Ricorrere ad un antidepressivo è utile?

Sto passando un periodo non molto piacevole.... ansia per il lavoro (sono un avvocato) che vivo con molta frustrazione poiché non guadagno sufficientemente e vivo sentendomi schiacciato dalle responsabilità, per il futuro, ansia per il tempo che passa (quest'anno compio 40 anni) ansia, sensi di colpa, frustrazione...... fino a qualche tempo fa avevo il complesso del pene piccolo ma questo complesso grazie ad un paio di visite credo di averlo superato, vado in apprensione esageratamente per ogni cosa. A metà gennaio ho dovuto gestire una crisi matrimoniale dei miei genitori. L'ennesima che ho vissuto da quando ero bambino e quei conflitti violenti(solo un paio di volte sono stati scontri fisici)mi hanno fatto da sempre disdisperare. .... mi sono sentito sempre combattuto e messo in mezzo a due fuochi... ho fatto psicoterapia per diversi anni e comunque la psicoterapia è entrata nella mia vita come strumento di autoanalisi e di autosostengo. Mi e' stata molto utile.....Soloche nonostante la buona volontà vivo ancora con molta ansia.
La mia psicologa è sempre stata contrarissima agli psicofarmaci poiché nascondono il problema è non lo risolvono. Sono abbastanza d'accordo con lei ma la domanda è

Ricorrere all'aiuto di uno psicofarmaco non a dosi piene ( un farmaco tipo entact che sembra sia ben tollerato e con pochi effetti collaterali) sarebbe di aiuto per superare definitivamente determinati problemi che ancora mi assillano? Vivere così è pesante..... sono sempre triste..... e non riesco a trovare una stabilità interiore duratura.... ho sempre ricadute.....

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Dr. Adelia Lucattini Psichiatra, Psicoterapeuta 182 7 24
Non vi sono controindicazioni all'associazione di una terapia farmacologica durante un trattamento psicoterapico.
Questo però va senz'altro discusso all'interno della psico terapia con lo psicoterapeuta.
Gli psicofarmaci "non risolvono i problemi" che possono essere affrontati solo con ls psicoterapia, ma aiutano (quando si rivelano necessari) a sollevare il tono dell'umore, alleviare l'ansia o altri sintomi associati .
Qualora con lo psicoterapeuta si giunga a concordare sull'utilità di un trattamento farmacologico, è senz'altro da evitare il "fai da te". È invece indispensabile rivolgersi ad uno psichiatra per una valutazione clinica sull'opportunità/necessità di un'eventuale trattamento farmacologico.
Sarà poi lo psichiatra, col consenso del paziente, a mettersi in contatto con lo psicoterapeuta per il necessario raccordo terapeutico tra professionisti.

Dr. Adelia Lucattini.
Psichiatra Psicoterapeuta.

Psicoanalista Ordinario SPI-IPA.Esperta in bambini e adolescenti.Depressione-Disturbi dell'umo

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Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 40.7k 991 63
Un trattamento farmacologico è curativo e non nasconde alcun sintomo.
I farmaci sono da considerarsi risolutivi di tutta la sintomatologia lamentata.

Il fatto che la sua psicoterapeuta sia contraria non vuol dire che lei non posso rivolgersi ad uno psichiatra per far trattare questi disturbi, tanto più che la psico rapida ha avuto una efficacia parziale e lei si ritrova con sintomi nuovamente.

Il primo passo di trattamento deve essere sempre lo psichiatra in quanto se trova, come è successo, uno psicoterapeuta contagio a tali trattamenti, potrebbe essere sottratto a trattamenti efficaci e validati.

Dr. F. S. Ruggiero
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dopo
Utente
Utente
Innanzitutto Vi ringrazio delle risposte.... questo servizio è un servizio molto utile. Spesso già sapere di essere ascoltato da qualcuno anche se su internet ha un effetto terapeutico. Dopo aver chiesto il consulto su internet in un evidente momento negativo ho passato una nottata travagliata facendo diversi sogni e capendo alcuni delicati passaggi.
Riassumendo in breve la fonte delle mie ansie è essenzialmente una grossa quantità di rabbia accumulata negli anni e in diversi episodi legati alla mia famiglia e ai ricatti emotivi che ho subito poi anche nelle mie storie sentimentali.... ho fatto sogni molto chiari in cui ho rivisto simbolicamente molti episodi brutti della mia vita e nel sogno ho praticamente mandato "affan....." diverse persone..... la mattina mi sono svegliato sicuramente scosso ma decisamente con uno spirito diverso.... direi incazzato... ma nel senso positivo del termine.
Terrò a mente il suggerimento di prendere in considerazione la possibilità di affiancare uno psicofarmaco per avere un aiuto.... forse al momento, avendo capito che la fonte delle mie ansie è un blocco interno dovuto a tanta rabbia che ho dentro, è meglio continuare a lavorare su questa rabbia.... a scaricarla e ad elaborarla.....
Sapere che in ogni caso posso contare anche su un aiuto "esterno" (cioè avere eventualmente un sostegno su un farmaco) in qualche modo mi ha aiutato a sentirmi meno vulnerabile e a focalizzare i veri problemi che mi assillano... Sono molto riconoscente sia al Servizio MEDICITALIA che ai dottori e specialisti che dedicano il loro tempo a dare risposte. Grazie....e speriamo di non aver nuovamente bisogno di consulti del genere......
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Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 40.7k 991 63
Penso che lei faccia troppe operazioni psicologiche sulla sua situazione elucubrando continuamente sulla sua condizione.

Ciò per lei è vissuto positivamente mentre, in realtà, può essere una operazione che può scatenare nuovi sintomi nel breve termine.

Dr. F. S. Ruggiero
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