Utente 304XXX
Cari Specialisti del sito,

volevo porvi un quesito relativo alla mia terapia prescrittami dallo Psichiatra.
Il medico mi ha prescritto la paroxetina cloridtrato (Sereupin soluzione), a graduale assunzione, partendo dai 2.5 ml (per i primi tre gg), poi 5 ml (per altri 3 gg), poi 7.5 ml (per altri tre gg), fino alla dose minima efficace di 10 ml (da raggiungere, quindi, dopo 10 gg).
All'antidepressivo, devo affiancare lo Xanax gocce (5 gocce ogni 12 ore, più 10 gocce al bisogno).

Ora, dato che sto assumendo anche l'iperico (Quiens) alla dose massima, di fronte alla mia domanda se scalarlo o addirittura sospenderlo di colpo, mi ha detto di continuare ad assumerlo in concomitanza con la paroxetina, senza riduzioni, in quanto le dosi basse del sereupin, almeno nel primo periodo, non interferiranno con l'iperico.

Leggendo, però, qui e là trovo indicazioni contrarie, alcune delle quali sottolineando la possibile sindrome serotoninergica (che il mio psichiatra esclude totalmente).

Voi come avreste agito?

Grazie

[#1] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Manca qualche elemento, ad esempio la diagnosi. Come avremmo agito è una domanda malposta ? Intende dire se è una procedura che ci torna ?
Non so, presumo che quindi il medico voglia prima iniziare il farmaco nuovo per poi ridurre l'altro ? E' una pratica comune questa.
La dicitura "esclude totalmente" significherà che la ritiene improbabile, altrimenti detta così ovviamente no.
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 304XXX

Gent.mo Dott. Pacini,

la diagnosi è di ansia con fenomeni depressivi legati all’insorgere dell’ansia stessa. Un circolo vizioso, insomma.

La mia perplessità è proprio questa: è prassi lasciare inalterata la dose del farmaco “in uscita” (nel mio caso, l’iperico), a fronte dell’inserimento, fino a dose efficace, del farmaco “in entrata” (serupin)?

Se ciò fosse vero, quindi, le controindicazioni relative alla possibile interazione tra le due molecole si riferirebbero all’assunzione a piene dosi dell’uno o dell’altro, oppure (come io temo), è sufficiente che siano in circolo sia l’una che l’altra contemporaneamente, a prescindere dalle dosi?

Ripeto, il mio psichiatra (che, tra l’altro, è professore universitario che vanta numerose pubblicazioni scientifiche nel suo circondario e non solo) mi è apparso molto convinto sul punto.
Il problema è che non vorrei scambiare i normali sintomi ansiosi dell’inizio della nuova cura con qualcosa di più grave (sindrome serotoninergica). L’ansia, in questo, può giocare brutti scherzi e farti pensare a qualsiasi cosa.

Grazie ancora per le sue competenze.

[#3] dopo  
Utente 304XXX

Io avrei cominciato a ridurre le compresse di iperico (passando da 4 a 3 in concomitanza con il primo scaglione di 2.5 ml di Paroxetina, poi da 3 a 2 compresse quando passerò a 5 ml di Paroxetina, e via dicendo, arrivando a smettere con l’iperico al raggiungimento della dose minima efficace del serepin).

La mancata preoccupazione del mio psichiatra dovrebbe giustificarsi col fatto (credo) che nei primi dieci gg il nuovo farmaco non ha raggiunto concentrazioni tali da creare interazioni con l’iperico, perché altrimenti avrei ben ragione a preoccuparmi.

[#4] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Le dicevo. è una prassi comune, di solito perché se si toglie il primo, prima che il secondo sia a regime passa un tempo, e nel frattempo non funziona ancora il secondo.
I livelli di un farmaco sono più o meno raggiunti dopo 5 giorni, corrispondenti alla dose.
Dr.Matteo Pacini
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