Utente 312XXX
cari dottori, vorrei proporvi il mio caso, un po' delicato, spero vogliate prestare la massima attenzione. Se mi chiedete vi posso fornire pure chiarimenti. Sono sicuro di aver avuto e di avere ancora un disturbo dissociativo dell'identità. So anche come si è generato. Fatto sta che, rendendomi conto che già stavo male, sono andato da un ipnotista, senza saperlo che era ipnotista, e mi fa un tre mesi di sedute di ipnosi. E da allora ho sentito di stare male ancora di più. Sento come di avere due personalità, una che è quella buona, ma che ad un certo punto, dopo una delusione era stanca e affaticata, e l'altra che è compulsiva e attratta dai maschi. In più, credetemi, sento come se nella mia testa c'è un qualcosa in più di quello che è la mia mente. Immagini non mie, ricordi falsi, che non mi appartengono. Faccio una tantum delle cose "eccessive", di cui poi la mia parte "autentica" si pente, e ci sto male. Come dire cose, scrivere delle frasi su facebook un po' imbarazzanti, per cui mo non riesco più ad uscire perché mi sento a disagio. Arrivo a un punto, insomma, in cui non mi riesco più a trattenere, capite, e quando mi viene il genio maligno devo esagerare, e poi ci sto male. Ho fatto troppo affidamento su questa ipnosi forse, e non riesco più a togliermela dalla testa. Forse ha peggiorato il disturbo che già avevo. Prendo serenase da parecchi anni. Secondo voi è la terapia adatta per il disturbo che ho? Cosa mi consigliate. Vi ringrazio, sono disperato.

P.S. Il disturbo secondo me si è generato quando mio zio, che è psicologo, mi chiama per andare a parlare con lui, dopo che un giorno a scuola mi sento male. Ricordo che mi dice che io, all'epoca 17anni, non sono né carne, né pesce, e per questo mi sono sentito male. io però non ci volevo andare, ci sono andato perché mi sono sentito obbligato nei suoi confronti, siccome era mio zio. Per il resto, poi vi aggiorno.

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Dr. Alex Aleksey Gukov

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Gentile utente,
non possiamo fare la diagnosi via internet, e la risoluzione del dilemma spetta al Suo psichiatra, ma possiamo esprimere le ipotesi.

Lei scrive:

<<..Sono sicuro di aver avuto e di avere ancora un disturbo dissociativo dell'identità..>>

e

<<.. Forse ha peggiorato il disturbo che già avevo. Prendo serenase da parecchi anni..>>

- Secondo me, è da prendere in seria considerazione piuttosto la seconda possibilità, e cioè, che possa trattarsi sempre dello stesso disturbo per il quale Lei è stato in cura con Serenase già prima. E che ora, pur prendendo tale farmaco, il compenso è relativo (sono presenti alcuni sintomi, quelli che Lei attribuisce al disturbo dissociativo di identità, ma che in realtà potrebbe essere il Suo disturbo di base già preesistito all'ipnosi).

Quale è questo disturbo per il quale assume il farmaco ? Negli anni a Lei è stata comunicata la diagnosi ? Lei la chiesta allo psichiatra ? Lei ha parlato al Suo psichiatra anche dei sintomi "dissociativi" ? (e quale è la valutazione che ne fa lui ?)

Anche qui le risposte spettano al Suo psichiatra, ma esprimo l'ipotesi:

potrebbe trattarsi di un disturbo psicotico
(vedi i sintomi comparsi dopo la sospensione del farmaco:
https://www.medicitalia.it/consulti/psichiatria/441085-sospensione-serenase.html )

Disturbo dissociativo di identità e disturbi psicotici possono manifestarsi in modo apparentemente simile. e costituiscono alcune delle diagnosi differenziali del caso. Tuttavia, così come Lei descrive il Suo disturbo dissociativo, potrebbe essere più caratteristico per un disturbo psicotico che di un disturbo dissociativo di identità - avete valutato con il Suo psichiatra questa ipotesi ?

Dr. Alex Aleksey Gukov

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[#2] dopo  
Utente 312XXX

dottore, grazie per la risposta. la psicosi probabilmente c'era prima dell'ipnosi, ma non mi era stata diagnosticata. L'ipnotista mi chiese solo se avevo mai preso farmaci, negativo, ma non si interessò del mio effettivo stato di salute. Ho letto anche che l'ipnosi, quale rilassamento che porta alla trance, può intensificare i sintomi psicotici e dissociativi. Ora non so. Io posso dire solo che dopo il trattamento ero come un "folle", non capivo più niente, disadattato, scontroso, vedevo tutto ingigantito intorno a me, e ho paura, ecco, di aver sviluppato una seconda personalità. Ripeto, anche in questo caso, non so se prima o se dopo. Non ho incontrato psichiatri che, come avrei voluto, mi spiegassero il mio disturbo, quindi dandomi anche una motivazione al perché dovessi prendermi delle medicine, cosa che ora faccio con tranquillità, ma che all'inizioho vissuto come un'imposizione da parte dei miei, quindi, male. Ho letto sulle cartelle una volta disturbi del comportamento con disadattamento familiare e sociale, poi, fatte le varie analisi, l'ipotesi è stata di episodio psicotico. Lo psichiatra analista dal quale andavo, su un certificato medico, scrisse depressione reattiva. Poi, un giorno, al pronto soccorso, dopo che ebbi un episodio, scrissero psicosi cronica. Insomma. Io so che gli episodi psicotici ci sono stati, ma questi sono una malattia a sé o i sintomi di un'altra? ad esempio potrebbero essere sintomi del disturbo dissociativo d'identità? Questo vorrei sapere. Non ho parlato comunque al mio psichiatra dei sintomi dissociativi. Lo farò. Distinti saluti. E Spero in una risposta.

[#3]  
Dr. Alex Aleksey Gukov

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Come si sono manifestati i Suoi episodi diagnosticati come psicotici ?
Che cosa Lei intendeva quando accennava nei Suoi consulti precedenti ai deliri e alle allucinazioni ? (quali deliri Lei ha avuto esattamente ? quali allucinazioni ?)
Dr. Alex Aleksey Gukov

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[#4]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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[#5] dopo  
Utente 312XXX

posso rispondervi in maniera privata perché non voglio pubblicare alcune cose?

[#6]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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[#7]  
Dr. Alex Aleksey Gukov

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Gentile utente,
anche se i contenuti di questa discussione sono aperti al pubblico, chi ne partecipa come utente (come Lei) non è rintracciabile e rimane anonimo. Ovviamente bisogna che Lei stesso non scriva qui le informazioni che possono permettere ad identificarLa. La descrizione dei sintomi e dei farmaci normalmente non permette ad identificare la persona, perché possono esistere diverse altre persone con sintomi simili o che assumono lo stesso farmaco.

Qualora Lei volesse comunicare qualcosa che, al Suo avviso, scopre la Sua identità oppure una cosa molto confidenziale, allora è il caso comunicarlo solo a chi Lei sceglie come specialista curante e di fiducia, il quale La segue dal vivo, ed al quale Lei può dire le cose solo a voce e a quattro occhi. Tutte le altre modalità non sono sicure.
Dr. Alex Aleksey Gukov

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[#8] dopo  
Utente 312XXX

prendo 15 gocce la matina e 15 la sera di serenase. Cmq grazie per le vostre risposte. Ho deciso di non raccontare altro per un fatto di privacy.