Utente
Buonasera Dottori,
Ho 38 anni.
Dallo scorso primo ottobre, ho cambiato lavoro dopo 9 anni trascorsi nel precedente impiego.
A partire da questa data, è iniziata una fase piuttosto concitata della mia vita.
Per darvi un quadro generale, oltre al nuovo impegno lavorativo, sono giornalmente impegnato a fare il papà di una splendida bambina di 15 mesi, e contestualmente cerco di essere vicino a mia mamma da poco affetta da AD.
L’insieme dei fattori ha scatenato in me una situazione di ansia, preoccupazione e allerta continua che mi ha quasi immediatamente privato del sonno.
Sicuramente il fattore scatenante è stato il cambio dell’impiego lavorativo, che oltre ad essere molto impegnativo, mi ha richiesto di rimettermi in discussione in un nuovo ambiente, in un nuovo ruolo in un team completamente sconosciuto.

Dopo alcuni giorni di insonnia, mi sono rivolto ad uno psichiatra, con il quale sono attualmente in cura, il quale mi ha prescritto inizialmente 5 gocce di rivotril 3 volte al giorno ed una compressa di halcion prima di andare a letto.
Devo ammettere che gli ansiolitici hanno tamponato piuttosto bene nell’immediato, tuttavia, in seconda battuta il medico mi ha consigliato di introdurre un SSRI (cipralex) partendo da 5 per arrivare a 10 gocce al giorno da assumere al mattino, senza modificare in alcun modo la terapia ansiolitica.
Premetto che non assumo e non ho mai assunto (condiviso con il medico) 3 volte a giorno rivotril, in quanto dopo averlo provato, ho notato soffrire di confusione e sonnolenza, che rendeva ingestibile l’attività lavorativa pomeridiana, pertanto da sempre assumo solo 5 gocce di sera subito dopo cena.

Quindi, al momento, la terapia farmacologica in essere da circa 2 mesi, prevede cipralex 10 gocce al mattino, rivotril 5 gocce la sera e halcion 1 compressa da 250 prima di coricarmi.

Il beneficio farmacologico maggiore è stato apportato decisamente dall’introduzione del SSRI, che non sapevo essere utilizzato anche per gestire gli stati ansiosi.
Al momento non sono ancora ritornato a star bene come in passato, tuttavia la situazione è notevolmente migliorata rispetto al periodo attraversato ad ottobre.
Molto è da riconoscere anche alla terapia psicologica che abbiamo affiancato con cadenza settimanale insieme a quella farmacologica ampiamente descritta.

Recentemente leggendo sul foglio illustrativo del farmaco halcion, ho notato essere indicato che l’assunzione di tale farmaco non deve superare le quattro settimane seppur io lo sto assumendo da quasi tre mesi.

Non per carenza di fiducia nei confronti dello psichiatra che mi sta seguendo, ma unicamente per avere un confronto, vi scrivo per sincerarmi che sia possibile continuare ad assumere benzodiazepine (quindi sia halcion che rivotril) per un periodo tanto lungo ed eventualmente quando si potrà pianificare l’inizio della sospensione di questi ultimi due farmaci citati, nelle modalità previste.

Vi ringrazio anticipatamente e vi auguro una buona serata.

Saluti.

Marco.

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Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Non vi sono controindicazioni all’uso del farmaco.

Il suo psichiatra potrà stabilire quando giungere alla sospensione nei tempi che riterrà opportuni.



Dr. F. S. Ruggiero


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