Miochimie e xanax

Buonasera,
fin da piccola "soffro"sporadicamente del classico tremore alle palpebre inferiori e superiori. Solo che ultimamente si ripetono più volte al giorno e dopo la cura di integratori magnesio/potassio che sto ancora prendendo, stanno regredendo ma non cè giorno che, con uno starnuto o addirittura spruzzandomi il profumo e stando attenta a tenere lontano dagli occhi qualsiasi spray, non tremino una e/o entrambe. Ho eseguito una visita neurologica, il cui specialista mi ha prescritto un integratore e una babilonia di analisi del sangue (risultate al limite della perfezione, nessun squilibrio elettrolitico, tsh nella norma- un pò carente di vitamina D) ed rm cerebrale e del rachide cervicale con e senza contrasto (alle quali devo ancora sottopormi in quanto mi hanno detto che tale liquido può causare allergie e si viene tutelati da questo con assunzione di cortisone). Inoltre il neurologo mi ha consigliato, se proprio voglio tranquillizzarmi, 4/5 gocce di xanax che però ha demandato al mio medico di base, il quale, un pò restio a prescrivermelo, ha esclamato " così giovane prendere dello xanax.." assumendo una espressione dubbiosa. Queste miochimie si sono accese un pò in tutto il corpo in maniera consequenziale alle palpebre e, con l'inizio di xanax (che, sono sincera, in una ragazza di 70 kg e oltre, che non ha mai assunto psicofarmaci e/o benzodiazepine, sono "quasi"acqua fresca) ho notato miglioramenti (vario dalle 8 alle 11/12 gocce esclusivamente alla sera dal 20 gennaio). Ad esempio però, dato che queste "goccine" mi aiutano a dormire (prima faticavo molto ad addormentarmi e almeno due volte mi risvegliavo), come si spiega che una mattina alle sei e mezza, dopo una notte di sonno ristoratore, mi svegliassi sempre per colpa di questa pulsazione alla palpebra? Lì ho deciso di assumere 10 gocce di xanax e stremata mi sono addormentata dopo mezz'oretta mentre la palpebra continuava il suo tip tap. Arrivo ai quesiti: avendo studiato le benzodiazepine, so che creano dipendenza soprattutto in forma autogestita, e so anche che dipendenza equivale a tolleranza, per cui nel tempo il mio cervello richiederà dosi sempre maggiori. Il punto è: posso continuare ad assumere xanax per tamponare queste dannate miochimie e la tensione/ansia che di notte possono ripresentarsi e dormire così sonni tranquilli? Sottolineo che due settimane fa, all'esordio, dalle 16 alle 22 la palpebra incessantemente batteva ed ero nervosissima. Escludendo cause organiche, devo per forza fare la rm? Esistono altri farmaci tranquillanti al posto di xanax? Sto sostenendo alcuni esami per prendere una seconda laurea, ho un lavoro part time che mi soddisfa e ad ottobre ho scoperto che la persona a cui volevo bene prediligeva persone dello stesso sesso. Può aver influito a distanza di mesi questa concatenazione di eventi sul mio stato psico-fisico? Scusandomi per la prolissità, porgo cordiali saluti a tutto lo Staff
[#1]
Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 35,3k 861 226
Gentile utente,

in primo luogo, poiché le cure autogestite non hanno senso, tantomeno possiamo qui darei indicazioni in merito.

Veniamo però ad alcuni concetti non corretti. Le benzodiazepine inducono assuefazione nell'assunzione regolare, non importa se autogestite o meno. La dipendenza è una cosa diversa. Il cervello non richiede dosi maggiori: sono richieste dosi maggiori in chi è assuefatto per ottenere un effetto, il che non significa che le persone facciano sempre così. Anzi, molti continuano ad assumere inutilmente dosi costanti, per un legame che si è stabilito con la sostanza, non per il beneficio reale.

Esistono anche altre cure, più che per il sintomo preso in sé, per l'attenzione che gli dedica, che diventa alla fine l'interferenza principale.

Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it
Visite e Consulti Skype : "Studio Psichiatrico Pacini"

[#2]
dopo
Utente
Utente
Grazie dottore per il chiarimento, so bene che molte persone si "affezionano" ad un medicinale e non lo abbandonano più, mantenendo il dosaggio invariato (anche se non saprei se, mettendo alla prova queste persone, e chiedendo loro di saltare un'assunzione, sarebbero felici di interrompere per poco il loro rituale...).
L'attenzione dedicata al sintomo è pari al suo fastidio: sfido chiunque a parlare in pubblico con un tremore palpebrale non transitorio (anche Lei stesso dottore mi creda) e a non farne un'ossessione (piccola o grande che sia, ma soggettiva, lo ammetto).
Ad ogni modo aspetterò che l'organismo cessi queste manifestazioni che, a detta di molti, servono a "scaricare" energia in eccesso...Sarà...
Grazie di tutto
[#3]
Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 35,3k 861 226
"L'attenzione dedicata al sintomo è pari al suo fastidio"

No, l'attenzione spesso è il suo fastidio, ma chi ha questo problema, cioè la preoccupazione di un sintomo, comincia a convincersi che è preoccupato a causa del sintomo. Non è così. Sono due situazioni diverse, che è semplice distinguere per chi la visita.

Scaricare energie in eccesso è un modo di dire da talk show. Questa visione animistica del corpo umano è affascinante ma francamente non è medicina.
[#4]
dopo
Utente
Utente
Gentile Dottore,
è ovvio che l'attenzione e la tensione posta sul sintomo sono a volte maggiori del sintomo stesso, ma il problema rimane!!! Capire la derivazione di questo sintomo equivarrebbe ad una diminuzione della preoccupazione annessa, non trova?
Comunque personalmente non amo i talk show e scaricare energie in eccesso l'ho sentito dire da Suoi colleghi sia di Medicitalia che in altre sedi non virtuali.
Capisco che qui non potete prescrivere trattamenti o indirizzare verso percorsi classificatori, ma spiegarmi allora a che serve questo sito potete farlo?
Grazie
[#5]
Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 35,3k 861 226
Non è neanche questo, è che l'attenzione definisce il sintomo in alcuni casi. Non è solo una questione di sopportabilità di un qualcosa che comunque ha una sua corrispondenza.

Lo so bene che questi termini sono di uso comune per semplificare le spiegazioni, purtroppo a mio avviso non chiariscono nulla.

Parlare possibili classificazioni è quello che stiamo facendo. Infatti il sito serve anche a questo.
[#6]
dopo
Utente
Utente
E' più che evidente che dovrò scoprire da sola la causa e l'origine di questo sintomo non invalidante ma sicuramente fastidioso. Se non conosco la causa di questa corrispondenza come faccio a risolverlo? Dottore lei mi sta dicendo tra le righe che gli esseri umani sono capaci di prevedere ed anticipare, con i loro comportamenti/atteggiamenti/preoccupazioni dei sintomi come ad es. questi spasmi (escluse cause organiche).
Questo sintomo si origina "da nulla", non posso dire di avere vissuto situazioni estreme tali da giustificare una continuità, se non un breve periodo di tensione ma l'ansia e la tensione sono dei salvavita (dicono).
Eseguirò comunque la risonanza cranica sperando che il cervello sia presente.
Saluti
[#7]
Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 35,3k 861 226
Gentile utente,

Non è che sono capaci, è un altro discorso. La preoccupazione rende sintomo anche il nulla, e le persone ansiose non sono persone che non hanno sintomi e sono sempre e solo ansiose.
Quindi il punto è oggettivizzare la cosa, e un medico che la visita può farlo, nelle sue due componenti: la preoccupazione, e la palpebra.
Il neurologo le ha prescritto lo xanax, e questo è già di per sé un orientamento diagnostico generico, anche se il rimedio è di quelli momentanei.
[#8]
dopo
Utente
Utente
Gentile Dottore,
le Sue parole mi hanno fatto riflettere molto... La voglio aggiornare sull'esito della rm encefalo prescrittami dal neurologo (senza liquido di contrasto). Aggiungo che i risultati delle analisi del sangue rientrano nella norma (tsh,ecc..).:


"Non alterazione del segnale del parenchima encefalico nè espansi in sede endocranica. Nella norma per dimensioni e morfologia il sistema ventricolare e gli spazi liquorali periencefalici. In asse le strutture della linea mediana. Collateralmente si segnala impegno mucoso delle cellule mastoidei di sinistra, possibile espressione di processo flogistico. Non formazioni espansivi in sede intraorbitaria bilateralmente".

Mi sa che neanche qui la palpebra c'entri....Come dice mia madre "Se vibra significa che è viva.."

Quali argomenti vorresti approfondire su Medicitalia? Partecipa al sondaggio