Utente 479XXX
Salve !
Vi contatto per conto di mia madre anziana di 74 anni.
Mia madre è soggetta da tantissimi anni di forti stati di ansia e attacchi di panico.
Da molti anni una psichiatra dell'ASL le aveva prescritto il risperdan da 1 mg da prendere una volta al giorno.
Dopo una decina d'anni approssimativi, mia madre non ha potuto più andare da questa psichiatra perchè nella zona l'asl ha rimosso questo servizio e ha preferito una visita neurologica all'ASL di cui il neurologo ha compreso dell'inutilità di questo farmaco per il suo problema e glielo ha tolto in maniera coatta dandole come sostituto il Tavor di 2,5 mg da prendere 1 compressa 2 volte al giorno.
I primi giorni della cura mia madre era uno zombie assoluto e pensate che non riusciva neanche a mettere una firma (cercava di firmare sul tavolo invece che su un foglio).
A quel punto il medico curante ha pensato che forse non lo tollerava e ha provato a diminuire il dosaggio a metà compressa di tavor 2 volte al giorno.
Così è andato per 1 settimana ma ora mia madre comincia a sentire una forte astinenza del risperidone con tremiti e offuscamento della vista accompagnato da forti stati di agitazione.
A questo punto io non sapendo le ho consigliato di rifare la cura come ha detto il neurologo con una capsula di tavor da 2,5 mg da prendere mattina e sera.
Sembrandomi una cura piuttosto assurda, vi chiedo se è normale una scelta del genere da parte del neurologo.
Il neurologo non ha neanche detto per quanto tempo dovesse continuare così limitandosi a dire per un breve periodo di tempo e poi avrebbe dovuto diminuire il dosaggio del tavor.
Sapete dirmi se tutto questo è una terapia normale o irresponsabile da parte del neurologo ?
Se questa è una terapia giusta, per quanto tempo dovrebbe continuare a prendere il tavor a questi dosaggi così alti per sopperire al risperidone ?
Se gli effetti di astinenza rimangono così aggressivi, come bisogna comportarsi ?
Aspetto vostri consigli.
Buona serata.
Francesco

[#1] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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La cosa di questa cura che può non tornarmi è il fatto che sia stato sospeso il risperidone in corso da 10 anni senza approntare un sostituto, come se si pensasse che non c'era motivo di assumerlo.
Astinenza da risperidone mi pare improprio, mentre è possibile che in assenza di quella cura si sia di nuovo manifestata la malattia di prima.
In tutto questo manca cioè un elemento fondamentale, che è la diagnosi della persona, alla base di quella cura di mantenimento. C'è sicuramente una diagnosi, e su quella bisogna ragionare quando si cambiano le cure.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#2] dopo  
Utente 479XXX

Grazie mille delle info.
Concordo con voi quanto detto.
A brevissimo rifacciamo una nuova visita con un altro neurologo per cercare di far ripristinare a mia madre il risperidone.
Cordiali saluti.
Francesco