Utente 407XXX
Buongiorno a tutti,

Cercherò di essere sintetico nell'esporre anamnesi, diagnosi e terapia.

Anamnesi:
- mia madre è morta in un incidente stradale sotto ai miei occhi quando avevo 8 anni. Lì per lì non me ne resi conto subito, me lo comunicò in modo brusco una vicina di casa.
- Mio padre non ha mai parlato dell'accaduto e si risposò un anno dopo con la migliore amica di mia madre.
-Ero un bambino chiuso, forse difficile da amare, in casa ero trattato come un peso e con indifferenza quando non ero vittima di continue violenze verbali e fisiche (finii pure al pronto soccorso). Nessuno ne faceva caso.
- Durante la pubertà scoprii di essere gay, fu un vero trauma, da quel punto mi convinsi che non meritavo e mai avrei ricevuto amore e così fu.
- a scuola ero vittima di continui atti di bullismo per la mia omosessualità e a casa la situazione era tragica.
Finii con fatica gli studi, iniziai a lavorare arrivando a 36 a gestire un gruppo di lavoro di 20 persone.
- ho sempre vissuto il lavoro come esperienza totalizzante e con successo. Un bel giorno mi bloccai, non riuscivo più a lavorare. Mi rifugiai dell'alcool mescolato a benzodiazepine prescrittemi anni prima da uno psichiatra. Non accettavo l'insuccesso e quasi per punirmi iniziai ad avere rapporti sessuali occasionali e promiscui.
Mi rivolsi ad una psichiatra, mi fu diagnosticato un disturbo dell'addattamento e disturbo borderline di personalità con tratti narcisistici. Fui ricoverato per 10 giorno e rimasi in malattia seguendo una terapia a base di citalopram e benzodiazepine di cui sono dipendente. Persi il lavoro, avevo e ho continui pensieri di suicidio, feci uso di droghe, alcol e sesso per sentirmi vivo.
Durante questo periodo mio padre, autoritario ed egoista, si ammalò di depressione e Parkinson dopo la morte della matrigna. Rifiutava ogni aiuto e dialogo e, dopo una crisi principale, riuscii a farlo ricoverare in una struttura dove si trova tuttora (tentò anche il suicidio, sventato fortunatamente). Non ho mai amato vivere e ora senza lavoro e senza amici, vorrei solo morire.
Sono in terapia con trittico contramid da 300 e benzodiazepine di cui abuso ( sono per me l'unica via di fuga). Non faccio più uso di droghe e alcol, per ora almeno. Continuo a fare psicoterapia e visite psichiatriche, ma tutto sembra arrivato ad un punto morto. Non lavoro, ogni colloquio va male e penso ogni giorno di farla finita. Quando qualcosa va male l'impulsività distruttiva mi porta a perdere la ragione e non riesco più a vivere così. All'ultima visita mi è stata diagnosticata una sindrome ansiosa depressiva e aggiunto il rivotril oltre a minians e lexotan più trittico.
La psichiatra mi vede maturato perché consapevole dei miei disturbi.. però la realtà non cambia.. un vuoto incolmabile, nessuna speranza e la voglia costante di morire. Nessuna consolazione, benzodiazepine a parte e pochi soldi a disposizione per andare avanti.

Non so come e da dove ripartire. Mi sento perso e abbandonato a me stesso.

[#1] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

L'abuso di sostanze è più che attuale, con le benzodiazepine. Si tratta di capire se sono le sostanze di scelta, a cui è approdato dopo aver abusato di varie cose, oppure se prima c'era una dipendenza da altro (quali droghe utilizzava ?).
Inoltre, questi quadri sono tipicamente associati a disturbi di tipo bipolare, altrimenti indicati come disturbi di personalità, se si vuole evidenziare l'aspetto relazionale.
Le cure per questi disturbi esisono, ma quando è in atto un abuso di di benzo è consigliabile un breve ricovero.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#2] dopo  
Utente 407XXX

Grazie dottor Pacini pelr la sollecitudine ella risposta.

Le benzodiazepine mi sono state prescritte per la prima volta vent'anni fa, dopo un lutto (suicidio di una zia a cui ero molto legato), da allora le presi ad intermittenza fino ad abusarne da circa tre anni assieme ad altri antidepressivi durante le crisi depressive ricorrenti.

Mi avvicinai alla cocaina 3 anni fa (abbuffate), uso non continuativo.. 2-3 volte l'anno. L'ultima volta ad ottobre scorso.. ora non mi passa nemmeno per la testa come pure la ricerca compulsiva di partner sessuali.

Ho visto la psichiatra la settimana scorsa. Le ho chiesto se sono bipolare, mi ha risposto che soffro di depressione, disturbo borderline, ma non bipolare.
Assumo benzodiazepine solo di sera quando mi sale l'ansia: 30 gocce di lexotan e 30 di minians.. Mi ha prescritto il rivotril in aggiunta dicendo di scalare il minians. Non l'ho ancora assunto per timore di invischiarmi con un'altra benzodiazepina.

Il ricovero non mi è stato proposto.

[#3] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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E' la solita questione: diagnosi di depressione e disturbo borderline in letteratura poi corrispondono a diagnosi di sindrome bipolare. Stessi fenomeni associati, stessi sintomi cardine, stessi indicatori biologici.

Il rivotril si utilizza per la dipendenza da benzodiazepine, però ci sono dosi e modalità, non è solo così da aggiungere "a piacere". Inizialmente si tende a prescrivere a dosi tali per cui non si abbia astinenza anche se la persona dovesse improvvisamente smettere di usare il resto. Poi si aggiusta la dose per bloccare in maniera stabile l'abuso.
Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente 407XXX

Grazie dottor Pacini,

Ho sempre avuto il dubbio di essere affetto da disturbo bipolare, sempre smentito dalla mia psichiatra.

Il rivotril mi è stato prescritto ad una dose iniziale di 10 gocce la prima settimana scalando di 10 gocce minians e lexotan. La seconda 20 gocce scalando sempre le altre due benzodiazepine.

L'ansia diventa insopportabile di sera, non riesco a prendere sonno, a guardare un film, leggere un libro.. di giorno sono abulico e apatico, soprattutto molto stanco di vivere così.

La psichiatra mi ha aggiunto il rivotril per sostituire via via il minians, vista L'ansia e l'insonnia.

Ora però non so come comportarmi, le cure per il disturbo bipolare sono ben diverse da quelle attuali.

Con questo disturbo riuscirò mai ad avere una qualità di vita normale? Sono molto sfiduciato.

Grazie

[#5] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Il rivotril più che per sostituire il minias, serve per evitare che se ne abusi e favorirne il distacco. Altrimenti basterebbe calare il minias stesso.
Quindi è corretta come idea ma non è sostituto, è una cosa diversa che va gestita secondo una logica diversa.

Il rivotril può anche essere usato come stabilizzatore d'umore, ma andrebbe appunto chiarita la diagnosi, perché quel tipo di diagnosi sostanzialmente richiama terapie comunque simili al disturbo bipolare (anche mantenendo la dicitura "borderline"),
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#6] dopo  
Utente 407XXX

Grazie per la disponibilità.
Farò chiarezza con la psichiatra su questi temi.