Paura di essere bisex oppure di non eccitarmi con le ragazze

Buonasera, sono un ragazzo di 22 anni e da un po’ di tempo ho sviluppato una forte paura e ossessione legata al fatto di non riuscire più a eccitarmi con le ragazze.

A volte sogno rapporti con ragazze e mi sveglio eccitato a volte no, prima se immaginavo un rapporto con una ragazza mi eccitavo adesso mi è difficile oppure non mi sta capitando più, mi è difficilissimo eccitarmi davanti a porno etero solo se mi tocco mi eccito prima non potevo guardarli perché mi eccitavano, e mi sorge spontanea la domanda di sapere cosa mi eccitava, ma guardando nel passato quando stavo o mi baciavo con ragazze loro mi eccitavano quindi vorrei essere più tranquillo

Questo mi ha portato a pensare che potessi essere attratto dagli uomini, e spesso mi sono trovato a guardare amici o a immaginare situazioni con loro, senza però sentirmi realmente coinvolto. Ho sempre avuto relazioni e frequentazioni con ragazze, e fino a poco tempo fa tutto andava bene, anche per quanto riguarda l’eccitazione, sia nella vita reale che guardando pornografia.

Negli ultimi mesi, invece, mi ritrovo a osservare tutto con attenzione per capire cosa mi eccita, anche nei video, ma il mio desiderio resta quello di stare con una donna, perché non riesco a vedermi con un uomo.

Fino a tre mesi fa ero fidanzato e, nonostante provassi sentimenti, l’eccitazione andava e veniva. A volte mi succedeva di ritirarmi bagnato ma senza vera eccitazione nel pene. In una delle nostre esperienze sessuali è andato tutto bene, ma durante un rapporto orale più recente non sentivo nulla.

Questa situazione va avanti da quasi un anno con ogni ragazza, e spesso provo ansia perché temo di non riuscire a eccitarmi. Mi capita anche di non sentire più eccitazione nemmeno con un bacio, e allora cerco scuse legate all’aspetto estetico o altre giustificazioni, anche se in passato le ragazze mi hanno sempre attratto.

Ho sofferto per amore e questo ha complicato le cose. Quando vedo i miei amici baciarsi, mi chiedo se si eccitano e controllo se lo sono davvero, oppure mentre bacio una ragazza cerco di capire se sto provando eccitazione; se non è così, partono in me pensieri negativi.

Prima di gennaio dello scorso anno non avevo mai avuto questi problemi, tutto funzionava normalmente. Quando riesco a fare l’amore e a sentirmi eccitato, provo sollievo, ma poi il ciclo di ansia e dubbi ricomincia. Inoltre, da piccolo sono stato coinvolto in episodi di masturbazione reciproca con alcuni cugini e un amico, e questo mi fa pensare di poter essere bisessuale. Tuttavia, ho sempre avuto rapporti eterosessuali e il mio desiderio è sempre stato quello di avere una relazione con una ragazza che ami come amo io.

A volte guardo pornografia gay ma la tolgo subito, e anche se ho visto amici nudi non ho mai provato eccitazione per loro. Controllo anche durante i sogni se mi sento eccitato e se non succede mi domando il perché, e questa paura di non eccitarmi mi perseguita anche in quei momenti. A volte evito il contatto con le ragazze proprio per la paura di non riuscire a eccitarmi, non posso permettermi un terapeuta o psicologo solo uscirne naturalmente perché voglio stare con una donna e vivere liberamente come prima.

Vi chiedo gentilmente un consiglio o un aiuto in merito, grazie mille per l’attenzione. Buonasera.
Dr. Vincenzo Capretto Psicologo 130 9
Gentile,

nel suo racconto si sente più che un problema di eccitazione, oggi c’è un problema di controllo sull’eccitazione.

Lei non vive più l’esperienza in modo spontaneo, ma la osserva, la misura, la verifica in continuazione. Mentre bacia una ragazza si chiede mi sto eccitando? , mentre guarda un video si chiede cosa mi eccita davvero? , mentre sogna controlla cosa prova. È come se fosse uscito dall’esperienza per mettersi a guardarla dall’esterno. In quei momenti l’ultima cosa da fare è proprio pensare a quello che succede, ma lasciarsi andare alle emozioni che il suo corpo le regala.

E quando la sessualità viene messa sotto osservazione costante, l’eccitazione tende a bloccarsi. Non perché sia cambiato il suo orientamento, ma perché l’ansia prende il posto della spontaneità. Funzioniamo così.

C’è un passaggio molto importante che lei stesso scrive: prima di gennaio dello scorso anno non avevo mai avuto questi problemi. Questo è un dato centrale. L’orientamento sessuale non cambia all’improvviso, mentre l’ansia sì. E quello che descrive ha tutte le caratteristiche di un circolo vizioso ansioso ossessivo: più controlla, meno sente; meno sente, più controlla.

Anche gli episodi dell’infanzia che cita non sono indicatori dell’orientamento: sono esperienze esplorative molto comuni e non determinano ciò che si diventa da adulti.

In questo momento lei non sta cercando di capire chi la attrae, ma sta cercando disperatamente di ritrovare una sensazione che prima arrivava da sola. E questo tentativo, paradossalmente, la allontana ancora di più da quella sensazione.

Può essere utile chiedersi, con molta semplicità:
cosa succederebbe se smettessi di controllare e accettassi che l’eccitazione può andare e venire senza doverne capire il motivo ogni volta?

Non si tratta di uscirne da solo forzandosi, ma di ridurre gradualmente questa osservazione continua che sta trasformando qualcosa di naturale in una prova da superare.

Se le è possibile, anche un breve confronto con uno psicologo potrebbe aiutarla molto a sciogliere questo nodo, perché qui il tema appare non di natura sessuale in sé, ma ansioso.

