Utente
Buonasera ho un fratello che a 30 anni ha sviluppato una psicosi, nel corso del ricovero gli e stato diagnosticato un disturbo schizoafettivo, trattato con successo con abilify.
Dopo un mese daAlla sospensione dell abilify per comparsa di un tremore alle mani che impediva lo svolgimento delle attivita quotidianeha avuto un episodio psicotico con deliri e allucinazioni,: ricovero, terapia clozapina con daparox.
Volevo capire se, questa patologia è controllabile, perché io al di la della scomparsa dei deliri non vedo miglioramenti.
Attualmente dopo due annindi clozapina mi sembra viva in un mondo suo, fissando ad esempio i muri, e ogni qualvolta gli venga fatta una domanda si estranei da questo contesto per tornare nel mondo reale.
Anche l esecuzione di compiti semplici tipo apparecchiare è diventato difficilissimo con lentezza ed errori.
Premetto che mio fratello prima dell esordio della patologia era un brillante studente di ingegneria, ma che una serie di eventi tra cui la diagnosi di s.
Di klinefelter e sterilità lo hanno piuttosto cambiato.
Mi chiedo dal punto di vista della patologia si puo fare qualcosa o dobbiamo rassegnarci a tale declino cognitivo?
Grazie

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Come diagnosi è impegnativa, nel senso che ha due fronti di instabilità, uno è il ricorrere di fasi agitate o depresse, e l'altro è la psicosi. Se con la clozapina il risultato non è brillante, possono essere prese in considerazione altre opzioni, a meno che la clozapina già non sia un'opzione scelta dopo aver provato tutto il resto. L'antipsicotico è considerato indispensabile vista la continuità di alcuni sintomi, e quegli atteggiamenti che dice farebbero pensare ad una psicosi "negativa", cioè ad una sorta di "non esserci" o di essere assorto in propri pensieri non condivisibili.
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente
Si, la clozapina è stata propriol ultima possibilità, l unico farmaco cui abbia risposto. Non ci sono fasi di alterazioni del tono dell'umore.... Da cio che vedo c'è solo un confinamento in questa realtà propria, da cui non esce se non attraverso interferenze come ad esempio unandomanda.... con notevole tempo di latenza della risposta. Ma noi come dobbiamo comportarci? Purtroppo non essendo compliante ne ovviamente consapevole della malattia io non posso neppure portarlo da un altro specialista per capire se sia una questione di terapie o se effettivamente sia questa la prognosi.

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Dr. Matteo Pacini

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"Non ci sono fasi di alterazioni del tono dell'umore.... "

Invece evidentemente sì, se la diagnosi è corretta, perché quello significa "-affettivo".

La prognosi è intermedia tra quella della psicosi bipolare e la schizofrenia, dopo di che giocano altri fattori. Le forme resistenti in effetti rispondono meglio alla clozapina (che non agli antipsicotici di prima generazione), però pare non in maniera completa. Rimane da capire se c'è terreno da guadagnare sul piano della depressione / bipolarismo (ci sono due tipi di schizoaffettivo).
Dr.Matteo Pacini
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