Psichiatra

salve.
Per essere breve, verso la fine di luglio inizio a provare ansia, (da premettere che circa 15 anni fa dopo un lutto ho sofferto di depressione) , cerco di nn pensarci, vado avanti cmq, lavoro, allenamento, calcio ecc ecc...dopo un po diventa insistente al tal punto, che provo un senso di estraneità verso me stesso e le mie azioni...mi provoca panico, ma cmq riesco a fare tutto anche se con la testa tra le nuvole... dopo un po tramite un mio amico, vadi da un psichiatra il queale giusto dopo 2 minuti, ma davvero 2 minuti che gli racconto i miei sintomi, mi dice e stress e ansia e mi prescrive xanax da 0.50 mattina e sera (il quale ne prendo mezza) e zarelis 0.75 dopo pranzo... il primo giorno prendo zerelise alle 14... la sera mezza xansx, vado a letto, e verso le 24 mi sveglio in pieno panico, tutto sudato... e credo xhe sia dovuto allo zarelis,
Cmq smetto di prendere lo zerelise e prendo solo xanax mezza pasticca ca 0.
50 3 volte al di... ci sono giorni che malgrado abbia la testa vuota e " senso di estraneità " cerco di superare e scendo, vado in barca a pescare, dopo ad allenarmi e devo dire che mi fa stare bene... e giorni come oggi, che questo senso di estranieta mi da panico, noi e nn riesco ad uscire... io nn vorrei prendere psicofarmaci,... ma secondo voi tenendo a bada l' ansia e xon la volinta, tipo scaricare con lo sport, ecc ecc e possibile uscirne??
?

Il senso di estraneità e un sintomo dell ansia oppure e qualcosa du grave nel moo cervello... cmq sto andando per ora 2 sedute da uno psicoterapeuta e cerco di capire il mio problema, ma senza farmaci x ora (xanax) a parte... aiutatemi a capire...confido in voi grz mille
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Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 38.5k 926 63
La questione va inquadrata da uno specialista in psichiatria che stabilisca il corretto approccio ai suoi disturbi.


Dr. F. S. Ruggiero


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