Utente 473XXX
Salve gent.mi dottori, mio figlio ventenne è stato ricoverato per un tentato suicidio dopo la assunzione di 13 pastiglie a base di erbe per combattere la depressione in cui era sprofondato negli ultimi 20 giorni. Le pastiglie fortunatamente non hanno causato danno, ma é stato ricoverato in psichiatria per evitare si faccia del male. Il secondo giorno l'abbiamo trovato talmente sedato che alle 10:30 del mattino non riusciva neanche a parlare ed è caduto per terra nel mettersi in piedi riferiva di non aver fatto nemmeno colazione.. dopo aver immediatamente parlato con i medici hanno deciso di abbassare la dose alludendo che siccome lui non aveva mai preso niente probabilmente le faceva un effetto troppo forte. ll mio primo colloquio con la dottoressa che lo curava è stato terribile, per cui abbiamo chiesto la possibilità di farlo seguire da un medico un po' piu umano e disponibile, visto la sua arroganza e impazienza nei miei confronti. Richiesta non accolta.
Dopo ogni colloquio mio figlio era distrutto a causa del approccio così pesante del medico che insisteva a farsi dire le "cose" che "nascondeva". Lei poi mi aveva assicurato che mio figlio ERA "telepatico" e siccome questo mi è sembrato "incredibile" si era molto arrabbiata dando per terminato il colloquio. Anche se gentilmente cercavo di spiegare che forse mio figlio CREDEVA di essere telepatico, ma che lo fosse in verità...era alquanto incredibile! Niente da fare -"Signora, suo figlio legge il pensiero degli altri e sente voci nella sua testa e questo è gravissimo!!- Io credevo fosse drepresso, ho detto.. - "no signora, suo figlio non è depresso, è schizofrenico!!"- questo dopp 36 ore di ricovero!
Io è la mia famiglia siamo piombati nel dolore e smarrimento. Al secondo colloquio ho portato mia figlia per evitare la possibilità che a causa del mio malessere io abbia potuto giudicare in modo sbagliato il medico.
Lei con la sua solita arroganza ci ha detto che mio figlio le nascondeva qualcosa e non satebbe uscito di lí se "non confessava cosa le stava nascondendo" ha anche detto che assumeva 20mg/die di olanzapina. E se dopo le feste non si fosse aperto sarebbe stato dimesso con diagnosi incerta! E con l'olanzapina.
Al che dopo aver consultato la famiglia abbiamo deciso per l'auto dimissione spiegando le ragioni ai medici.
Nel cartellino hanno scritto che mio figlio era, pulito curato nella sua igiene, in totale sintonia con le tematiche verbalizzate, attenzione e comprensione buone, non deficit di memoria a breve o lungo termine, eloquio con risposte congrue, no fenomeni allucinatori, umore nella norma, no ansia ne tensione, tendenzialmente isolato ma rispettoso delle norme, sostiene che dal comportamento altrui capisce che pensano male di lui. Diagnosi: psicosi nas, disturbo da uso cannabinoidi. Lui ora prova tanta ansia. Può essere un effetto colaterale del farmaco? 24 mg senza una diagnosi non sono troppi per un ragazzo cosi giovane? Aiutatemi per favore. Grazie mille

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Dr. Vassilis Martiadis

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I farmaci che ha assunto non dovrebbero provocare ansia. Purtroppo senza conoscere la condizione clinica non è possibile esprimere un parere. La diagnosi di psicosi non comporta necessariamente che si tratti di schizofrenia. Tuttavia un episodio psicotico, che può anche essere scatenato da abuso di sostanze, è un evento importante che non va assolutamente sottovalutato considerato anche il tentativo autolesivo messo in atto. Il ragazzo va seguito assolutamente da parte dei servizi di salute mentale della zona di residenza.
Cordiali saluti
Dott. Vassilis Martiadis
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[#2] dopo  
Utente 473XXX

Grazie dottore per la tempestiva risposta, infatti martedì abbiamo appuntamento con il Centro psichiatrico della mia zona. Andremo fino in fondo. Mi turba solo che parlino di abuso cannabinoidi dopo averci assicurato che tutti gli esami clinici erano perfetti, che non avevano trovato tracce di nessun tipo di droga e che abbiano deciso di farli assumere un antipsicotico come quello con un dosaggio così elevato senza una diagnosi...

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Dr. Vassilis Martiadis

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Ci aggiorni, se vorrà.
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