Come accettare una famiglia allargata
Quando ci siamo conosciute la bambina era piccola, aveva poco più di 2 anni, quindi non riusciva a capire la separazione delle 2 mamme.
Abbiamo, io e la mia compagna, cercato di presentarmela inizialmente con videochiamate, poi qualche volta al parco ed infine portandola a casa nostra.
Questo nel giro di 5/6 mesi.
La bambina stravedeva per me, giocava ed era felice.
In tutto questo periodo la sua ex, quindi la donna che ha partorito la bambina, è sempre stata assillante con chiamate, messaggi e videochiamate.
Ha sempre rotto le scatole dicendo che fosse presto.
Circa 10 giorni fa la bambina è rimasta sola con me per circa 2 ore, in attesa che tornasse la mia compagna da lavoro, e la sua ex mi ha fatto una videochiamata in presenza della bambina e rivolgendosi a lei che la bambina fosse cattiva (in quanto presa dal gioco e non volesse salutarla) e che si sarebbe presa un altra bambina.
La piccola ha inziato a piangere e manifestare malessere, da qui in poi ha iniziato a dire che io sono cattiva e non vuole piu star con me.
Adesso la psicologa del nido, dopo che la bambina ha fatto un disegno con le due mamme insieme, ha chiesto loro di farsi vedere insieme alla bambina, con un pranzo o una cena.
E passare del tempo loro 3.
La mia compagna ha subito accettato nonostante non avesse parlato lei direttamente con la psicologa.
Questa cosa mi turba parecchio.
E non so come accettarlo.
Oltre al fatto che non so come comportarmi con la bambina e se continuare a farla venire a casa o allontanarla.
Aggiungo che secondo la psicologa la bambina è felice e serena ma è come se volesse vedere le due mamme ancora insieme.
Non so che pensare dato che la sua ex ci ha sempre ostacolate.
Io sto discutendo con la mia compagna, perchè ogni giorno c e sempre la sua ex in mezzo con messaggi, richieste, e quando abbiamo la bambina con noi, una decina di videochiamate al giorno.
Non so come fare, pensavo di chiudere la relazione a questo punto.
da quello che ci scrive sembra che forse la separazione della sua compagna dalla partner precedente non sia stata voluta da tutte e due nello stesso modo, ma soprattutto che la donna che ha partorito non sia pronta a far vedere alla piccola che l'originaria unità familiare è distrutta, e che la madre biologica ha una nuova compagna.
Lei che si è inserita da appena un anno in quella che era una coppia da poco tempo diventata genitoriale, avrebbe potuto immaginare che data l'età della piccola non c'era ancora stato il tempo di maturare né il distacco delle due donne, né i meccanismi di affido e accudimento della piccola.
Sembra invece che lei non capisca nemmeno la preoccupazione della donna che ha partorito verso questa bambina, infatti scrive: "Ha sempre rotto le scatole dicendo che fosse presto".
Non pensa che tutelare la sensibilità di una piccola i cui genitori si separano non facendole frequentare subito un'altra compagna sia una giusta cautela?
Inoltre il suggerimento della psicologa del nido, che le genitrici si facciano vedere insieme, è quello che usualmente si fornisce alle coppie di separati, specie di figli piccoli: serve a rassicurare il/la piccolo/a sui buoni rapporti tra i genitori, sulla loro possibilità di frequentarsi serenamente e di prendersi cura insieme di lui/lei.
Come mai questo a lei ha dato fastidio?
Scrive: "Questa cosa mi turba parecchio. E non so come accettarlo", mentre anche senza il parere della psicologa avrebbe dovuto capire che le persone che condividono un figlio si frequentano regolarmente.
Invece lei scrive: "non so come comportarmi con la bambina e se continuare a farla venire a casa o allontanarla".
Ma si rende conto che sta parlando della figlia della sua compagna? Io credo che non userebbe tanta indifferenza neppure verso un animale domestico, se la sua compagna ne condividesse uno con la ex.
Sembra che prima di iniziare questa relazione lei non si sia resa conto di tutto ciò a cui andava incontro, infatti titola la sua richiesta: "Come accettare una famiglia allargata".
Rifletta invece seriamente su quelli che sono i legami affettivi e anche i doveri genitoriali della sua compagna verso questa bambina e verso la co-genitrice.
Naturalmente una terapia di coppia potrebbe aiutarvi, ma occorre che le richieste siano realistiche.
Auguri.
Prof.ssa Anna Potenza
Riceve in presenza e online
Primo consulto gratuito inviando documento d'identità a: gairos1971@gmail.com
il clima di conflitto all'interno del quale la madre ha istillato nella bambina questa ostilità verso di lei consegue ad una situazione alterata da una serie di bugie e di inganni: lei si è trovata nel ruolo di amante senza saperlo, e addirittura la sua compagna non le ha parlato della figlia fino ad una fase avanzata della vostra frequentazione.
