Utente 102XXX
Salve

ho 33 anni e soffro di ansia e attacchi di panico. Ho iniziato 3 mesi fa, sotto controllo psichiatrico, una terapia con alprazolam (10 gocce tre volte al giorno)ed Entact. Dopo 10 giorni l'Entact mi ha causato uno stato d'ansia così forte che l'ho interrotto. In questo periodo ho poi avuto dei problemi di ipocondria credendo di avere diverse malattie (anche se per una c'era effettivamente un rischio reale). Lo stato di ansia è aumentato.
Lo psichiatra mi ha aumentato la dose di alprazolam a 15 gocce tre volte al giorno dicendomi di attendere l'esito degli esami prima di ricominciare
con gli antidepressivi. Questi esami sono andati tutti a buon fine e ora sono più tranquillo. Comunque tra una visita e l'altra, feste di natale,
attesa esami e quant'altro sono passati 3 mesi.
Ora da una settimana, ho iniziato la terapia (sempre sotto controllo psichiatrico) con la paroxetina. Sembra andare bene per il momento.
Il problema è che ho fatto uso di alprazolam per 12 settimane. Due settimane a 0,75 mg al giorno (10 gocce x 3), otto settimane a 1,1 mg al giorno
(15 gocce x 3)e le ultime due riducendo da 15 gocce a 10. Considerando che ho appena iniziato la terapia con l'antidepressivo e ci vorrà un pò (
un altro mese buono di alprazolam come minimo credo sia da includere) volevo capire qual'è il grado di dipendenza che ho sviluppato nei confronti di questo farmaco.
Anche se l'antidepressivo dovesse dare i risultati sperati (e speriamo), sarà un grosso problema ridurre l'alprazolam fino alla sospensione ?
Sento parlare spesso di problemi di dipendenza da benzodiazepine ma non ho ben capito quanto sia seria la cosa.
Il mio psichiatra mi dice di stare tranquillo (ovviamente). Volevo da parte vostra un parere oggettivo e non teso a tranquillizzare il paziente e
poi capire se l'ausilio di una terapia psicologica può dare una marcia in più alla soluzione dei miei attacchi.

Grazie mille.

[#1]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente,

i dosaggi per ora sono ancora bassi.

Il problema della dipendenza e' anche correlato a quello della assuefazione cioe' partendo dal dosaggio minimo il paziente si accorge che quel dosaggio non tiene piu' a bada i sintomi e tende ad aumentare il farmaco per ottenere lo stesso beneficio.

Seguendo i consigli del suo psichiatra, puo' facilmente ridurre questa dose di Alprazolam che, attualmente, non dovrebbe essere toccata per l'introduzione di antidepressivo fatta.

La giusta cosa da fare e' di non sospendere l'antidepressivo da solo come ha fatto precedentemente e mantenere il trattamento come indicato.
La valutazione della terapia psicologica (psicoterapia) deve essere fatta dal suo psichiatra.
I risultati sono buoni ma la valutazione dell'eleggilibilita' resta del curante.
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[#2]  
Dr. Matteo Pacini

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Concordo con quanto ha affermato il collega.
Lo schema di una buona terapia antipanico dovrebbe valutare l'efficacia del farmaco base (entact) in un tempo di qualche settimana, senza che però nel frattempo il paziente si abitui (fisicamente e psicologicamente) all'ansiolitico,utile nelle prime fasi. Al di là dell'assuefazione fisica, che crea solo un problema di riduzione graduale, risolvibile ma talvolta problematico perché ad ogni riduzione il paziente sente un po' di ansia in più per qualche giorno - vi è il problema della dipendenza cosiddetta psicologica nel senso che il paziente rimane convinto che l'effetto principale e insostituibile sia quello dell'ansiolitico, primo farmaco che ha provato e dall'effetto riconsocibile e rapido. In realtà è il contrario, e quest'ambiguità dovrebbe essere risolta evitando di prolungare la sommninistrazione dell'ansiolitico per lungo periodo, come tra l'altro è raccomandato anche dai produttori.
Dr.Matteo Pacini
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[#3] dopo  
Utente 102XXX

Gentili dottori

grazie per le risposte. Adesso non riesco a farne a meno.
Tra un mese vediamo se la paroxetina ha l'effetto sperato
e poi il mio psichiatra penso procederà con la riduzione
dell'alprazolam. Se la paroxetina non va bene dovrò
ricominciare da capo. Speriamo che questo non succeda.
Sono molto spaventato sia dalla dipendenza da alprazolam
ma soprattutto dal fatto di non riuscire ad uscire da
questa situazione. E questa paura mi genera ancora più
ansia. E come il gatto che si morde la coda.

