Utente 469XXX
Salve dottori, non è la prima volta che vi scrivo, ammetto di essere un po’ in crisi. Soffro ormai da un anno e mezzo di ansia cronica e depersonalizzazione (secondo la mia psichiatra sono anche depressa anche se questa è subentrata in un momento successivo).
Nessun farmaco sembra funzionare, ho provato diversi SSRI, l’unico che mi ha fatto stare bene sin da subito è stata la paroxetina, solo che dopo 7 mesi ha smesso di punto in bianco di funzionare. Non ho mai capito perché e la mia psichiatra è sempre stata contraria ad un aumento di dose. L’unico cambiamento di questi 7 mesi è stato un aumento ponderale: ho preso 10 kg. Potrebbe aver influito sulla non efficacia del farmaco/della dose?
E ancora: secondo la mia psichiatra non è indicata la venlafaxina (che difatti non ho ancora provato).
Ora non so se sentire un altro parere, se reintrodurre la paroxetina o passare ad un altro farmaco. In termini di tollerabilità, quale farmaco è preferibile tra venlafaxina e paroxetina?
Vi ringrazio dell’aiuto e spero riusciate a dissipare in parte i miei dubbi.

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
ALESSANDRIA (AL)
VIGEVANO (PV)
MILANO (MI)
BRESCIA (BS)
ROMA (RM)
PISA (PI)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2006
Prenota una visita specialistica
Gentile utente,

Quindi adesso la sua psichiatra cosa intende fare ?

Non esistono solo antidepressivi SSRI, e non esistono solo antidepressivi per il trattamento dei disturbi d'ansia. Però qui manca una diagnosi, perché "ansia cronica, depersonalizazione e depressione" sono degli aspetti, ma non si capisce la diagnosi precisa quale sia.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#2] dopo  
Utente 469XXX

Mi perdoni se rispondo adesso ma non avevo visto la risposta, comunque la diagnosi è ansia generalizzata

[#3]  
Dr. Matteo Pacini

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
ALESSANDRIA (AL)
VIGEVANO (PV)
MILANO (MI)
BRESCIA (BS)
ROMA (RM)
PISA (PI)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2006
Vale quel che dicevo allora, ci sono diverse categorie di farmaci per questa diagnosi, antidepressivi e anche non.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#4] dopo  
Utente 469XXX

A che farmaci si riferisce? Antipsicotici?

[#5]  
Dr. Matteo Pacini

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
ALESSANDRIA (AL)
VIGEVANO (PV)
MILANO (MI)
BRESCIA (BS)
ROMA (RM)
PISA (PI)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2006
Anche in parte, ma sia antidepressivi non SSRI che altri farmaci, non antidepressivi. Il pregabalin per esempio.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#6] dopo  
Utente 469XXX

Grazie dottore, ma il lyrica (di cui già avevo sentito parlare) è curativo? Intendo dire, la cura avrebbe una durata limitata come nel caso degli antidepressivi? (Non che vada sempre così, parlo del migliore dei casi). Ad ogni modo ne parlerò con la mia dottoressa, la ringrazio molto della disponibilità

[#7]  
Dr. Matteo Pacini

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
ALESSANDRIA (AL)
VIGEVANO (PV)
MILANO (MI)
BRESCIA (BS)
ROMA (RM)
PISA (PI)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2006
La cura non ha durate limitate o non limitate, la cura può esserre proseguita per brevi o lunghi periodi.
Questo vale per gli antidepressivi come per il lyrica.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#8] dopo  
Utente 469XXX

Grazie mille dottore, è stato chiaro ed esaustivo.
o
Un’ultima domanda: ho paura di sperimentare nuovi farmaci perché non voglio andare incontro a delusioni. Fermo restando che farò quanto stabilirà il medico, avrebbe senso proporle di tornare alla paroxetina (che aveva funzionato bene e non mi provocava effetti collaterali)?
Potrebbe aver smesso di funzionare perché in quei 7 mesi ho preso 10 kg o magari perché si era reso necessario un’aumento della dose? (ne prendevo 20 mg).
La ringrazio anticipatamente.

[#9]  
Dr. Matteo Pacini

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
ALESSANDRIA (AL)
VIGEVANO (PV)
MILANO (MI)
BRESCIA (BS)
ROMA (RM)
PISA (PI)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2006
No. Ha senso valutare le cure seguite, lasciando la decisione al medico, altrimenti si innesca un meccanismo medico/paziente che non funziona, cioè le terapie a quattro mani
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#10] dopo  
Utente 469XXX

Le assicuro che il mio medico non mi dà alcuno spazio decisionale (com’è giusto che sia). La mia domanda era un’altra, cioè se il peso potesse aver influito.

[#11]  
Dr. Matteo Pacini

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
ALESSANDRIA (AL)
VIGEVANO (PV)
MILANO (MI)
BRESCIA (BS)
ROMA (RM)
PISA (PI)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2006
No, perché il volume in cui il farmaco si distribuisce non cambia con il tessuto grasso, se mai un farmaco si può accumulare nel tessuto grasso, ma poi si raggiunge comunque un equilibrio
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#12] dopo  
Utente 469XXX

Dottore scusi se la disturbo di nuovo. Sono stata dal medico ma non ha voluto cambiarmi terapia, sostiene che essendoci già stati miglioramenti minimi devo guardare il bicchiere mezzo pieno e aspettare...aspettare cosa? Dopo due mesi di cipralex al dosaggio prima di 10 mg e poi di 15 (oltre il quale mi ha detto di non andare)?
Infine, mi tolga una curiosità: secondo la sua esperienza quale categoria di farmaci ha più probabilità di essere efficace anche a lungo termine?

[#13]  
Dr. Matteo Pacini

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
ALESSANDRIA (AL)
VIGEVANO (PV)
MILANO (MI)
BRESCIA (BS)
ROMA (RM)
PISA (PI)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2006
Miglioramenti minimi non è un bicchiere mezzo pieno...

Dopo due mesi a dosaggi comunque quasi massimo, e miglioramenti minimi, qualcosa andrebbe cambiato.

Sui farmaci efficaci a lungo termine c'è poca ricerca, proprio perché occorrono tempi lunghi per produrre studi. Diciamo che dall'esperienza accumulata, i farmaci che non siano sintomatici rimangono stabili nel tempo, mentre le malattie negli anni possono aggravarsi e quindi non rispondere più bene, anche per un semplice invecchiamento generale, fattori ormonali, eventi di vita negativi che si succedono etc.

E' vero che la risposta viene nel tempo, ma questo vale se parliamo di una risposta, anche non completa, non di un semplice accenno di miglioramento, cioè diciamo sotto il 50% per intenderci.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it