Utente 401XXX
Salve a tutti. Dopo mesi di ansia, ansia sociale, instabilità dell'umore, abuso di droghe e sesso sfrenato che stavano iniziando ad essere invalidanti mi sono recato spontaneamente da uno psichiatra che mi ha diagnosticato dopo la prima seduta una distimia, dopo circa 3 mesi di sedute e dopo avermi sottoposto al test di Rorschach, un disturbo in comorbidità con quello distimico: il disturbo di personalità borderline. Riporto la relazione del medico. Si certifica che il paziente presenta una sintomatologia psicopatologica caratterizzata da un pattern di relazioni interpersonali instabili, intense, promiscue, oscillanti tra polarità opposte di iperidealizzazione e svalutazione, alterazione dell’identità con immagine di sé prevalentemente instabile e dissociazione saltuaria della connessione Io-sé, impulsività in aree funzionali potenzialmente dannose per il soggetto: spese incongrue (in un paio di settimane ho speso circa 1000 euro in occhiali, scarpe, droga), sesso (ho avuto una sessantina di partners in 2 mesi, con alcuni dei quali sesso non protetto, mi sono anche prostituito in molte occasioni), abbuffate, abuso di sostanze (ho iniziato con la cannabis provandola circa 3 anni fa, poi ne ho fatto un intenso uso per circa 6 mesi dopodichè ho richiesto una visita; ho avuto una ricaduta dopo circa un mese di terapia e ho abusato anche di cocaina per una ventina di giorni), instabilità affettiva relativa a marcata reattività dell'umore (disforia, irritabilità, ansia), difficoltà a controllare la rabbia. A ciò sovente si aggiunge una deflessione timica, con idee pessimistiche, difficoltà di concentrazione, iperfagia e ipersonnia. Tale quadro clinico depone per un disturbo depressivo persistente inserito in un disturbo di personalità borderline.
Terapia: ore 8 sereupin 20 mg, xanax 1 mg; ore 14 deniban 50 mg, xanax 1 mg; ore 20 abilify 5 mg, xanax 1 mg.
Recentemente ho richiesto un altro consulto e mi è stato detto che non solo sono lontano anni luce dall'essere borderline (e che raramente un borderline andrebbe con le proprie gambe da uno psichiatra) ma anche che questo disturbo non è diagnosticabile in quanto io ho abusato per lungo tempo di sostanze, non è quindi un disturbo primario. Inoltre l'abilify e il deniban avrebbero reazioni contrastanti se assunti insieme (agonista parziale e antagonista dopaminergico).
Sono molto confuso e non so a chi credere, da premettere che mi riconosco molto in alcuni tratti borderline (emotività sproporzionata/instabile, impulsività, ricerca di sensazioni forti), in altri per nulla (paura dell'abbandono, autolesionismo) e non sono uno psichiatra qualificato per distinguere tra tratti e disturbo. Entrambi gli psichiatri mi sembrano preparati. Cosa dovrei assumere per vero e cosa dovrei fare a questo punto?

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Dr.ssa Franca Scapellato

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Per capire meglio la situazione dovrebbe per cortesia rispondere a un po' di domande.
Da quanto tempo assume la terapia prescrittale dal primo psichiatra? Le sembra di sentirsi meglio? Ha avuto di recente comportamenti a rischio?
Che cosa l'ha indotta a chiedere un secondo parere?
E' probabile che l'abuso di sostanze abbia influito sulla personalità, rendendo più difficile una diagnosi, ma al momento mi sembra più importante sapere se con la terapia che sta assumendo (sempre che sia trascorso un periodo sufficiente, di alcune settimane, dall'inizio) sta meglio oppure no.
Franca Scapellato