Mi conforta quello scritto dal dott. Ruggiero che mi dice
che la situazione da dipendenza alprazolam nel mio caso e
per i dosaggi ancora bassi non dovrebbe essere
drammatica. Il mio psichiatra mi diceva che ha avuto in
cura persone che hanno preso alprazolam per un anno o più
ed una volta trovata la cura giusta l'hanno interrotto
gradualmente senza problemi. Forse sto dando troppa importanza al problema dipendenza benzodiazepine e non a quello principale che è l'ansia.

Comunque grazie. Altri pareri sono benvenuti.

Saluti.

[#4]  
Dr. Gabriele Tonelli

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Tipicamente nei disturbi d'ansia si tende a mettere il carro avanti ai buoi. Come da Lei stesso riconosciuto al momento più che il problema della dipendenza da Alprazolam il problema è quello di ridurre a livelli accettabili il disturbo d'ansia.
Una volta ottenuto questo risultato la dipendenza da alprazolam potrà essere gestita o tramite un lento scalaggio del farmaco o anche tramite sostituzione del medesimo con altra BDZ a maggiore emivita (=minori sintomi da sospensione) per poi procedere alla eliminazione di quest'ultima.
Sarà comunque certamente impegno del Suo curante aiutarLa (quando sarà il momento) ad affrontare nel migliore modo la situazione.

Cordiali saluti
Dott. Gabriele Tonelli
Psicoterapeuta,Master in Psicopatologia e Scienze Forensi,Segr.Redazione PsychiatryOnline It,Medico di Categoria. C.T.U.

[#5] dopo  
Utente 102XXX

Salve

stamattina ho fatto la visita di controllo dallo pischiatra del CPS e, sorpresa, mi ha prescritto l'Efexor 75 mg e poi 20 gocce di Al Prazolam 3 volte al di con visita di controllo tra un mese.
Su mia esplicita richiesta di prescrivermi qualsiasi cosa tranne l'Entact (escitalopram) vista l'ansia che mi ha causato qualche mese fa, mi aspettavo comunque che mi facesse continuare con la paroxetina o con un altro SSRI ed invece è andato su un SNRI. La paroxetina incominciava a darmi ansia.
Non ha voluto sentire ragioni. O si fa come dice lui o mi ha detto che posso cambiare psichiatra !!!!
Ora, leggendo su internet le varie opinioni, per gli attacchi di panico i farmaci più mirati sono proprio gli SSRI e che gli SNRI sono indicati quando gli SSRI non danno i benefici sperati. Ma passare subito ad un SNRI (dopo aver provato solo l'Entact per 10 giorni e paroxetina per una settimana) non mi convince per niente. Un conto avessi provato diversi SSRI per mesi e non avessero dato benefici allora potrei capire ma così no.
In buona sostanza non so cosa fare, se sentire un altro psichiatra (e perdere ancora tempo) o iniziare con l'Efexor. Non posso permettermi un privato quindi dovrei andare in un altro CPS e ricominciare la trafila.

Qualsiasi suggerimento è gradito.

Grazie mille.

[#6]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Mi scusi ma lei parte da un errore di fondo.

Infatti, Efexor a 75 mg e' un SSRI.

Lasci perdere tutto quello che puo' imparare da altre fonti e segua quanto prescritto dal suo psichiatra.
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[#7] dopo  
Utente 102XXX

Dottore scusi ma si sta confondendo, il principio attivo dell'efexor e la Venlafaxina che a quanto leggo è un SNRI.

[#8]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Infatti, ovviamente non essendo del campo legge cio' che interpreta magari scritto maldestramente da qualcuno.

L'efexor a 75mg funziona da SSRI, alle dosi superiori si sfrutta l'azione SNRI.

Pertanto ora sta facendo un SSRI, sicuramente di ottima efficacia.
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[#9] dopo  
Utente 102XXX

Ok dottor Ruggiero. Mi sa che non dovrei andare in giro su internet a fare il dottore ma avere più fiducia negli specialisti. La ringrazio per il chiarimento.

[#10]  
Dr. Gabriele Tonelli

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Attualmente l'unico farmaco SNRI che agisca su Serotonina e Noradrenalina anche a bassi dosaggi è la duloxetina, l'efexor comincia a funzionare da SNRI a partire da dosaggi pari o superiori a 150 mg.
In ogni caso ambedue i farmaci hanno indicazione nei disturbi d'ansia anche in monoterapia ed anche come prima scelta, non solo come seconda scelta.

Cordiali saluti

Gabriele Tonelli
Dott. Gabriele Tonelli
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