Utente
Salve dottori.
Sono un ragazzo di 20anni e da aprile 2018 mi sembra di vivere un incubo dal quale delle volte non vedo via d'uscita.
Ad aprile 2018 ho avuto il mio primo attacco di panico, era già qualche tempo che manifestava problematiche di natura ansiosa alla quale però non avevo mai dato peso poiché non sapevo ben riconoscerle.
Già da qualche tempo prima avevo difficoltà nello stare in posti affollati come per esempio l'autobus che usavo per raggiungere scuola, in quei momenti avevo forti scariche d'ansia, una grande agitazione e un nodo allo stomaco che spesso si tramuva in una sottospecie di nausea.
Dopo il primo attacco di panico la mia vita è cambiata drasticamente in pochissimo tempo è sopraggiunta anche l agorafobia e le condotte di evitamento, ho iniziato a sviluppare anche la fobia di vomitare che si manifesta come una sorta di pensiero continuo.
Da 2 anni ad ora ho praticamente fermato la mia vita, non ho continuato gli studi, non lavoro e con una grossa difficoltà ad avere una vita sociale soddisfacente poiché essa è limitata a pochi chilometri da casa.

Da giugno la situazione è peggiorata ulteriormente poiché ero arrivato ad una condizione assurda, non riuscivo a stare molto in casa altrimenti avevo attacchi di panico e non riuscivo a star molto fuori casa altrimenti accadeva lo stesso.

Ho deciso di rivolgermi ad uno psichiatra nonostante la paura e i pregiudizi nei confronti dei farmaci che ho sempre cercato di evitare ma ero arrivato ad una condizione pietosa, avevo perso più di 15kg e ogni pasto era un incubo per paura di star male di stomaco successivamente.

Dopo aver avuto un colloqui con lo psichiatra mi sono state prescritte 10gocce di escitopram per una sindrome ansiosa.

Dopo 1 mese dall'assunzione delle 10 gocce abbiamo deciso di aumentare la dose a 15 gocce.

Nel primo mese di assunzione ho visto Man mano sbiadirsi quella sensazione di ansia costante, più passavano i giorni e più essa tendeva a presentarsi di rado e con meno irruenza, riuscivo a mangiare con più serenità e anche le uscire nei dintorni di casa erano più tranquille.

C'è stata la decisione di aumentare a 15gocce (sono passati 10/15 giorni) dall'effettivo aumento poiché l'agorafobia rimaneva sempre presente e anche questa continua paura di vomitare.

La mia domanda ora è una, da completo profano di questo mondo mi chiedo il farmaco riuscirà col tempo a togliermi questo pensiero costante che possa venirmi da vomitare e l'agorafobia?

La domanda molto probabilmente a voi sembrerà banale e sciocca ma dopo anni che vivo in gabbia ho sempre più paura che non ci sia una reale via d'uscita e che l'incubo non possa avere mai più fine.

Vi ringrazio anticipatamente

[#1]  
Dr. Paolo Carbonetti

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Buonasera
l'escitalopram è efficace nei disturbi da lei lamentati, come del resto lei sta riscontrando. Si tratterà forse di aggiustare ulteriormente la dose, e, se le fosse possibile, affiancare un trattamento psicoterapico.
Auguri
Dr. Paolo Carbonetti
Specialista in Psichiatra
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[#2] dopo  
Utente
La ringrazio per la risposta Dottore. Credevo di averlo accennato nel consulto, invece no, ho già seguito per quasi 2 anni due percorsi psicoterapici.
Uno ad indirizzo sistemico relazionale e l'ultimo di tipo cognitivo comportamentale, con entrambi i percorsi sono arrivato a comprendere il motivo del mio malessere, esso era dovuto a 4 anni di forte forte stress avuto dai 13 ai 17anni dovuto alla separazione dei miei genitori (è stata una separazione molto violenta con litigi quotidiani per 4 anni e spesso ero il punto di sfogo di mio padre).
Purtroppo la psicoterapia non ha prodotto mai risultati notevoli probabilmente perché l'ansia mi ha sempre impedito di tuffarmi a pieno nel percorso sia dal punto di vista emotivo che d'azione, ma almeno ho acquisito consapevolezza sulle cause scatenanti.
Ad ogni modo dovrò aspettare altri 20 giorni per capire che effetti produrranno le 15 gocce di escitalopram.
Mi permetto di farle altre due domande per chiarirmi due cose che non mi sono ben chiare: 1)solitamente quanto dura una cura per un disturbo del genere? 2) dopo quando vi è una remissione dell'agorafobia?
So che è tutto molto soggettivo e varia da caso a caso ma penso che nella sua esperienza clinica abbia riscontrato spesso casi del genere.

[#3]  
Dr. Paolo Carbonetti

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Non è possibile prevedere la durata di una cura. Per il disturbo da attacchi di panico occorre sicuramente arrivare all'assenza di sintomi, compresi i cosiddetti "fenomeni abortivi", e poi ancora proseguire per almeno sei mesi. Poi si potrà cominciare a ridurre molto molto lentamente la dose del farmaco, purchè non siano in atto situazioni stressanti.
Secondo la mia esperienza più a lungo si mantiene la cura più è probabile che si mantenga il benessere anche dopo.
Dr. Paolo Carbonetti
Specialista in Psichiatra
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