Ricaduta attacchi di panico

Gentili Dottori, a seguito di attacchi di panico il 23 ottobre 2008 ho iniziato una cura. Il neurologo mi ha prescritto compresse di Compendium da 1,5 mg (1 la mattina e 1 sera) e una compressa di Cipralex da 10 mg da prendere la sera. Nel frattempo ho effettuato anche sedute da una psichiatra.
Il mese scorso ho effettuato una visita di controllo e ho riferito che stavo meglio per cui il mio neurologo ha deciso di ridurre la terapia a partire dalla settimana scorsa.
In particolare, mi ha sostituito le compresse di Compendium con le gocce (10 la mattina e 10 la sera) e mezza compressa di Cipralex la sera.
Dopo 5 giorni dal cambiamento di terapia ho avuto una ricaduta... tachicardia, nausea, diarrea, astenia, sudorazione (ho sudato tutta la notte)....
Ho chiamato il neurologo che mi ha consigliato di tornare alla vecchia terapia, ma non essendo convinta ho chiamato il mio medico di famiglia il quale mi ha consigliato di aumentare il numero delle gocce a 20.
Qual'è la cosa più giusta da fare? Riuscirò a vivere un giorno senza medicine?? Non voglio tornare alla vecchia terapia perchè significa fare passi indietro...
Cosa ne pensate?
Vi ringrazio per la cortese risposta che vorrete darmi!
[#1]
Dr. Vassilis Martiadis Psichiatra, Psicoterapeuta 7.3k 161 83
Gentile utente,
verosimilmente la brusca riduzione del dosaggio dei farmaci le ha provocato questi sintomi, piuttosto che una ricaduta del disturbo da attacchi di panico. Comunque il tempo per il quale ha praticato la terapia è troppo breve per stabilizzare il miglioramento ottenuto e garantirle il rischio minimo di ricaduta (ridchio che è sempre presente). Le consiglio di affidarsi ad uno specialista in psichiatria per il prosieguo delle cure.
Cordiali saluti

Dott. Vassilis Martiadis
Psichiatra e Psicoterapeuta
www.psichiatranapoli.it

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Dr. Giovanni Lo Turco Psichiatra, Psicoterapeuta 173 5 1
Gentile Utente,

non si tratta di "fare passi indietro", quanto del fatto che la terapia con antidepressivi, se efficace, va mantenuta a dosaggio pieno per 18 mesi allo scopo di ridurre il rischio di ricadute.

La sua terapia è stata ridotta troppo presto.

Cordiali saluti,

Dr. Giovanni Lo Turco

http://www.giovanniloturco.it

[#3]
Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 43.5k 990 248
Non si tratta di ricaduta. Il disturbo iniziato a curare nell'ottobre 2008 è ancora vivo, ridurre i farmaci (cipralex) dopo così poco tempo è una procedura ingiustificata.

Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it
Libri: https://www.amazon.it/s?k=matteo+pacini

[#4]
dopo
Attivo dal 2008 al 2012
Ex utente
Vi ringrazio per le celeri risposte. Quindi mi consigliate di tornare alle compresse di Compendium?
E' da due giorni che ho aumentato il dosaggio delle gocce a 20 e mi sembra di stare meglio.
Cosa devo fare? Il mio neurologo prevedeva di togliermi la cura a giugno, ma da quello che mi dite è troppo presto e in effetti mi sono resa conto che sono "appigliata" ai farmaci!
Vorrei tanto avere un bambino... posso comunque continuare la terapia?
[#5]
Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 43.5k 990 248
Non ci siamo capiti. La ripresa dei sintomi è legata alla sotrazione della terapia con cipralex a dose efficace. Il compendium è un rimedio iniziale che non deve continuare a essere somminstrato nel tempo, perché induce assuefazione e legame psicologico indipendente dalla sua effettiva utilità.
Per saper cosa assumere deve far riferimnto ad un medico che la visita. Il neurologo le ha già dato indicazione su questo. La segua.
[#6]
dopo
Attivo dal 2008 al 2012
Ex utente
Gent.mo Dott. Pacini, mi scusi se insisto con un'altra domanda...
Da ieri sera ho iniziato a riprendere la compressa di Cipralex intera. Ho fatto bene?
Per quando riguarda le Compendium mi sembra di capire che lei non sia molto d'accordo perchè danno assuefazione.
Avendo sostituito le compresse con le gocce (ne prendo 20 la mattina e 20 la sera), ho già ridotto la dose?
La loro diminuzione porta sempre effetti collaterali pesanti?
Purtroppo il mio neurologo non mi risponde al telefono e ho filtrato la domanda alla sua infermiera.... il medico dovrebbe essere UMANO e invece il mio lo è solo nel suo studio privato!!
Scusi lo sfogo, ma sono stata davvero male, anche oggi ho avuto un attimo in cui la testa ha iniziato a formicolare pesantemente e ho avuto tanta paura e sapere che ci siete voi sempre pronti GRATUITAMENTE ad aiutare la gente è un supporto enorme!!!
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 43.5k 990 248
Vedo che presa dall'ansia ignora però quello che scrivo. Non vedo perché abbia variato dosi della terapia, le era stato consigliato il contrario, cioè di far riferimento a un medico che la conosce o che la visita in quel momento.
Non vedo ragioni di prendersela con il medico, il quale è disponibile in giorni e orari limitati. Per le urgenze non avrebbe neanche senso sentire per telefono un medico, ma chiedere una visita in pronto soccorso.
Per quanto riguarda l'indicazione del compendium, non è un trattamento indicato a lungo termine né nel panico né in altre condizioni.
La gestione della cura, in generale, si arena nel momento in cui le è proposta o viene assecondata una riduzione della dose dopo così poco tempo, senza che nel frattempo sia stato completato un disimpegno graduale dai tranquillanti. Questo significa tornare al punto di partenza senza una spiegazione comprensibile.
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