ricaptazione della serotonina, é possibile ipotizzare un ruolo analogo della duloxetina su questo tipo di parametri. Spero di aver contribuito a chiarirle le idee in merito. Approfondisca comunque il tema con il suo specialista di fiducia.
Cordiali saluti
Dott. Vassilis Martiadis
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[#8] dopo  
Utente 152XXX

Ok Gent. Dr. Martiadis, ne parlerò al prossimo incontro con la specialista che mi segue, mi scusi però, può dirmi intanto (anche sommariamente) cosa sarebbero le alterazioni del DNA?
Letto così mi fa tanta paura perchè mi vien da pensare che se ho un DNA alterato potrei avere dei figli malati a livello genetico o altre brutte malattie, è così o non centra nulla?

Un'ultima domanda.
So che il paziente non deve mai "proporre" al Dottore se si può fare questo o quello, ma le chiedo ugualmente: secondo lei potrei parlare con la mia psichiatra chiedendole se possiamo provare a scalare la dose di mantenimento a 30mg invece di 60?
Lo chiedo sia perchè magari così avrei minori effetti collaterali e "tossicità" verso lo sperma ed il DNA, sia perchè già quando ho iniziato la terapia con 30 mg ricordo che ho avuto da subito effetti anche a livello mentale e del cervello (risvegli alle 4 del mattino fino alle 7 per poi cascare dal sonno ecc. ecc.) quindi mi vien da pensare che già a 30 mg questa molecola non è che sia totalmente inefficace o che non faccia alcun effetto,
ed inoltre, su internet ho letto la testimonianza di due pazienti ai quali era stata prescritta una dose di 30 mg di duloxetina ma per motivi che non riguardavano la depressione (una perchè aveva gli acufeni e l'altro non ricordo perchè) ed entrambi hanno asserito che si sentivano molto più calmi e rilassati.
Quindi le chiedo: 30 mg di cymbalta fanno già un loro effetto anche a livello psicologico e dei neurotrasmettitori? ........... posso allora quantomeno parlarne con la dr.ssa per chiedere un'eventuale dosaggio di mantenimento di soli 30 mg? o questo dosaggio ha dato tanta calma e rilassamento ai pazienti di cui sopra perchè prescritto non per depressione, mentre per me sarebbe talmente basso che tanto varrebbe non assumere per niente la molecola?

Mi scuso per l'ulteriore disturbo e la ringrazio nuovamente per le gradite delucidazioni che mi ha offerto.
Saluti Cordiali

[#9]  
Dr. Vassilis Martiadis

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La maggior parte delle alterazioni del DNA rende gli spermatozoi non in grado di fecondare l'ovulo producendo un embrione. Non sono a conoscenza di possibilità di produrre embrioni malati in corso di terapia con questo tipo di farmaci. Riguardo la dose di mantenimento é ritenuta efficace una dose minima di 60 mg. Che ad alcune persone anche 30 mg possano dare una sorta di non meglio specificata efficacia, non é un fatto sufficiente a ritenere valida la dose rispetto a quella validità dagli studi e approvata dalle agenzie di controllo sui farmaci. Fermo restando queste precisazioni non le é precluso di discutere di queste perplessità con lo specialista di fiducia.
Cordiali saluti
Dott. Vassilis Martiadis
Psichiatra e Psicoterapeuta
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