Sta cercando di tornare a come era prima?! Per farlo, forse il primo passo è smettere di controllare come dovrebbe sentirsi.

Un cordiale saluto.

Dr. Vincenzo Capretto, psicologo.
Ricevo a Roma e on line.
www.vincenzocapretto.com
3356314941

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Purtroppo non ho possibilità di andare da un psicologo ma e vero che controllo l'eccitazione durante un contatto con una ragazza, e mi vengono pensieri strani sui ragazzi e faccio collegamenti al passato quando ho avuto quelle esperienze perché le persone con cui ho avuto cio sono tutte fidanzate ed etero,ma mai avuti tutti sti pensieri del genere sull eccitazione oppure del sesso opposto con pensieri di un certo genere,esempio prima non potevo aprire telegram perché sapevo di eccitarmi con porno ora lo faccio per testarmi e questo con tutto,salve e buonasera grazie ancora attendo risposta
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Mi capita di sentire una breve eccitazione con un contatto fisico con una ragazza e mentre lo provo dico okay allora se la bacio posso eccitarmi,a volte mi e capitato di eccitarmi anche con uno sguardo oppure una toccata verso una ragazza,oppure stando abbracciati con la mia ex oppure con un bacio a stampo ma non so cosa abbia fatto scattare sta cosa dentro me e a volte quando guardò un uomo puo scattare un complimento dentro di me e allora pemso di essere gay,oppure controllo i miei movimenti se somigliano ad un movimento gay,però ricordo che quando stavo con una ragazza forse non pensandoci arrivava naturalmente perché prima nel bacio non pensavo tutto cio,ora prima di un incontro penso a cio oppure se mi capitano belli ragazzi penso se mi piacciano o meno,ho sempre sofferto di ansia anche prima di un rapporto
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Utente
A volte penso e se provo con un ragazzo e puo eccitarmi,io non voglio perché voglio restare etero,e sogno una donna al mio fianco,ma questi pensieri mettono in dubbio me stesso e faccio ritorno al passato,oppure penso che questi siano veritieri e non voglio accettare il fatto che sia bisex e che forse posso andare a periodi del piacere verso un altro sesso,pero se passa una bella ragazza mi viene da fare complimenti oppure di provarci ma sempre con il timore e la speranza che vada tutto bene con l'eccitazione,oppure se devo avere un rapporto di non riuscire ad eccitarmi nel bacio o perdere lerezione durante.
Oppure di non riuscire a raggiungere lorgasmo oppure se non riesco con queste cose a raggiungere l'eccitazione o altro mi viene da pensare allora è tutto vero mi rimane da provare l'altro sesso per sapere la verità,cosa che non ho mai pensato ma nonostante tutto ciò il mio desiderio e di stare con una ragazza attualmente ma piu liberamente e senza tutto cio
Scusatemi del disturbo e dei troppi messaggi di richieste su tale argomento
Cordiali saluti e buon lavoro
Francesco.
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Dr. Vincenzo Capretto Psicologo 130 9
Gentile utente,

ho letto con attenzione tutti i messaggi e si sente quanto questa paura la stia facendo controllare ogni minima sensazione, pensiero o reazione del corpo. Quando l’ansia prende questa forma, tende proprio a funzionare così: più si cerca di capire, testarsi o rassicurarsi, più il dubbio sembra allargarsi (come già le avevo risposto).

È importante però essere chiari e corretti: uno spazio come questo può offrire un primo orientamento, un primo confronto, ma non può diventare il luogo in cui cercare risposte ripetute o definitive su ciò che sente, perché rischierebbe di alimentare il circolo dell’ansia invece di ridurlo.

Da quello che scrive emerge il bisogno di uno spazio continuativo e protetto, dove poter parlare di questi pensieri senza doversi osservare o mettere alla prova ogni volta. Questo può avvenire anche attraverso percorsi accessibili sul territorio (come consultori, servizi pubblici (gratuiti tramite il suo medico di base) o altre risorse locali (a costi molto accessibili), che permettono di avere un supporto stabile senza restare soli dentro questi dubbi (che vista l’intrusività le suggerisco di approfondire).

Qui credo sia corretto fermarsi, non per mancanza di ascolto, ma per rispetto del suo benessere e dei limiti di questo contesto. Le auguro sinceramente di riuscire, con il giusto sostegno, a ritrovare quella serenità e libertà che oggi sente così lontane, ma che le assicuro non lo sono così tanto.

Un caro saluto.

Dr. Vincenzo Capretto, psicologo.
Ricevo a Roma e on line.
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Salve
Lei dice che c'è qualcosa da scoprire?
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Dr. Vincenzo Capretto Psicologo 130 9
Gentile,
rilegga bene quello che le ho scritto: no, non intendevo dire e non intendo dire che ci sia qualcosa da scoprire su di lei.
Il punto non è trovare una risposta definitiva o una verità nascosta, ma riconoscere che in questo momento l’ansia la sta portando a controllarsi molto e a dubitare continuamente delle proprie sensazioni (è questa l’intrusività di cui le parlavo: il continuo controllarsi, rimuginare, analizzarsi).

Proprio per questo, continuare ad approfondire qui rischierebbe di alimentare ulteriormente il circolo dei pensieri, invece di aiutarla a ritrovare maggiore tranquillità. Lei deve affidare questi temi a uno spazio dedicato e continuativo, che possa davvero accompagnarla nel tempo per ritrovare serenità e tranquillità, che in questo momento le mancano.

Un caro saluto.

Dr. Vincenzo Capretto, psicologo.
Ricevo a Roma e on line.
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Grazie mille buon lavoro
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