Utente 373XXX
Buongiorno cari dottori,
Anzitutto esordisco ringraziandovi per il lavoro che fate all'interno del sito. Non è la prima volta che chiedo consulto a medicitalia!

Venendo a noi, è da quasi due anni che sto sperimentando una mancanza totale di concentrazione. Non riesco a memorizzare bene le cose, le dimentico facilmente, non riesco a ricordarmi ciò che ho appreso (bene) il giorno prima, e questo mi sta generando un senso di frustrazione incredibile. Nonostante tutto, all'università i risultati sono molto buoni, ma ogni esame sta diventando un'agonia, tant'è che non provo più nemmeno piacere in quello che faccio. Aggiungo anche che ho un senso di ovattamento al cervello, come se non riuscissi a richiamare ciò che mi interessa alla mente quando voglio..

Per quanto riguarda la mia infanzia e adolescenza, sono sempre stato un bravo studente: alle elementari e alle medie ero bravissimo, il primo della classe, un prodigio. Poi alle superiori la cosa è andata lentamente scemando, eccezion fatta per quelle materie che amavo, in cui risultavo il migliore.

Per quanto riguarda la mia storia clinica invece, ci sono stati alti e bassi: soffrivo di ansie (leggere) già nel finire delle medie e questo ha caratterizzato tutte le mie superiori. Sono caduto pure in depressione negli ultimi anni per motivi relazionali e personali e ho abusato qualche volta di droghe leggere e alcool. Sono stato molto male, mi venne consigliato di cominciare una cura a base di ssri ma rifiutai per via degli effetti collaterali. Ho superato questa fase e da ormai due anni conduco una vita molto regolare. Inoltre la depressione, a mio parere, sembra stia rientrando. Rimango comunque con uno spettro dell'umore basso, ma devo dire che l'appetito non mi manca, che mi sveglio la mattina volenteroso e che ho riacquistato un pò di motivazione. Inoltre ho una buona famiglia (e con essa pure la familiarità ai disturbi psichiatrici) e una ragazza che mi ama e che amo.

Soffro ancora invece di ansie e qualche leggerissimo DOC. Le ansie si stanno acutizzando, ovvero sono costantemente sovrappensiero, vivo la quotidianità con paura, sono pessimista e ogni minimo problema mi appare come un dramma. L'ansia è generata anche dalla ricerca di una rassicurantevita perfetta, in cui non sussistono problemi o preoccupazioni

La mia motivazione è molto legata allo studio. Vorrei diventare docente di università e fare carriera accademica, ma questa maledetta mancanza di concentrazione e il loop di pensieri che ci genero attorno, mi portano all'angoscia e alla caduta di autostima

Da segnarare infine che soffro di gorgoglii all'orecchio, forse per via di un'otite semicronica o di un colpo d'aria. I rumori sono leggeri e posso ben che tenerli a bada, ma impegno una parte di energie per questo e ciò mi toglie ulteriore attenzione quando sono sui libri.

Insomma non capisco se soffro di disturbi di attenzione, di sindrome ansioso depressiva o altro, e vorrei poter essere indirizzato da voi. Vi ringrazio tanto!

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Lievissimo DOC non mi pare... questa dell'attenzione che sarebbe. ? Probabile che si stanchi tantissimo per prepararsi a esami che vanno bene, perché cerca di controllare tutto con il risultato che la fatica è ridondante. Un conto è però voler rendere di più, un conto è voler ricordare tutto, altro è affermare che si soffre di un deficit perché non si ricorda tutto, questo è un tipo di presentazione da doc.
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 373XXX

Nono assolutamente, so di avere anche io dei limiti e di non poter sapere tutto benissimo. In sè, non vivo l'esame in modo terribile, anzi, la materia mi piace pure! Ciò che me lo rende angosciante è proprio la mancanza di concentrazione.

Il mio quesito verte attorno ad un problema: il fatto che, rispetto a quasi tutti i miei coetanei e rispetto anche a tanti anni fa, ho una concentrazione bassissima, senso di ovattamento, mancanza di memoria, anche a breve termine e nel recupero di informazioni, senso di stordimento.
Raccontandovi la mia storia clinica, fatta appunto di ansie forti, acufen e depressioni, ho voluto fare chiarezza sul mio quadro psichico e cognitivo in modo tale da darvi maggiori informazioni per il consulto e magari per indirizzarmi.

