Per dott.pacini-lorenzetti-presta

Buongiorno a tutti, ho cambiato medico di riferimento
e dopo avermi visitato e letto la mia cartella ha
scritto che : Nel 1974 ricovero per psicosi depressiva curata con ES .Successivi ricoveri nel 2007/2008 episodi di schizofrenia.Oggi forte ansia e respiro interciso
dovuta a discinesia per trattamento farmacologico precedente.
Mi ha cambiato cura e mi ha prescritto:
loranzepam 0,5 mattino,+ 0,5 pomeriggio + 1 mg sera
Zoloft 100mg mattina + Ziprexa 5mg sera.


Cosa ne pensate , vi sembra appriopriata la cura,

Buongiorno, sono disperata , anche dopo il cambio della cura l'ansia non mi lascia un momento tanto che mi sembra che non mi venga il fiato,
perche' non sto meglio??
cosa posso fare? non riesco a fare piu' niente

datemi per favore un vostro parere
da chi devo andare??

MI CONTINUANO A DIRE CHE DIPENDE DA ME , MA IO NON RIESCO A FARE NIENTE ,SONO TOTALMENTE APATICA E QUANDO COMINCIO A FARE QUALCOSA MI ASSALE L'ANSIA
E VADO IN AFFANNO , MI VIENE DA PIANGERE
POSSIBILE CHE DIPENDA SOLO DA ME?
ALL'OSPEDALE QUANDO MI FACEVANO LE FLEBO DI ELOPRAM DA 60 MG STAVO BENE POI NON SONO PIU'
RIUSCITA A SENTIRMI BENE

SONO DIPERATA COSA DEVO FARE?
IO PENSO CHE SE LA CURA E I DOSAGGI SONO GIUSTI
ALLORA IO POSSA STARE BENE

GRAZIE PER LA VOSTRA DISPONIBILITA'


[#1]
Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 41.2k 1k 63
gentile utente,

il suo attuale trattamento può funzionare per alcuni sintomi.

Probabilmente l'antipsicotico e' attualmente sottodosato.

Può specificare quale persistenza di sintomi ha?

https://wa.me/3908251881139
https://www.instagram.com/psychiatrist72/

[#2]
Utente
Utente
Gentile dottore la ringrazio per la sua risposta
e il suo interessamento,
i sintomi che ho sono una forte ansia mattutina
anche se la notte riposo
che permane per tutto il giorno anche con l'assunzione dei farmaci, e un forte disagio interiore come un nodo alla gola e il mio respiro
e a singhiozzo alterno per questo appena provo a fare qualcosa mi sembra mi manchi il respiro e mi
devo sedere , tanto che la maggior parte del tempo
la passo seduta a pensare cose brutte e non mi viene voglia di fare niente.
Potrebbero essere degli effetti collaterali dei farmaci (discinesia ) oppure dosaggi insufficienti come lei accennava.
Che ne pensa e' davvero colpa mia?

grazie
[#3]
Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 41.2k 1k 63
gentile utente,

colpa di cosa?

L'unico farmaco che potrebbe richiedere un aumento e' lo zyprexa ed andrebbe concordato con il suo curante se aumentare il dosaggio.

Il resto potrebbe andare bene ma io porrei uma maggiore attenzione sul sintomo magari considerando l'introduzione di uno stabilizzante la cui funzione può essere assolta dallo zyprexa.

Il suo trattamento può essere buono per i suoi sintomi va rivalutato nelle dosi e considerato con controlli a breve distanza.
Per lei sarebbero opportuni controlli ogni 20-25 giorni, però senza l'angoscia del controllo ma per cercare di trovare un benessere migliore.
[#4]
Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 43.7k 993 248
Gentile utente,

Non è chiara la diagnosi. Psicosi depressiva nel 1974 e schizofrenia (episodi non ha senso, è una malattia continua, quindi se mai riacutizzazioni) - la schizofrenia non esordisce però in genere a 60 anni, quindi c'è qualcosa che non torna.
La terapia ha una dose bassa di olanzapina, indicata per diverse forme di psicosi, e un antidepressivo a dose non minima.
In conclusione, prima ancora di considerare cosa dei sintomi attuali è migliorabile e come, sarebbe il caso di chiarire il punto di partenza, cioè la diagnosi.
Se è schizofrenia dal 1974, e cosa è stato dal 1974 a ora sia della diagnosi che del suo stato di salute.

Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it
Libri: https://www.amazon.it/s?k=matteo+pacini

[#5]
Utente
Utente
Gentili dottori vi ringrazio per la cordialita' delle vostre risposte, dopo che nel 74 mi furono fatti gli E.S sono stata dimessa e molto lentamente
spinta anche dalle necessita', avevo tre figli piccoli, ho reagito e mi sono ripresa anche se negli anni a venire continuavo ad avere sempre
agitazione ed apprensione , ansia e pensieri sempre negativi, il medico di famiglia mi ha curata con SAMIR 400 e Liposom forte a cicli.
Nel bene o nel male ho condotto una famiglia per anni, poi due anni fa ho sono stata ricoverata
per schizofrenia(cosi' hanno scritto) , mi hanno fatto punture di haldol poi scalato con serenase
e poi dopo un secondo ricovero dopo mesi di pianto per depressione endogena arriviamo a giorni nostri che vi ho raccontato.
Io vorrei solo poter tornare a fare i mestieri di casa e non avere quell'ansia che mi debilita e mi rende apatica e mi provoca un respiro a singhizzo.
Il giorno dopo che mi e' stata cambiata la cura, mi sembrava di essere guarita' ero "serena" poi sono ripiombata in queste condizioni, mi chiedo e vi chiedo perche'??
grazie

[#6]
Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 43.7k 993 248
La cosa non torna assolutamente. La schizofrenia è una diagnosi che non esordisce in età presenile. La sua storia dà l'impressione di una malattia che si presenta ciclicamente, con fasi o eccitate (visto che contrappone la depressione all'altra fase denominata schizofrenia l'impressione è che la fase denominata schizofrenia fosse agitata e quella depressa invece inibita-rallentata).
La cura in sé non chiarisce le cose, l'hadol serve in generale per la psicosi e l'agitazione psicomotoria, ma non soltanto per una diagnosi o per una malattia.
Poi la schizofrenia non si diagnostica così durante una fase acuta, a maggior ragione se è trattata, prevede un certo periodo di osservazione altrimenti è una diagnosi che non ha senso, non esiste per intenderci una schizofrenia acuta e poi dopo una depressione endogena.
La diagnosi quindi mi sembra alquanto confusa. Va chiarita altrimenti le cure saranno sprecise e non potranno prevenire efficacemente le ricadute.
[#7]
Utente
Utente
Egregio dottore la ringrazio per la risposta, le volevo chiedere una cosa,
lei leggendo e inquadrando ad oggi i miei sintomi ,
disagi e problemi che tipo di diagnosi farebbe?
nel senso che se la diagnosi appare confusa , allora mi viene da pensare che forse anche la cura
non sia sufficientemente calibrata , questa cosa da una parte mi da speranza nel fatto che possa migliorare dal mio attuale stato , dall'altra pero'
penso che proseguire in questo modo non avro'
molti benefici.
Le chiedo un consiglio a questo punto come
se lei fosse nei miei panni , sul percorso da seguire o eventualmente sulla rivalutazione della terapia.
Grazie per il vostro impegno e volontariato
che il Signore vi possa ricompensare
[#8]
Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 43.7k 993 248
La diagnosi alternativa più probabile (dico in linea generale) in alternativa ad una schizofrenia è una psicosi bipolare, o disturbo bipolare.
Nel '74 la diagnosi di schizofrenia era già assodata, anzi se mai si eccedeva con una diagnosi di quel tipo. Invece una diagnosi fatta adesso su un singolo episodio di agitazione, dopo un episodio "vecchio" di depressione e un intervallo in cui lei ha funzionato normalmente, ha avuto una famiglia etc, depone per una malattia un po' diversa.
Le terapie sono decisamente diverse nei due casi. Ora nel suo caso non posso ovviamente accertare quale diagnosi sia, e la documentazione dei vari ricoveri andrebbe vista nei dettagli per capire da quali elementi sono arrivati alla diagnosi e se poi questa è stata scritta ufficialmente con il codice corrispondente.
[#9]
Utente
Utente
Gentilissimo dott Pacini, nel qual caso lei avesse
ragione, pensa che la cura che stia facendo andrebbe solamente perfezionata o totalmente cambiata togliendo o aggiungendo altri tipi di farmaci?

grazie

[#10]
Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 41.2k 1k 63
Gentile utente,

anche se non ero stato esplicito anche io ho ritenuto che indicativamente il suo disturbo potesse essere quello ipotizzato dal collega.

