Utente 579XXX
Sono un ragazzo di 29 anni che ha sempre avuto difficoltà di attenzione e concentrazione, soprattutto in ambito didattico e lavorativo, ma spesso anche in test di ascolto e comprensione in esami di lingua.

Spesso mi capita che la mia mente viaggi e non riesca a stare concentrato sul momento presente, ma non è solo questo.
Mi sento incapace in tutte le cose pratiche che faccio e tendo ad isolarmi nel mio mondo.

Oltretutto tempo fa ho anche aperto questo consulto:
https://www.medicitalia.it/consulti/psicologia/731916-inadeguatezza-insicurezza-sentirsi-distratti-e-poco-sveglio.html
In cui il problema era focalizzato sul fatto di essere spesso deriso e mal visto per apparire distratto e poco sveglio.
Io penso che la cosa sia strettamente collegata se non profondamente radicata in questo mio disturbo attentivo che mi porta a fare sbagli e apparire non brillante e che ovviamente porta la mia autostima sotto lo zero.

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Le autodiagnosi purtroppo andrebbero evitate. Mettono fuori strada la persona, e creano un problema di impostazione nella diagnosi che deve fare il medico, che non dovrebbe confermare o meno una autodiagnosi.
Francamente, da questa descrizione non colgo un gran nesso, ma come dicevo non è comunque necessario che le cose siano poste così.
Lei va da uno specialista e gli espone il problema che ha, i sintomi, le difficoltà che incontra, e così via. La diagnosi la fa poi lui.

Ha avuto mai diagnosi ?
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 579XXX

Purtroppo non ne ho mai avuto molta disponibilità economica. Non so quanto costerebbe onestamente.
Però non è che dico che penso di essere ADHD tanto per, pure se il disturbo non è esattamente quello so per certo che questi problemi di concentrazione non sono da sottovalutare. Inoltre in età infantile ricordo di essere stato descritto come iperattivo, solo che dai 12 anni in poi sono diventato ipoattivo. Quindi un po' di fomdamenta c'è per pensarlo. So anche che sono nato via cesareo e che stavo rischiando di soffocare col liquido amniotico a quanto riportato da mia madre.
Se lei può aiutarmi in qualche modo e dirmi come procedere in questi casi mi dica pure. Non sono mai andato di persona a sbrigare queste cose psichiatriche, un po' perché per i miei sarebbe una sconfitta saperlo e non mi sento di parlargliene e un po' perché col lavoro attuale non ho tanti soldi a disposizione. C'è anche da dire che col lavoro attuale i distratti e i disattenti rischiano di farsi molto male ed è per questo che anche se lavoro da un mese non mi fanno toccare nessuno strumento. Però i momenti di pericolo non sono mancati e delle volte ho rischiato seriamente di farmi male a causa di questa cosa. Insomma non è il massimo essere un peso sia per me stesso che per gli altri e sto pensando di lasciare il lavoro attuale anche per questo.

[#3]  
Dr. Matteo Pacini

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La parola "iperattivo" non è così specifica da indicare una diagnosi in automatico. Inoltre, non è chiaro chi lo abbia stabilito, un conto è un discorso di un medico, altro è un commento fatto da un non addetto ai lavori.
Un accertamento psichiatrico comporta una spesa paragonabile a quella per altri tipi di visite, e nel pubblico si possono ottenere con facilitazioni, in base al reddito.
Dare un nome tecnico ad un problema che esiste ed è già noto è qualcosa che i suoi genitori "temono" ? E perché ? che cambia ?
Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente 579XXX

Allora, poiché non vorrei dire cose che probabilmente non sono vere, mettiamola diversamente: poiché ho spesso problemi di concentrazione e distrazione e appaio poco sveglio... saprebbe gentilmente dirmi come potrei fare per fare fronte a questo problema? Ritiene sia il caso di contattare uno psicologo o uno psichiatra e vedere se potrebbe essere causato da qualche patologia?
Comunque spero non abbia frainteso: avrò anche sbagliato a fare congetture, però non è che ci terrei ad essere ADHD o BPD o altre patologie in cui riscontro posibili analogie. So che sono cose da non dire alla leggera e so anche che probabilmente si potrebbe trattare di forme lievi. Però il punto il seguente: poiché la mia vita è un inferno e mi sento incapace in molte cose della vita quotidiana e ho sempre avuto difficoltà nella concentrazione e affini e poiché sono sempre stato deriso o mi hanno detto frasi che hanno urtato la mia sensibilità come "svegliati", "ritardato", "rincoglionito", "handicappato" e chi più ha più ne metta... È normale mi vengano dubbi di avere probabilmente qualche problema psicologico o qualche disturbo. Semmai dovessi scoprire che è soltanto che magari sono troppo complessato o che sono stato isolato troppo tempo non sarebbe un problema. Invece nel caso in cui davvero si tratti di qualcosa allora vorrei provare a trovare eventuali situazioni per vivere meglio queste mie difficoltà. Se può aiutarmi o darmi consigli le sono infinitamente grato. Se pensa che debba sentire uno psicologo qui a Roma o che debba sentire uno psichiatra mi dica pure, però, poiché questo sito è anche per chiarire dubbi a chi poco se ne intende ho bisogno del suo aiuto, chiedo solo questo. Se le ha dato fastidio come ho posto la mia domanda iniziale mi scuso.

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Dr. Matteo Pacini

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Il primo passo è fare una diagnosi appunto. La seconda cosa è escludere che si tratti di un problema specifico dell'apprendimento e che quindi non riguardi solo una modalità di apprendimento che la vede "lento", e se necessario verificare "misurandole" le funzioni cognitive per capire se esiste un deficit prestazionale oggettivo oppure è un fatto legato al contesto, all'ansia di un obiettivo, alla presenza di altre persone giudicanti etc.
Insomma, si ricostruire come per ogni cosa prima un inquadramento generale, e se poi non appare niente di definito, si indaga più nel particolare.
Dr.Matteo Pacini
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