Utente 463XXX
Gentili dottori, vorrei avere delle delucidazioni in merito al disturbo bipolare.
E' possibile guarire definitivamente da questo disturbo?
Un evento stressante può causarne l'insorgenza?
Eliminare le fonti di stress e risolvere problemi personali comportano una guarigione a lungo termine?

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Esistono diversi tipi di disturbo bipolare. Si riconosce come fattori di innesco, a cui il disturbo rimane legato, l'uso di sostanze. I fattori stressanti sono qualcosa di estremamente variabile, la cui parte oggettiva non è invece correlata all'insorgenza di questo disturbo, statisticamente parlando.
Poiché vi sono diverse forme e il decorso varia dalle forme continue a quelle con pochi episodi, non si può parlare "in generale" di quale sia il decorso. Il benessere, anche completo e prolungato per anni, non significa immunità dalle ricadute.
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 463XXX

Grazie infinite per la tempestiva risposta. Il fatto è che mi è stata diagnosticata, a seguito di diagnosi errate e conseguenti terapie fallimentari, una depressione agitata e quindi uno stato bipolare misto, credo. Scrivo "credo" perché il nuovo curante ha eliminato antidepressivi dalla terapia ed ha introdotto uno stabilizzatore (Lamictal) insieme al Deniban. Premetto che l'ultima terapia antidepressiva mi aveva distrutto, aumentando l'ansia e l'agitazione in maniera esponenziale.
Quindi stavo preoccupandomi un po' e volevo sapere se con una adeguata terapia era possibile guarire.

[#3]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

In che senso dice "diagnosi errate" ?
Sembrerebbe che il curante attuale abbia confermato tale diagnosi, visto che coerentemente non usa antidepressivi maggiori ma il lamictal.
Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente 463XXX

Per diagnosi errate intendevo delle valutazioni sbagliate sul mio stato giacché sono stato trattato con antidepressivi, da precedenti curanti, che non mi hanno giovato, anzi, nell'ultimo caso con il Cipralex, sono stato davvero peggio per via di un nervosismo ed un'ansia estrema che non passava, ma aumentava nonostante avessi atteso più di un mese la risposta terapeutica.
Il mio problema è un'ansia fortissima che si manifesta con fame d'aria principalmente e che si accompagna ad eccitabilità, nervosismo e impossibilità a concentrarmi.
Adesso ho intrapresa questa terapia ed il Lamictal mi sta procurando dei leggerissimi stati di cefalea, mentre per l'ansia alle volte sto meglio, e alle volte no. Però premetto che il dosaggio che sto assumendo è di 50 mg. perché sono alla terza settimana d'assunzione. Assunzione iniziata con 25 mg.
Ora siccome questo disturbo fa parte della famiglia dei disturbi bipolari, ho paura di non uscirne mai più e di dover fare affidamento ai farmaci per tempi lunghissimi.

[#5]  
Dr. Matteo Pacini

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Il ragionamento finale però potrebbe applicarsi a qualsiasi cosa, se fosse stato non un disturbo di tipo bipolare, ma di tipo depressivo, poteva ugualmente chiedersi una cosa del genere.
Io mi concentrerei sul fatto che intanto sembra abbia trovato una cura che funziona meglio.
Dr.Matteo Pacini
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[#6] dopo  
Utente 463XXX

Certo, ed infatti seguirò alla lettera le prescrizione del mio curante. Era solo una curiosità dettata anche dalla riflessione secondo cui, una volta risolte delle questioni personali e psicologiche, con un aiuto farmacologico come sostegno, forse la patologia intesa come insieme di sintomi insostenibili e invalidanti, potesse scomparire. Sono ben consapevole del fatto che non si richiede ad un dottore la felicità, ma solo uno stato di salute adatto per poter affrontare la vita e i propri problemi. Sto facendo anche psicoterapia dunque.
Il tutto comunque è nato dopo un periodo di stress incredibile che mi portò alla disperazione.

[#7]  
Dr. Matteo Pacini

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La cura non è da concepirsi come un aiuto o sostegno, è una cura.
Le cure sono testate in maniera che funzionino bene in condizioni medie su un determinato insieme di sintomi che hanno un determinato decorso.
Dr.Matteo Pacini
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