Utente 825XXX
Buongiorno, sono una donna di 42 anni e mi scuso, fin da ora, perché è da tempo che parlo qui, sul sito, del mio problema che ancora non sono riuscita a risolvere.
L'anno scorso, mentre scherzavo con i colleghi al lavoro, ho sentito uno strano torpore alla testa e alle mani e mi sono sdraiata per terra dal forte dolore alle gambe che si sono paralizzate in pochi minuti, proseguendo poi con gli arti superiori e la bocca.
Chiamato il 118, i miei parametri erano perfetti.
Sempre cosciente e vigile, aveva polso a 80, non iperventilavo, pressione 120 su 70.
Portata al p.
s dopo dei prelievi e un elettrocardiogramma mi hanno dato 10 gtc di benzodiazepine e dimessa con la diagnosi di attacco di panico.
Ero incredula e stavo così bene in quel periodo che non ho effettuato nessun controllo e ho continuato la mia vita senza più pensarci.
Solo che i primi di novembre di questo anno, ben un anno e mezzo dopo quel fatto, altri due episodi dello stesso tipo, a distanza di tre giorni l'uno dall'altro si sono manifestati, nel medesimo modo.
Portata in p.
s sono stata dimessa sempre con la stessa diagnosi, solo che in più agli esami del sangue e all'elettrocardiogramma, mi hanno fatto fare una consulenza neurologica, una tac e una consulenza psichiatrica, mi hanno prescritto terapia con diazepam e psicoanalisi.
Il mio medico di famiglia ha però voluto aggiungere una risonanza all'encefalo e a tutta la colonna ed elettroencefalogramma.
Ho iniziato la psicoanalisi e la psicoterapeuta è fermamente convinta che i miei non siano attacchi di panico.
Ho solo il torpore e nessun altro sintomo, come ansia, iperventilazione, senso di nodo alla gola...cosi vuole che vada da un medico internista per rimettere insieme tutti gli esami e formulare una altra diagnosi diversa da quella mentale.
Vuole che faccia un altro elettroencefalogramma ma nel sonno perché per lei potrei soffrire di crisi comiziali.
Lei non è la sola a pensarlo.
Anche un altro neurologo che avevo consultato, il mio medico di base e un medico del p.
s che stava seguendo un altro paziente me lo hanno detto.
Ora non so che fare.
Sono stanca di tutte queste visite...esami che non portano a nulla...non so più a chi credere...l'unica fortuna è che nonostante tutto e nonostante i miei familiari fossero contrari ho ripreso il lavoro, ho ripreso a guidare e a fare la mia vita.
Non ho paura perché mi sento bene.
Volevo però capire come è possibile che ci siano pareri cosi discordanti sul panico...una psichiatra lo diagnostica e una psicoterapeuta mi dice che ci sono dieci sintomi e se non ne hai almeno 4 non soffri di panico?
Chi dovrei ascoltare?
Premetto che io ho sospeso dopo 4 giorni la terapia con il diazepam perché mi rendeva uno straccio.
Lo porto con me e dico a tutti che se mi blocco e la bocca diventa storta di mettermi 10 gtc sotto la lingua.
Oramai si vive così.
Grazie per la sua risposta.
Mi scuso per lo sfogo.

[#1]  
Dr. Giuseppe Nicolazzo

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Gentile Utente,

parlerei più correttamente di disturbo da conversione che di disturbo da attacchi di panico almeno dalla sintomatologia che riferisce, questo esclusa chiaramente qualsiasi patologia organica che si può manifestare in simili modalità,

Saluti
Dr G. Nicolazzo
Specialista in Psichiatria
Psicoterapeuta

[#2] dopo  
Utente 825XXX

Cosa si intende per disturbo da conversione?

[#3]  
Dr. Giuseppe Nicolazzo

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il disturbo da conversione come il disturbo da attacchi di panico sono classificati nel DSM IV, manuale diagnostico statistico dei disturbi mentali
Dr G. Nicolazzo
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