Il trattamento potrebbe andare bene in questo modo ma va valutato periodicamente soprattutto nei cambi di stagione.
[#11]
Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 43.7k 993 248
A volte si usano anche le stesse medicine, ma con criteri diversi di scelta e di valutazione del beneficio ottenibile. A volte le terapie sono totalmente diverse.
[#12]
Utente
Utente
Mi scusi dottore ma non ho capito il senso della sua risposta
cosa significa:

A volte si usano anche le stesse medicine, ma con criteri diversi di scelta e di valutazione del beneficio ottenibile.

puo' essere piu' chiaro?

Grazie
[#13]
Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 43.7k 993 248
Che a volte nei due disturbi si usano le stesse medicine, ma ragionando in modo diverso sul loro uso e sul tipo di risultati che si mirano ad ottenere, essendo malattie diverse.
[#14]
Utente
Utente
Egregi dottori , ho letto attentamente tutti i documenti e cartelle che mi hanno dato, e l'ultima
nelle conclusioni come diagnosi dice esattamente:
PSICOSI PARANOIDE DEPRESSIVA
questo e' quello esattamente diagnosticato.
Ora vi chiedo in base alla vostra professionalita'
ed esperienza se da questa patologia si puo' guarire o perlomeno conviverci trovando un equilibrio
e in particolar modo se la terapia che sto seguendo secondo la vostra esperienza e' appropriata
o manca di qualcosa alla luce di questa diagnosi.
La cura attuale e':
loranzepam 0,5 mattino,+ 0,5 pomeriggio + 1 mg sera
Zoloft 100mg mattina + Ziprexa 5mg sera.

Io sto sempre molto male

grazie a tutti per una risposta e un consiglio
terapico
[#15]
Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 43.7k 993 248
Gentile utente,