Questo non sembra un comportamento affidabile, leale, che può produrre una relazione stabile e appagante. Persone che tradiscono il partner poco dopo la nascita di un figlio, facilmente sono pronte a tradire ancora, e la sua compagna le ha già mentito. Su questo deve seriamente riflettere.
Invece lei sembra oscillare tra posizioni antitetiche. Conclude la prima email dicendo: "pensavo di chiudere la relazione a questo punto", ma nella seconda scrive: "io e la mia compagna a breve ci sposeremo e abbiamo intenzione di fare un figlio".
In condizioni serene, nulla escluderebbe che lei parlasse con la madre che ha partorito la bambina per chiarire le reciproche posizioni, accordarvi e rassicurarla; ma sembra che la sua compagna abbia creato ostilità tra di voi con la slealtà e il tradimento.
Verso la bambina, la paura di crearle un trauma sembra nascere dal cattivo uso che del termine "trauma" fanno i non addetti ai lavori. Tuttavia un adulto che non sia il genitore tratta una bambina così piccola con dolcezza ma anche con fermezza, e non cercando di blandirla.
Ma certo per far questo tutti gli adulti, specie quelli che hanno compiti genitoriali, devono comportarsi, appunto, da adulti.
Rifletta bene, prima di mettere un altro bambino, il suo, nella stessa situazione.
Auguri.
Prof.ssa Anna Potenza
Riceve in presenza e online
Primo consulto gratuito inviando documento d'identità a: gairos1971@gmail.com
sono lieta di averla aiutata.
Le suggerisco due cose: la prima è l'opportunità di differire una sua maternità fino a quando non avrà chiarito molti aspetti dell'attuale situazione.
La seconda è di valutare attentamente le frasi: "A detta della mia compagna, i tradimenti son stati fatti a causa di grosse problematiche con la sua ex, sia durante la gravidanza che dopo, inoltre con la nascita della bambina si sono allontanate".
Lei capisce che le maternità come quelle della sua compagna non capitano "per sbaglio" come avviene in altri casi; c'è stata quindi una marcata leggerezza nell'avviare una gravidanza quando le premesse erano tanto fragili.
Inoltre il tradimento è sempre determinato dall'indole e dai valori morali di chi tradisce, non ci sono cause esterne che possano determinarlo.
Si può innamorarsi di qualcuno e disamorarsi di un partner, ma in questo caso una persona leale cerca di resistere, oppure lascia il partner.
A lei le conclusioni.
Per completezza d'informazione, se crede ci scriva l'età della sua partner e della precedente compagna.
Auguri.
Prof.ssa Anna Potenza
Riceve in presenza e online
Primo consulto gratuito inviando documento d'identità a: gairos1971@gmail.com
la situazione che descrive è dolorosa per le persone coinvolte, la bambina per prima, ma anche gravemente pasticciata a causa di leggerezze che non si spiegano né con l'età né con l'amore, ma piuttosto con l'opportunismo.
La invito ancora a riflettere. Prenda anche in considerazione l'idea di fare almeno un colloquio con uno psicologo esperto in questo ramo; qui su Medicitalia provi a rivolgersi alla dott.ssa Carla Maria Brunialti.
Anche nei centri che si occupano di fecondazione assistita le darebbero informazioni che potrebbero farle capire che un figlio, in questi casi, viene accuratamente programmato, e la sua partner avrebbe avuto il tempo di riflettere, prendere accordi, etc., se non a propria tutela, almeno a favore del nascituro.
Come stanno adesso le cose, forse la sua compagna non risulta in nessun modo giuridicamente legata alla figlia, e a questo punto è sicura che siano proprio i suoi ovuli quelli che sono stati usati?
Insomma la prima vittima di questa situazione è la bambina. Non faccia di sé la seconda!
Prof.ssa Anna Potenza
Riceve in presenza e online
Primo consulto gratuito inviando documento d'identità a: gairos1971@gmail.com
purtroppo l'affermazione "anche se lei scopisse che nemmeno quest ultimi siano i suoi, non abbandonerebbe mai la piccola" non ha riscontro giuridico: in pratica la sua compagna non ha alcun diritto/dovere legalmente riconosciuti riguardo questa bambina, e se la ex decidesse di non fargliela vedere mai più non ci sarebbe nulla da fare.
Auguri per tutto.
Prof.ssa Anna Potenza
Riceve in presenza e online
Primo consulto gratuito inviando documento d'identità a: gairos1971@gmail.com
Se sei uno specialista e vuoi rispondere ai consulti esegui il login oppure registrati al sito.
Approfondimento su Ovulazione
L'ovulazione è la fase del ciclo mestruale in cui la donna è fertile, ossia quando l'ovocita viene rilasciato nelle tube e può essere fecondato: tutto quello che devi sapere.