Quindi vorrei capire se il problema di concentrazione (pesante) sia dovuto alla mia storia clinica (depressione e ansie acute) o ad un possibile sviluppo in etá adulta di disturbi dell'attenzione.

Scusate se sono stato poco chiaro. Spero possiate darmi una mano o indirizzarmi verso una soluzione.

Vi ringrazio, un caro saluto

[#3]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Le ribadisco l'impressione. Dà esami e ha buon rendimento. E' preoccupato della sua concentrazione, questo è l'elemento che non torna.

Poiché soffre di doc, e che questo della concentrazione è un tema frequente, riconsideri il problema e se mai faccia adeguare la cura.
Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente 373XXX

Grazie per il suo consulto, é stato gentile

Soffro di doc ma solo a livello lieve, ovvero curo molto (e tanto) me stesso, non riesco a volte a sconnettere i pensieri per potermi applicare e la testa anche in situazioni di relax viaggia a mille!
Però sono sicuro di essere più soggetto ad un umore negativo/pessimista e ad ansie. l'acufene inoltre non mi aiuta.

A questo punto visti gli ottimi risultati scolastici alle elementari medie e in parte superiori, nonchè anche i buoni risultati all'università (ma con sforzo e supplizio) lei pensa che le cause sono da ricercare altrove e non nei disturbi dell'attenzione?

E in questo caso, non essendo più in cura da uno psicologo e non avendo mai assunto gli ssri dello psichiatra, a chi mi consiglia di rivolgermi e soprattutto come posso indirizzarmi?

La e vi ringnrazio

[#5]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Come ancora le confermo, in primo luogo li ricercherei proprio nel doc, che al di là di ossessioni che si percepiscono come estranee e assurde, può manifestarsi anche con ossessioni su temi di per sé possibili o che ci stanno a cuore. Molte persone con doc hanno la tendenza di fondo a controllare se stessi e la realtà cercando di prevederla e gestirla, di trovare perché e di indurli in maniera da "pilotare" gli eventi verso l'esito desiderato, in questo arrivando a delle assurdità, ad esempio nelle relazioni o nel controllo delle proprie prestazioni.
Dr.Matteo Pacini
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[#6] dopo  
Utente 373XXX

Ora comprendo, pensavo che il doc fosse legato più a ossessioni intrusive e "assurde" piuttosto che al vivere quotidiano.

E come faccio a sedare questi disturbi? Il doc ce l'ho in comorbosità con ansia (a palate) e leggero umore basso.

Diciamo che ho "paura di vivere", che temo che le cose abbiano un risvolto sempre tragico. Ogni minimo problema mi porta a preoccuparmi eccessivamente e inoltre vivo nell'ansia che possa succedere qualcosa alle persone a cui voglio bene. Tra l'altro mi faccio carico di loro in parte, proprio per evitare che soffrano e che, di conseguenza, io soffra. Vivo nella tragedia greca, pur essendo una vita abbastanza normale, fatta di alti e bassi, con impegni normali e situazioni normali.

Sulla concentrazione penso incida tanto l'ansia, che mi ottunda completamente, e il loop di pensiero che ci sviluppo attorno (doc).
Non sono uno stupido, anzi, penso di avere "testa", ma in questo periodo mi sento il contrario, come se avessi perso smalto.

Vorrei poter tornare brillante e sveglio, e poter affrontare la quotidianitá ed i problemi, a prescindere dalla loro entità, in modo normale e un pò distaccato. La mia vita non è invalidante, sono io che la invalido e questo mi genera anche un pò di conflitto interiore.

Su cosa dovrei lavorare?
La psicoterapia cognitivo-comportamentale potrebbe tornarmi utile in questo caso? Ed è efficace nei soggetti come me?

Vi e la ringrazio

[#7]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Si possono semplicemente provare le cure per il DOC, appunto la farmacologica e la cognitivo-comportamentale, associate anche.
Dr.Matteo Pacini
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