Questa diagnosi non esiste come malattia. Esiste "Paranoia", esiste "Depressione psicotica" ma psicosi paranoide depressiva sembra una diagnosi temporanea relativa al momento in cui fu valutato in attesa di sviluppi per definire meglio la malattia.
Non vorrei che questa dicitura non definita non fosse poi stata mai "migliorata" non permettendo una cura impostata in maniera standard per una malattia dal nome chiaro.
La terapia che lei assume adesso non sembra funzionarle, ma secondo me la cosa migliore è ridefinire la diagnosi e poi stabilire quale tipo di cura di fondo per la malattia che lei ha può essere utile. Il fatto che si abbiano sintomi depressivi, ad esempio, non significa automaticamente, anche se può sembrarle strano, che si debba prendere un faramco che ha l'etichetta di "antidepresivo", o che lo si debba assumere in maniera prolungata. Quindi faccia rivedere la diagnosi.
[#16]
Utente
Utente
Buongiorno , sono stata ieri a fare di nuovo un consulto privato perche' come sapete non sto bene
accompagnata anche da mio figlio,ancora una volta il professore ha insistito che la mia malattia dipende solo da me che tutto il disagio
che provo , dipende da me e lo faccio per attirare l'attenzione su di me ,che non devo aggrapparmi ai farmaci , ma cambiare l'attegiamento di fondo che mi vede sempre a fare niente e con pensieri negativi ricorrenti che mi portano a ripetere in continuazione con non guariro'piu'.Ha domanda precisa di mio figlio di
esprimere quale sia la diagnosi psichiatrica in questo momento, ha tentennato e poi ha detto che rientra in un disturbo della personalita'.Ha discusso animosamente anche con mio figlio dicendo che se lui mi assecondava faceva il mio male.
Sul fatto che io sia molto ansiosa dice che il respiro che ho e' discinesia e non ansia.
Ha rivisto la cura in questo modo:
zoloft 100mg 1/2 cp a colazione e 1 dopo pranzo,
0,5 loranzepam al mattino e 1 alla sera, ridotto ziprexa a 2,5 mg alla sera e 1compressa mattino di DISIPAL e 1 alla sera e iniezioni di LIPOSOM FORTE
per due settimane.
Vi prego datemi un vostro consiglio sulla cura
e su come devo comportarmi.
E' da un mese che mi sta seguendo questo professore
Grazie per una risposta
[#17]
Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 43.7k 993 248
Rientra in un disturbo di personalità...senza dire quale però. Il concetto che nei disturbi di personalità sia la persona a dover cambiare è veramente una follia. La terapia deve cambiare le cose, le regole della terapia vanno rispettate ma è inutile essere "judgemental" come si dice in inglese, cioè giudicare in bene o in male i comportamenti, perché sono "sintomi", è come giudicare bene o male la diarrea o l'elevazione pressoria.
Purtroppo con questi presupposti diagnostici secondo me si va poco lontano, soprattutto nel tipo di comprensione che lei può avere dei meccanismi del suo disturbo.
O si è un paziente che si cura, o una persona "capricciosa" che deve darsi una regolata: un medico non può dare messaggi così ambigui. O si prescrivono farmaci oppure no, ma non si può prescrivere una cura con diversi farmaci e poi dire alla persona di non "aggrapparsi" ai farmaci. Invece sì, la persona deve proprio poter contare su qualcosa che gli controlli i sintomi e poi rivedere magari criticamente alcune sue convinzioni maturate quando stava male.
[#18]
Dr. Gianmaria Benedetti Psichiatra, Neuropsichiatra infantile, Psicoterapeuta 927 16
Gentile signora, ho letto la sua richiesta e le risposte che ha avuto. Mi sembra che può essere opportuno andare al di là di sintomi, diagnosi e farmaci, e focalizzarsi un po' sulla sua attuale sistemazione e organizzazione di vita. Se ho capito bene da due anni non sta bene, dopo che in passato aveva avuto altri momenti di difficoltà che però non le hanno impedito di tirar su una famiglia con vari figli. Pare quindi che per dei periodi lei aveva raggiunto un discreto equilibrio (la vita è fatta di epoche di equilibrio e di fasi di passaggio fra uno e l'altro, e a volte gli squilibri danno luogo a periodi di comparsa o aggravamento di sintomi). Forse da qualche anno la sua vita ha subito dei cambiamenti (famiglia, lavoro, eventi particolari, ecc), il suo equilibrio personale e familiare precedente 'è cambiato e non ha ancora trovato un'organizzazione ed un equilibrio adeguato a questa fase della vita. Può dirci qualcosa in proposto,della sua vicenda come persona e non solo come paziente attenta solo a diagnosi e sintomi e farmaci?
[#19]
Utente
Utente
Grazie dottori per le vostre risposte , in particolare alla richiesta del dottor Benedetti rispondo raccontando che nel 2002 e morta mia mamma anziana, ho curato fino al 2005 mio nipote , poi ha cominciato la scuola e io sono rimasta in casa solo con mio marito entrambi pensionati, poi ho cominciato ad avere problemi con forti pensieri negativi -ossessivi e di disagio tanto che nel 2007 sono stata ricoverata e dopo cica due settimane sono stata dimessa , ma sono cominciati anche i miei problemi di salute raccontanti precedentemente , nel frattempo e' morta improvvisamente anche la mia prima sorella e poi
nel 2008 sono stata dinuovo ricoverata per depressione circa dieci giorni , poi tutto e' proseguito fino ai giorni nostri con una forte ansia e mancanza totale di voglia di fare le faccende di casa e i pensieri fissi di non star bene.Ho 63 anni 3 figli sposati senza grossi problemi
grazie per un vostro parere anche sulla cura che sto facendo
[#20]
Dr. Gianmaria Benedetti Psichiatra, Neuropsichiatra infantile, Psicoterapeuta 927 16
Mi sembra si confermi l'ipotesi che lei abbia perso (per gli eventi di famiglia, i cambiamenti e forse anche per l'età) un equilibrio che ha avuto per una certafase, e sia di nuovo in questo momento in una fase di passaggio un po' squilibrata. Dal suo modo molto sintetico e denso di scrivere le sue vicende 'profonde', lei passa invece a dilungarsi, mi sembra (nei post precedenti) sugli aspetti di farmaci e sintomi e diagnosi, che sono forse più 'superficiali'. Penso che le converrebbe dedicare invece un po' di tempo ANCHE a esplorare ordinare e organizzare mentalmente le sue vicende personali e familiari, il che forse l'aiuterebbe a trovare un nuovo equilibrio abbastanza buono per la nuova fase di vita che sta affrontando. Questo lavoro psicologico (che può essere anche di durata non lunga) richiede di solito la 'guida' di un professionista esperto in questo tipo di lavoro psicologico, che non è assolutamente alternativo alla terapia psichiatrica che è in atto. Nella zona di Pavia o Milano non dovrebbe essere difficile trovare questo tipo di aiuto, sotto forma di consultazioni o psicoterapie brevi.
Cordialmente e in bocca al lupo.
[#21]
Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 43.7k 993 248
La cura che sta facendo è invalutabile finché non c'è una diagnosi definita. Ovviamente se ne possono ipotizzare, ma "disturbo di personalità" non altrimenti specificato è una diagnosi scarsamente definita e scarsamente riproducibile. Quindi secondo me bisogna ripartire con una diagnosi meglio definita. Quando le terapie sono composte così come la sua, di solito significa una cosa, che c'è un disturbo ciclico dell'umore con elementi di agitazione (neurolettico + antidepressivo + tranquillante). Non vedo il ruolo del disipal (ha effetti collaterali di tipo parkinsoniano ? con lo zyprexa non ci dovrebbero essere in verità).
[#22]
Utente
Utente
Buongiorno a tutti, ho richiesto un nuovo consulto da un dottore in psichiatria e psicoterapeuta,
l'impressione e' stata positiva, ero accompagnata da mio marito e da mio figlio, dopo aver visionato la mia consistente cartella medica , mi ha fatto molto domande sul mio passato e sul mio presente , ha detto che in questo momento convivono due problemi , un problema di depressione e
un problema di forte ansia che e' quella piu' debilitante e mi impedisce stare tranquilla.
Per quanto riguarda la cura mi ha detto di continuare con ZOLOFT a 150 MG + mutabon ansiolitico
1 mattina + 1 sera,loranzepam 1 mg sera e ha detto comunque di mantenere Disipal 1 mattino + 1 sera anche se pero' non ha ravvisato tremori alle mani .
Ha tolto lo zyprexa.
Che ne pensate puo' migliorare la mia situazione?
Grazie a tutti per una risposta
[#23]
Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 41.2k 1k 63
Gentile utente,

