Utente 456XXX
Gentili medici, desideravo porvi una domanda sul mio caso di salute.
In primo tempo, per una forte insonnia mi sono rivolta ad uno psichiatra, il quale mi diagnostica una depressione maggiore. Ai successivi colloqui mi riferisce che non è una semplice depressione ma un disturbo dell' umore con tendenza al versante depressivo, dandomi come stabilizzante l'abilify e antidepressivo anafranil.Per motivi che non sto qui a spiegare, lascio lo psichiatra e mi reco da un neurologo che mi blocca l 'abilify, perché mi causa un parchinsonismo iatrogeno e mi lascia per un periodo solo con anafranil. Alle visite successive, gli racconto che ho delle ansie con visioni di immagini intrusive in cui immagino di fare cose che mai vorrei, e mi prescrive la clozapina. In una delle ultime mi chiede come sto e gli riferisco che ho giorni di alti e bassi, mi dice che soffro di DBC di tipo II. Mi da resilient sempre con anafranil. Oggi mi sono recata da una psichiatra, mi ha detto che vuole capire meglio quale sia il mio problema, considerato che ho in anamnesi parenti che hanno sofferto di schizofrenia, e mi vuole togliere anafranil, il quale a suo dire, a lungo andare (1 anno e2 mesi) porta sbalzi d'umore e mi lascia il resilient.
Volevo gentilmente chiedervi, se è vero che anafranil a lungo termine con un dosaggio max di 75mg a r.p. porta questo tipo di problemi, in quanto su internet e sui foglietti illustrativi non mi sembra che sia riportato e di chi fidarsi? Il neurologo può aiutare? Essendomi rivolta al CSM, in un certo senso non mi sento tutelata perché noto una certa autorità da parte della dottoressa, che mi ha dato un senso di intromissione nelle faccende private e familiari. Sono tranquilla che non mi sbatte in TSO, senza motivo?
In attesa di un riscontro ringrazio chi in anticipo avrà cura di rispondermi.

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Alcuni punti che non mi tornano:

- "ma un disturbo dell' umore con tendenza al versante depressivo". Se è depressivo, non vi sono versante. Se si parla di versanti, verrebbe da pensare all'altro tipo di disturbi dell'umore, non quello depressivo, ma quello bipolare
- i pensieri intrusivi, che menziona dopo, sono affrontati con clozapina, e anche questo torna poco
- si passa poi a un DBC II (questa sigla a cosa corrisponde ?), a disturbo bipolare di tipo II ? A questo punto tornerebbe la scelta del medico, di usare il litio come base, magari anche da solo, e provare a non impiegare l'antidepressivo sulla base del fatto che in effetti può non essere adatto.
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 456XXX

Gentile Dott. Pacini
Grazie per la sua pronta risposta.
Per quanto riguarda il primo suo punto in discussione, il primo psichiatra mi disse che il mio disturbo dell'umore era in pratica fluttuante tra la normalità e la depressione.
I pensieri intrusivi, nella mia ignoranza so che fanno parte di DOC, e se tali vanno trattati con anafranil. Però, il dottore neurologo mi diede la clozapina per scongiurare un problema più grave latente, considerata un anamnesi di schizofrenia in famiglia.
Il DBC è inteso come bipolare, che mi diagnostica sempre il neurologo. Il mio dubbio sta nell eliminazione, da parte di una nuova psichiatra che vuole farci luce, dell anafranil che a suo dire porta sbalzi d'umore. È qualcosa di reale? La via giusta?
Grazie

[#3]  
Dr. Matteo Pacini

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Se DBC è disturbo bipolare la sigla non mi torna (C cosa significa ?).
Scongiurare un problema latente non credo, se le ha dato clozapina avrà voluto incidere su un problema presente. Non è che si dà un farmaco del genere perché uno ha un caso in famiglia.

Direi che la posizione della psichiatra attuale, rispetto sia alla diagnosi che alla gestione delle medicine, mi pare che torni.
Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente 456XXX

Grazie dottore del Suo pronto intervento.
Il neurologo con DBC intendeva riferirsi ad un disturbo bipolare del comportamento.
La nuova psichiatra, non si è voluta esporre in diagnosi, quindi mi ha tolto 1/2 dose d'anafranil(chiedo scusa perché sono stata imprecisa nelle battute precedenti), per "pulire" un pò la terapia, lasciando il litio. La mia domanda è questa: questo tipo di trattamento rivelerà davvero il mio problema di partenza?è corretto agire così?
Grazie ancora.

[#5]  
Dr. Matteo Pacini

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Ho capito la sigla, ma non esiste come dicitura. Disturbo bipolare (per forza del comportamento, di cosa altrimenti ?).
Il tipo di trattamento è logico quando si voglia ripartire da una base il più semplice possibile per trattare il disturbo bipolare, che magari può anche restare semplice.
Dr.Matteo Pacini
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[#6] dopo  
Utente 456XXX

Dottore, infinite grazie per le sue risposte esaurienti. Il mio dubbio è se la dottoressa psichiatra, non si è voluta esporre su una diagnosi, perché mi lascia il litio, usato per il bipolare, e dimezza anafranil, dicendo che sporca la terapia e le crea un filtro per capire di quale disturbo soffra dall' inizio? Forse dubita che effettivamente sia disturbo bipolare, (la psichiatra)?
In attesa di una sua opinione, la ringrazio, per la sua gentilezza e prontezza, e quella qualità che poco caratterizza un medico, l' umiltà di abbassarsi ai pazienti e ai loro dubbi.
Grazie ancora.
Utente 456019

[#7]  
Dr. Matteo Pacini

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Questa manovra farebbe pensare che non dubiti che sia disturbo bipolare, anzi il contrario.
Dr.Matteo Pacini
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[#8] dopo  
Utente 456XXX

OK, dottore, ma per quale ragione mi ha lasciato il litio utilizzato per il bipolare invariato, dimezzando l anafranil che è un antidepressivo? Nella mia ignoranza non capisco la logica di questa modifica.
Grazie in aticipo

[#9]  
Dr. Matteo Pacini

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Perché il litio è una base per il disturbo bipolare,e l'antidepressivo può invece essere peggiorativo sul disturbo bipolare.
Dr.Matteo Pacini
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[#10] dopo  
Utente 456XXX

Grazie mille dottore, le auguro buon lavoro.