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Passaggio da una cura ad un'altra

Salve, ho 29 anni e sono in cura per un disturbo bipolare. Attualmente assumo quetiapina (seroquel), carbolithium, elopram, lamictal. Ho iniziato questa cura da circa 3 settimane. Purtroppo attualmente sto attraversando una fase di transizione dalla cura precedente a questa cura. Nella precedente assumevo paroxetina, acido valproico e delorazepam, terapia che ho mantenuto per 3 anni. Adesso sto quindi contemporaneamente scalando la vecchia cura e introducendo quella nuova. Purtroppo avverto stanchezza, mancanza di concentrazione, sonnolenza. Nonostante questo continuo a sforzarmi e a svolgere tutte le attività, quali lavoro, rapporti sociali ecc. Qualcuno mi ha detto che dovrei assecondare le esigenze del mio corpo e concedermi del riposo e che il mio atteggiamento di sforzo continuo e costante rallenta il procedimento di adattamento alla nuova cura. La domanda è: ciò è possibile?
Dovrei continuare a sforzarmi o a prendermi il mio tempo?
Grazie mille
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Dr. Raffaele Garinella Psichiatra 45 2
Gentile utente, la quetiapina può indurre sonnolenza e sedazione.
Il Litio, stabilizzante del tono dell'umore viene associato in terapia ad antipsicotici quali la quetiapina.
Le ricordo che il litio, generalmente richiede circa due settimane prima di determinare un miglioramento clinico. La lamotrigina può indurre sonnolenza.
L'elopram è un antidepressivo, inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina.
L'elopram durante le prime settimane di trattamento, può dare insonnia o sonnolenza che tendono poi durante il trattamento a non manifestarsi più.
I sintomi da lei riferiti, ovvero sonnolenza, mancanza di concentrazione e stanchezza, possono essere correlati sia al passaggio da una terapia all'altra sia alle attività da lei svolte nel quotidiano che determinano una fisiologica stanchezza.
Vedrà che quando la terapia sarà modificata in toto e sarà entrata a pieno regime, molti dei sintomi da lei riferiti, si affievoliranno.
Lei, nel frattempo ascolti le normali e fisiologiche esigenze del suo corpo.
Quando accumuliamo stanchezza, il nostro corpo necessita di fisiologico riposo.
Spero di esserle stato d'aiuto.
Cordiali saluti.

Dr. Raffaele Garinella

[#2]
dopo
Utente
Utente
Mi è stato davvero d'aiuto. Purtroppo sa io sento una specie di dovere di essere sempre al massimo, per non deludere me stessa e per non far preoccupare chi mi sta intorno... forse dovrei cercare di essere più umana...
[#3]
Dr. Raffaele Garinella Psichiatra 45 2
Gentile utente, come le ho scritto in precedenza, la sintomatologia da lei riferita dipende in parte dalle modifiche della terapia ed in parte dalla normale e fisiologica stanchezza psicofisica alla quale va incontro il nostro organismo.
Mi lasci adoperare una metafora automobilistica: a volte dei pit-stop sono necessari per permettere all'automobile di tornare a correre.
Così per il nostro organismo. Il giusto riposo, il prendersi delle pause, dei tempi per sè stessi è funzionale e fisiologico.
Cordiali saluti.
[#4]
Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 36,8k 872 56
Andrebbe capito il motivo della variazione rispetto al precedente trattamento e, quindi, considerare se i sintomi che lamenta ora sono gli stessi che lamentava durante il precedente trattamento.

La considerazione di stanchezza o di voler fare molte cose è una caratteristica quasi sempre presente nel disturbo bipolare per cui la fase di umore normale è percepita come una fase di stanchezza e svogliatezza.

In realtà, la situazione va inquadrata secondo questa ottica, senza considerare il riferimento a voler essere "normale" in quanto è complicato poi stabilire quale sia questo limite.


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