la valutazione clinica diretta certamente può essere stata di aiuto per la presa in carico del suo problema.
Non abbia difficolta' a ricontattare il suo psichiatra in caso di problemi.
[#24]
Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 43.7k 993 248
Penso che in quello che riferisce non è stata fatta una diagnosi.
[#25]
Utente
Utente
Ringrazio entrambi i dottori che mi hanno risposto,
vedo che il dott Ruggiero valuta positivimente la valutazione clinica diretta, mentre il dott.Pacini
punta sempre molto sul fatto della diagnosi.In
questo caso non e' stato specificato il termine in modo scientifico , ma c'e' comunque stata una valutazione di due problemi ansia e depressione .Non pensa che al di la' del termine esatto gia' questo non possa
essere sufficiente per poter impostare una cura
correttamente?
Grazie dottore per la sua sempre pronta disponibilta'
e per il prezioso servizio che offrite
[#26]
Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 43.7k 993 248
due problemi: ansia e depressione non è una diagnosi, sono due (appunto) problemi, che non si capisce cosa vuol dire, elementi, sindromi, boh ?
E' come impostare una cura sulla base del fatto che uno ha febbre e tosse, dandogli un antibiotico.
Diciamo che al limite è anche accettabile come intervento da parte di un medico non specialista, ma uno specialista fa una diagnosi. Senza averla definita poi quel che succede dopo non si sa come interpretarlo, perché non tutte le depressioni rispondono agli antidepressivi, alcune peggiorano, altre rispondono solo a un tipo, etc.
Togliere lo zyprexa e cambiare la terapia significa che il medico ha ritenuto che non vi sia indicazione allo zyprexa, quindi ha fatto una diagnosi o comunque si è fatto un'idea, oppure magari no e va a tentativi.
[#27]
Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 41.2k 1k 63
gentile utente,

le chiarisco il mio punto di vista.

Se un collega la visita direttamente ha più cognizioni di me che non l'ho mai vista rispetto al trattamento da prescrivere.
Per questo motivo e' complicato pronunciarsi su trattamenti prescritti da altri a meno che non ci siano errori evidenti, e lo direi chiaramente.
Un ulteriore motivo e' presente se lei decide di farsi visitare da un medico ne deve seguire i consigli per un tempo congruo per una valutazione clinica.
Oltretutto, il rapporto diretto e' fondamentale per tutti i controlli.