[#2] dopo  
Utente 401XXX

Gentile dottoressa, assumo una terapia farmacologica da 4 mesi circa, ma a questi dosaggi da circa due settimane. Ho sospeso l'abilify su consiglio del secondo medico. Ho notato grandi miglioramenti il primo mese, poi è stato aggiunto l'abilify (tra l'altro da me non tollerato a 10 mg, mi dava agitazione) come anti-impulsivo e tolto il deniban...da lì la ricaduta. Ho avuto una crisi d'umore con pianto e sconforto in seguito ad un avvenimento di poco conto che ha scosso la mia autostima, seguito dal ricorso a droghe e via dicendo, la vita mi stava sfuggendo di mano, venivo meno anche ad impegni lavorativi seguendo uno stile di vita malsano. Riaggiunto quindi il deniban. L'abilify a 5 mg è stato aggiunto come dicevo da un paio di settimane. Adesso (come da un mesetto a questa parte) sento sicuramente miglioramenti su ansia e umore ma non sembra essere sotto controllo il lato impulsivo. Sono ricaduto nell'uso di cannabis e farei di peggio se avessi la possibilità (cocaina, sesso promiscuo). Ho chiesto un secondo parere prevalentemente per motivi logistici in seguito ad un trasferimento. Non ero comunque convintissimo della diagnosi, ma due pareri così divergenti mi hanno messo in difficoltà: primo medico sicuro al 100% della diagnosi borderline, ha appunto sottolineato che l'abuso di sostanze ha modificato la personalità rendendo palese un disturbo che altrimenti sarebbe rimasto a dir suo "incistato"; secondo medico sicuro al 100% che io sia perfettamente sano e che non abbia acquisito correttamente quella che lui definisce "formazione", intesa come acquisizione e rispetto di regole e norme (credo di aver capito così). Ringraziandola per la sua risposta, colgo l'occasione per porgerle cordiali saluti.

[#3]  
Dr.ssa Franca Scapellato

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Al momento lascerei perdere il problema della diagnosi, che non è un suo problema.
Gli studiosi si accapigliano a suon di articoli scientifici su molte diagnosi psichiatriche difficili, ora va più di moda (per fare un esempio, che però non riguarda lei) il disturbo bipolare, che ieri era diagnosticato spesso come schizoaffettivo... dipende dalla scuola, dalla formazione, dal momento in cui si vede un paziente.
Quando la diagnosi è incerta spesso il criterio migliore è quello "ex juvantibus", cioè si osserva quello che fa bene al paziente, i quale come compito ha quello di riferire allo psichiatra come si sente e di assumere i farmaci regolarmente.
La cannabis interferisce con la terapia, bisognerebbe studiare una strategia per eliminarla.
Potrebbe essere utile associare al trattamento farmacologico una psicoterapia per migliorare il controllo dell'impulsività: se impara a controllarsi l'autostima migliora.
Franca Scapellato

[#4] dopo  
Utente 401XXX

Sono d'accordo sulla psicoterapia, non tutto è risolvibile con i soli farmaci, difatti il medico che mi ha dato il secondo parere è uno psichiatra psicoterapeuta ma se non riesco a comprendere cosa c'è di patologico in me non posso impegnarmi a fondo nella cura. Qui addirittura non si tratta di opinioni diagnostiche diverse, ma di scegliere se seguire uno psichiatra che mi ritiene un borderline grave o un altro che mi ritiene completamente sano o comunque meritevole di un paio di sedute per risolvere il problema. Da qui scaturiscono la confusione e la necessità di una diagnosi esaustiva per seguire un percorso con costanza. Secondo la sua esperienza è possibile diagnosticare un disturbo di personalità se influenzato dall'uso di sostanze (da considerarsi come fattore slatentizzante) o le due cose si escludono vicendevolmente e si parla di disturbo da uso di sostanze?

[#5] dopo  
Utente 401XXX

Trovandomi in quest'alone di incertezza ho pensato di prenotare un terzo consulto, quanto meno "statisticamente parlando" posso orientarmi verso la normalità o la patologia e seguire una cura farmacologica e/o psicoterapica appropriata (attualmente non sono più seguito da nessuno in pratica). Nel frattempo, se qualcuno fra i medici qui volesse esprimere il suo parere come ha fatto la gentile dr.ssa Scapellato, mi tornerebbe molto utile. Grazie in anticipo

[#6] dopo  
Utente 401XXX

Il terzo psichiatra ha confermato il disturbo borderline, reputandolo ad alto funzionamento. La nuova terapia è: prozac 10 mg, carbolithium 300 mg e xanax 1 mg x 3 (la vecchia terapia verrà sospesa gradualmente). Dott.ssa Scapellato perdoni la ripetizione ma lei è d'accordo sulla diagnosi di un disturbo di personalità se influenzato dall'uso di sostanze (da considerarsi come fattore slatentizzante) o le due cose si escludono vicendevolmente e si parla di disturbo da uso di sostanze?

[#7]  
Dr.ssa Franca Scapellato

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I disturbi di personalità si associano spesso all'uso di sostanze, è difficile trovare un borderline che non abusi di qualcosa, e di certo le sostanze alterano la personalità.
Da parte sua come ripeto, nel suo interesse, deve assumere le terapie con costanza, astenersi il più possibile dalle droghe, compresa la cannabis, e vedere se la situazione migliora.
Franca Scapellato

[#8] dopo  
Utente 401XXX

Seguirò i consigli. Grazie per la disponibilità e buona giornata