Vorrei avere un consiglio riguardo la ripresa di un farmaco

Buongiorno, il mio nome è Angelo, sono un ragazzo di 19 anni e mezzo, peso 80 kg e alto 182 cm, scrivo qui perché avrei un dubbio, in pratica da giugno 2018 mi è stato prescritto il trattamento con la sertralina da 150 con diagnosi ansia sociale accompagnato dal disturbo ossessivo compulsivo, dopo circa un mesetto ho iniziato ad avere i primi benefici e col passare del tempo grazie a questo farmaco sono migliorato parecchio.
Ho interrotto la cura farmacologica ad ottobre del 2019 quindi dopo più un anno, il problema è che questa cura è stata interrotta in modo improprio, senza l'aiuto di un medico ma di una semplice psicologa.
Dopo i primi mesi inizio ad avere le prime ricadute e adesso, sono molto più insicuro rispetto a prima, noto un calo dell'autostima, I pensieri ossessivi e le paranoie sono molto più frequenti e più intensi rispetto a prima a volte capita che grazie a queste ossessioni e paranoie non dormo la notte e in qualche situazione sono ansioso rispetto a prima e più passa il tempo più ho paura che questo peggiora.
Ora vorrei porre una domanda, a causa di questa emergenza sanitaria non posso recarmi al CSM o presso un medico/psicologo dell'ASL perché non si trovano nel mio paese e ho bisogno di viaggiare, posso recarmi solo dal medico di base ma non penso servirà granché, quindi ho richiesto un consulto a psichiatri su un sito web la quale mi risponde una psichiatra e mi consiglio di recarmi al CSM e nel frattempo di riprendere il farmaco che mi aveva fatto stare meglio partendo 1/4 cp e aumentando ogni 4 giorni di 1/4 cp fino al raggiungimento della dose precedente.
Allora volevo chiedervi, è una cosa fattibile?
Siccome non si tratta di una vera e propria prescrizione, può crearmi problemi riprendere adesso con l'assunzione del farmaco in questione?
È sicuro?
Consiglia di fidarmi della psichiatra e seguire il suo consiglio o meglio lasciar perdere?
Resto in attesa di una risposta e vi ringrazio in anticipo.
Saluti
[#1]
Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 43.5k 990 248
Gentile utente,

Mi scusi ma si sta secondo me avviluppando in maniera appunto tipica di uno stato ossessivo.
Io credo che in qualche modo possa contattare i medici che conosce. Ne contatta un altro su un sito e riceve questa risposta. Non intervengo sul merito, dico semplicemente che poi chiede anche qui ma non è chiaro cosa, non è che può chiedere delle conferme da una parte su una cosa consigliata da un'altra che a sua volta era una specie di conferma di una cura prescritta da un altro ancora.
Potremmo continuare all'infinito.

Che la cura sia stata interrotta in un modo in un altro conta poco, conta il fatto che se non c'era motivo di interromperla, era logico mettere in conto una ricaduta anche dopo poco.

Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it
Libri: https://www.amazon.it/s?k=matteo+pacini

[#2]
dopo
Utente
Utente
Grazie dott. Per la risposta, so quello che vuole dire, ho spiegato un po' la mia storia giusto per far capire come è andata ma il mio scopo qui è un altro: volevo avere giusto un parere su quello che mi è stato detto, cioè di riprendere con il farmaco partendo poco per volta, volevo sapere come la pensate in merito e se anche voi mi consigliereste uguale. La ringrazio ancora dott. Per la disponibilità, un saluto
[#3]
Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 43.5k 990 248
No, questo non si può consigliare né in un senso né nell'altro. Non è possibile avere indicazioni su come fare una cura.
Allergia ai farmaci

Allergia ai farmaci: quali sono le reazioni avverse in seguito alla somministrazione di un farmaco? Tipologie di medicinali a rischio, prevenzione e diagnosi.

Leggi tutto