[#28]
Dr. Gianmaria Benedetti Psichiatra, Neuropsichiatra infantile, Psicoterapeuta 927 16
Vorrei dare all'utente anche il mio parere: diagnosi significa solo (dal greco) "conoscenza attraverso " determinati procedimenti. Ci può essere diagnosi medica, diagnosi psichiatrica, diagnosi psicologica, anche diagnosi ingegneristica - se applicata allo stato di un edificio, per esempio, in tempi di terremoti. Insomma diagnosi secondo alcuni criteri o secondo altri, non in assoluto. E la conoscenza che acquisiamo dipende anche dallo strumento che usiamo. Galileo propose ai cardinali di usare il telescopio, ma essi non vollero, preferivano non mettere in dubbio le proprie credenze. Così anche il comportamento e la psiche (che per qualcuno non esiste perchè non la vede coi suoi strumenti, mettendo in dubbio la sua stessa professione di psich-iatra, cioè medico della psiche) possono essere indagati con modi e strumenti diversi: psicologici, psichiatrici, sociologici, filosofici addirittura. E nessuno ha la prerogativa di possedere la verità: neanche le Associazioni mediche o le società di psichiatria. E tanto meno gli estensori di trattati diagnostici, che si limitano a suggerire criteri per mettere d'accordo i medici sulle diagnosi e le classificazioni per poter scambiarsi le loro opinioni. Ma solo questo; non c'è nulla di Vero e Immutabile nella scienza, ma solo un'aspirazione ad avvicinarsi a conoscere i fenomeni.
Per cui il mio consiglio è di scegliere un medico o uno psicologo o psichiatra competente, che meriti la sua fiducia, che la aiuti ad esplorare la sua situazione e scoprire eventuali ostacoli o abitudini o modalità di vita o di pensiero malfunzionanti e se possibile modificarli o evitarli. E' il rapporto medico paziente che è fondamentale, per una collaborazione che porti affrontare al meglio le difficoltà. Sarà lui a proporle le sue valutazioni e le sue indicazioni, come possibilità da verificare, non come dogmi.
In bocca al lupo.
[#29]
Utente
Utente
Buongiorno a tutti,vi scrivo per conto di mia mamma ,purtroppo la sua situazione pare non migliori,sempre presente ansia e paura e a volte pianto, lo psicologo in aggiunta che la sta seguendo ha detto che ha un disturbo che si chiama
PERSONALITA ' ISTERICA, vorrei sapere cosa ne pensate
di cosa si tratta e se farmacologicamente e' curabile

grazie a tutti voi per una risposta
[#30]
Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 41.2k 1k 63
Gentile utente,

a distanza si puo' pensare qualunque cosa.

Bisogna capire se lo psicologo e lo psichiatra sono d'accordo sulla diagnosi e se, quindi, il trattamento viene condiviso.
Infatti, se le diagnosi divergono puo' essere che lo psichiatra attui un trattamento differente e viceversa.
[#31]
Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 43.7k 993 248
La personalità è una diagnosi che ha poco senso fare quando ci sono disturbi cronici. Farei riferimento ai sintomi e al disturbo che gli corrisponde come tale.
Personalità non vuol dire poi disturbo di personalità, e chi ha disturbi d'ansia cronici o di altro tipo cronici sviluppa una personalità prevedibile in relazioni ai limiti, o alle tendenze, dell'ansia.
[#32]
Utente
Utente
Buongiorno a tutti, a distanza di due mesi sono
in cura da un nuovo psichiatra e devo dire che le cose stanno andando molto meglio, sto assumendo
1 compressa di Mutabon Ansiolitico al mattino e
una compressa di WEllbutrin alla sera da un mese + 1mg loranzepam
Ansia e l'agitazione mi sono quasi toltalmente sparite e nel complesso mi sento molto meglio anche se mi manca ancora l'iniziativa e la voglia fare.
Questi risultati che io giudico positivi, li devo sicuramente anche ai vostri preziosi consigli che in questi mesi mi avete dato,grazie a voi ho cambiato il medico neurologo che mi seguiva per rivolgermi ad uno psichiatra , e inoltre mi avete sempre spinto a cercare qualcosa di meglio e devo dire che la svolta e' stata netta.
Spero comunque che possa anche ritornarmi la voglia di fare nuovamente le mie attivita'.
Nel ringraziare ancora tutti i medici che gentilmente mi hanno sempre risposto e consigliato
confido ancora in un vostro commento
[#33]
Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 43.7k 993 248
Questa volta si è giunti ad una diagnosi ?
Ansia

Cos'è l'ansia? Tipologie dei disturbi d'ansia, sintomi fisici, cognitivi e comportamentali, prevenzione, diagnosi e cure possibili con psicoterapia o farmaci.

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