Fine di una storia e depressione per la seconda volta dopo cura

Salve ho 28 anni e sinceramente mi vergogno di dire quello che mi succede.
Premetto che ho avuto tante delusioni in passato e le ho superate tutte, anche se difficilmente.

Poi mi sembra giusto dire che 2 anni fa ho sofferto di depressione e derealizzazione con pensieri ossessivi.
Ho preso per circa 1 anno aripiprazolo, fevarin e Xanax.
Ho smesso da sola senza chiedere consulto perché stavo bene ormai.

Ora mi sembra che sia iniziato tutto da questa delusione.
Lui è sempre stato sfuggente, ha sempre detto che non è fatto per i rapporti ma che con me ci voleva provare, ora durante la quarantena sono stata 1 mese da lui ma pochi giorni fa ho scoperto che scrive porcherie alle altre e abbiamo discusso e mi ha detto di andare via perché si era stancato.
Ora ho il pensiero ossessivo delle sue frasi, dei messaggi che ho letto, dei ricordi, di tutto.
E mi sento di nuovo depressa, vuota, piango se penso a tutto, non mi interessa altro, e assente come se avessi la derealizzazione anche se leggera.

So che ho sbagliato a sospendere i farmaci da sola, ma ho bisogno di un consiglio.
Vorrei iniziare la cura di nuovo ma io prima d'ora stavo bene.
Aiuto per favore
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 35,3k 861 226
Gentile utente,

"e 2 anni fa ho sofferto di depressione e derealizzazione con pensieri ossessivi."

Infatti anche adesso sembrano queste le caratteristiche. Non c'è niente di strano che il tutto inizi con una delusione, anzi, la delusione spesso fa sì che uno si curi prima.

Dr.Matteo Pacini
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[#2]
dopo
Utente
Utente
Che intende dire con "la delusione spesso fa sì che uno si curi prima."?

Io ho sbagliato a smettere di prenderli da sola senza il consenso dello psichiatra, ma mi sentivo felice e serena. Poi ho preso tanti chili, non riuscivo più a raggiungere l'orgasmo. Quindi ho smesso per diversi motivi, ma ora ho paura che sia iniziato tutto da capo. Quindi penso che la cosa migliore sia quella di riprendere la cura
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 35,3k 861 226
Intendo dire che un evento negativo può far star male nel complesso, e se uno già stava così e così può essere l'occasione per curarsi. In questi casi in realtà la gravità complessiva è solo in parte dovuta al disturbo che si va a curare, ma contribuisce a determinare la richiesta di intervento.

Dr.Matteo Pacini
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dopo
Utente
Utente
Come posso fare nel frattempo per smettere di avere questi pensieri ossessivi e di conseguenza far sparire la derealizzazione?
So che i farmaci mi sono stati d'aiuto, ma vorrei provare a farcela anche senza di loro.

Poi un'altra domanda, è possibile che guardare film mi aumenti la derealizzazione?

Poi faccio sogni strani e mi sveglio di soprassalto con il cuore a mille e nonostante io sappia di essere sveglia continuo a sentirmi in un film.
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 35,3k 861 226
No ecco, questa mio parere non è una buona idea, anzi è paradossale, cioè l'esatto opposto di quanto verrebbe in mente a logica.

Sostanzialmente non c'è un modo per controllarla senza curarsi, come per tutte le malattie, anche per le più banali. Il che significa che neanche ne perde il controllo, vanno secondo un loro andamento.

L'unica logica è che ora è peggiorata, prima comunque già c'erano elementi significativi, e quindi è venuto il momento di curarsi.

Dr.Matteo Pacini
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[#6]
dopo
Utente
Utente
Io non è che non voglio curarmi e stare meglio. Ho smesso di prenderli perché stavo bene.

Ora non sto male come stavo quando iniziai a prenderli, ora ho anche momenti di 'lucidità', 2 anni fa ho avuto la derealizzazione, I pensieri e la depressione per 5 lunghi mesi.

Ora sono consapevole che è iniziato tutto per la delusione che ho avuto e quando mi calmo mi passa la derealizzazione, il problema è che il mio cervello si è abituato a pensare negativo ma almeno sotto questo punto di vista ho imparato a conoscermi. Se penso positivo mi sento meglio.
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 35,3k 861 226
Quindi la logica è che quando uno sta male aspetta di peggiorare, poi ad un certo punto si cura, perché curarsi per evitare di peggiorare non le paure una buona idea.
Non saprei la logica di questo ragionamento, a me non torna.

Dr.Matteo Pacini
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[#8]
dopo
Utente
Utente
No dottore, io non sto aspettando di peggiorare.
È solo che vorrei provare ad essere più forte e cercare di rialzarmi da sola.
Le ho già riportato gli effetti collaterali che mi portano i farmaci. Ed essendo stata vittima di bullismo in passato, ingrassare non fa bene al mio umore.

Ma al di là di questo, io mi chiedo, dovrò prendere i farmaci a vita per stare bene? Ho avuto una ricaduta per aver smesso troppo presto? È che mi fa male pensare che senza i farmaci non riesco ad essere felice.
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 35,3k 861 226
"No dottore, io non sto aspettando di peggiorare.
È solo che vorrei provare ad essere più forte e cercare di rialzarmi da sola. "

E' la stessa cosa, vissuta in maniera diversa.

Poi naturalmente, come dire, c'è anche la possibilità che improvvisamente uno guarisca da solo, ma non per sua forza, che è un concetto inesistente.

Per adesso sta facendo cure e smettendo, ciclicamente, il che probabilmente taglia via la parte migliore della cura, che è la prevenzione delle ricadute in quel periodo (breve, medio o lungo) in cui la malattia ha deciso di esprimersi.
Probabilmente le medicine hanno anche funzioni curative, anche se non estingono la radice ultima, ma pare che aumentino i periodi liberi e blocchino l'evoluzione, il che non è poco.

Dr.Matteo Pacini
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