Razionalizzo, ma non metto in pratica

Sono un ragazzo di 20 anni, quasi 21, che da alcuni mesi soffre di ansia, prevalentemente legata alle sensazioni fisiche (soprattutto alla pancia e fiato corto, molto presente al risveglio) e avvolte ho paura di morire per queste sensazioni.
Ho effettuato accertamenti cardiologici che hanno escluso patologie organiche, ma la paura persiste a livello ansioso.


L’ansia è soprattutto anticipatoria: quando temo un evento (es.
mezzanotte di Capodanno, uscire con amici, svegliarmi la mattina) i sintomi aumentano molto; una volta che l’evento avviene, l’ansia spesso diminuisce bruscamente e mi chiedo di cosa avessi avuto paura.


Al risveglio provo spesso ansia mattutina con senso di oppressione al petto o stomaco chiuso; alzarmi, camminare o parlare con una persona fidata di solito migliora i sintomi entro 20 30 minuti.

In psicoterapia è emerso che faccio molta fatica a tollerare le sensazioni emotive e fisiche spiacevoli e tendo a volerle zittire subito.
Riflettendo, mi sono reso conto che in passato ero una persona molto stabile emotivamente, forse anche chiusa sul piano emotivo: ridevo e mi divertivo, ma piangevo raramente e tendevo a controllare molto ciò che sentivo.


Ora ho la sensazione che questo meccanismo sia saltato, con una forte iperattivazione del sistema nervoso.

Riconosco di avere una forte tendenza a cercare scorciatoie per stare meglio (riposo, rassicurazioni, evitamento, soprattutto l'evitamento, ho lasciato scuola a 16 anni e da quel momento sono fermo, nonostante io mi sia ri-iscritto a scuola questo ottobre, grazie alla mia psicologa), e faccio fatica ad accettare che il miglioramento passi anche dall’affrontare gradualmente situazioni come scuola o lavoro.
A livello razionale capisco il meccanismo, ma metterlo in pratica è difficile.

Assumo Xanax in gocce che mi aiuta a ridurre l’intensità dell’ansia, ma ho notato che nei momenti di calma riesco a stare meglio anche grazie a strategie personali, quindi non attribuisco il miglioramento solo al farmaco.

Ne prendo 4 la mattina e 4 la sera.

Sono consapevole che si tratta di un periodo difficile, non di un rifiuto della vita: ho un forte desiderio di vivere serenamente, mantenere relazioni, amicizie e un buon rapporto con la famiglia.
Tuttavia mi sento frustrato e a volte sconfitto dal fatto che l’ansia sembri più grande di me, soprattutto al risveglio.


Detto questo, sono anche un ragazzo molto insicuro, ma ho delle caratteristiche di cui vado abbastanza fiero, come per esempio la mia "intelligenza emotiva", nonostante possa suonare paradossale.

Proprio perchè riesco a capire cosi bene le mie emozioni, non riuscire a trovare un punto d'arrivo mi rende triste

e come gia detto, il mio problema è proprio l'evitamento.

Perchè so cosa devo fare, ma evito di farle perchè avvolte la paura prende il sopravvento.

Poi quando le faccio, mi dico sempre "ah, quindi era tutto qui?
avevo paura per questo?
" e poi peró, diciamo che si ripete.

non cerco rassicurazioni, voglio solo esprimermi
Dr.ssa Carla Maria Brunialti Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo 19.2k 610
Gentile utente,

ci dice: "non cerco rassicurazioni, voglio solo esprimermi",
e noi L'abbiamo letto con attenzione.

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti

Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta, Sessuologa clinica, Psicologa europea.
https://www.centrobrunialtipsy.it/

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