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Depressione e probabili dipendenze

Buongiorno,
vi scrivo per avere un consiglio su come poter aiutare la mia famiglia che si sta trovando ad affrontare una situazione di difficoltà emotiva.
Nel marzo del 2015 mio padre è caduto in depressione. Ha incominciato ad avere pensieri ossessivo-compulsivi ed è iniziato un percorso fatto di visite specialistiche con psichiatri e neurologi, che si è concluso nel giugno dell’anno scorso quando mio padre ha deciso di curarsi da solo e di appellarsi alla sua sola forza di volontà. Quindi, attualmente, non è in cura da nessuno, si autosomministra i medicinali all'occorrenza e apparentemente sembra stare meglio, ma i pensieri ossessivi continuano a tormentarlo e quindi siamo tornati al punto di partenza. Mia madre ormai non è in grado di sostenere questa situazione e ritiene di essere esaurita anche lei e, tra tutti, mia sorella è quella che mi preoccupa di più. Ha 29 anni, attualmente è in cerca di un’occupazione, non è fidanzata e anche le amicizie non sono numerose. E’ una persona molto permalosa ed insicura e non fa che colpevolizzare i miei genitori per tutto. Riversa su di loro tutte le sue frustrazioni. Ha un rapporto conflittuale in particolare con mia madre e a periodi con me. Ultimamente si sta avvicinando al mondo delle costellazioni familiari. E' sempre stata attratta da cartomanti e astrologi. (A 18 anni dopo essere stata lasciata dal suo primo fidanzato chiamò talmente tanti cartomanti da far arrivare a casa una bolletta astronomica. I mie bloccarono i numeri a pagamento e la portarono da uno psicologo che, però, al pari dei cartomanti si rivelò un ciarlatano). Da allora ha sempre mantenuto questa sua “creduloneria” in particolare quando attraversa momenti di crisi o di forte stress. L’ultima è il mondo delle costellazioni familiari, che da quello che leggo su internet può sfociare in quello delle sette, e francamente mi sto allarmando. Ovviamente ne ho parlato con mia sorella, mostrandole tutto il mio scetticismo. Ma purtroppo non riesco sempre ad essere fredda e distaccata dal riuscire ad avere con lei un dialogo pacato. Visto che i miei non sono in grado di gestirla (ieri sera, a quanto pare dopo una riunione col gruppo della costellazione, ha continuato ad attaccare verbalmente i miei genitori, e mia madre ha sentito mio padre scusarsi più volte con lei per il suo stato di salute), vorrei capire come muovermi ed ottenere dei risultati concreti.
E'possibile che abbia anche lei un disturbo compulsivo-ossessivo? Devo indirizzarla verso uno specialista? E’consigliabile una terapia familiare (per mio padre, per mia madre, per mia sorella) in questi casi? La verità è che contro questi ciarlatani posso rivolgermi alle forze dell’ordine, ma non basterebbe per risolvere il problema a monte con mia sorella dal punto di vista umano-psicologico.
Vi ringrazio sin d'ora per la vostra risposta.
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Dr. Giovanni Portuesi Psichiatra, Psicoterapeuta 584 31 1
Non mi sembra che sua sorella soffra di in disturbo ossessivo compulsivo . Mi sembra che il problema abbia a che fare con una personalità fragile e immatura, per la quale sua sorella tende a sviluppare dei rapporti di dipendenza infantile nei confronti di figure vissute come onnipotenti. Questo tipo di relazione regressiva può svilupparsi anche verso gruppi piuttosto che verso individui ed è opinione diffusa che questo sia il meccanismo alla base di certe sette.
Penso che il miglior aiuto per sua sorella possa venire da uno psicoterapeuta preparato e , ovviamente onesto.

Dr Giovanni Portuesi

[#2]
dopo
Utente
Utente
La ringrazio per la Sua riposta. Ho contattato una psicoterapeuta che conosco personalmente e non appena riuscirò a convincere mia sorella le metterò in contatto diretto.
Ho detto a mia sorella che sarebbe necessario parlare con una persona esperta della rabbia che cova dentro di sé nei confronti miei (per essermene andata di casa anni fa, per essermi fatta una vita) e dei miei genitori (per i motivi che ho accennato sopra), ma la risposta è stata "Qui tutti avremmo bisogno di una terapia. Io ci sono già stata da uno psicologo e mi ha detto che non sono malata". E' vero che mesi fa (e anche qualche anno fa) dietro mia spinta è andata da una psicoterapeuta, ma io credo che non si sia aperta del tutto e che si sia semplicemente stufata di andarci. Forse ho sbagliato a non seguire la cosa personalmente lasciando fare a lei. Ma proprio per il discorso della sua immaturità, ho cercato di farla agire in maniera autonoma. In tutto ciò, io e mia sorella abbiamo un rapporto conflittuale, lei è sempre molto aggressiva. Mi accusa di essere stata la prima ad avere conflitti con i miei genitori e quindi di essere l'ultima persona che può permettersi di dare consigli a lei su come comportarsi con loro (è vero i conflitti ci sono stati, ma i miei a differenza di ora erano più giovani e più rigidi ed io, in ogni caso, non li ho mai insultati. Insomma ogni situazione è a se stante), si mette in continua competizione con me per qualsiasi cosa, io le do dei consigli e lei crede di essere giudicata, è gelosa delle mie amicizie. Le volte che, tornando a casa, rivedo i miei vecchi amici, lei cerca di farmi sentire in colpa perché non trascorrerei tutto il tempo con lei e/o con i miei (atteggiamento mutuato da mia madre), tende a sminuire la mia professionalità e se cerco di guidarla -visto che abbiamo seguito lo stesso percorso di studi e facciamo cose simili, anche se io chiaramente essendo più grande sono più avanti di lei nel percorso professionale- mi dice "Ma chi ti credi di essere..". Insomma è difficile riuscire a rapportarsi con lei in maniera serena. Non fa altro che ripetermi (a fasi alterne) che non ha stima di me. In pratica io non meriterei quello che ho, né in ambito lavorativo, né sentimentale, perché sarei stata soprattutto fortunata.
L'80% delle volte si finisce a discutere ed io sono stanca, perché pur stando a distanza i problemi della mia famiglia mi seguono inesorabilmente, vorrei riuscire ad aiutarli, ma mi rendo conto del fatto che se non capiscono loro in prima persona come agire, io posso fare ben poco. Mi sento impotente e preoccupata sia perché non riesco ad aiutare loro, sia perché non riesco ad affrontare i miei di problemi in ogni ambito. Mi ritrovo a passare, in un momento non facile da un punto di vista lavorativo e personale, ore ed ore al telefono con mia sorella parlando/discutendo, con mia madre ad ascoltare i suoi sfoghi di madre delusa e incredula....senza riuscire a dare un contributo concreto a quanto pare in nessun caso.
Mi chiedo fino a che punto io possa fare qualcosa e se mai questa situazione avrà dei risvolti positivi.
Ringrazio sin d'ora per la risposta.

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